L’imperialismo americano e quello danese condividono la medesima radice: la negazione della soggettività politica e dell’umanità della popolazione Inuit. La vera giustizia non consiste nello scegliere tra un nuovo acquirente o un vecchio amministratore, ma nel restituire la piena proprietà della propria terra a chi la abita davvero
Nell’estate del 2019 la proposta avanzata da Donald Trump di acquistare la Groenlandia è stata accolta inizialmente con ironia, ma ha presto rivelato una visione imperialista che considera i territori non come comunità umane, ma come asset strategici e economici da comprare. Oggi i 56mila abitanti dell’isola, per l’88 per cento indigeni Inuit, si trovano schiacciati tra l’espansionismo americano e l’eredità coloniale europea, trattati più come oggetti della storia che come soggetti del proprio d


