Il presidente Usa ha detto di aver pianificato «un attacco molto importante», ma di averlo rimandato «per un po’, si spera, forse per sempre». E a convincerlo sono stati i paesi arabi della regione, i quali hanno chiesto al tycoon di aspettare due o tre giorni perché ritengono di essere vicini a un accordo con Teheran
Il presidente Donald Trump ha annunciato di aver rimandato un attacco militare contro l’Iran perché sono in corso «seri negoziati» per porre fine alla guerra. «Sembra esserci un’ottima possibilità che possano trovare una soluzione. Se possiamo farlo senza bombardarli pesantemente, sarei molto contento», ha detto il presidente Usa alla Casa Bianca nella serata del 18 maggio.
Ai giornalisti, Trump ha detto di aver pianificato «un attacco molto importante», ma di averlo rimandato «per un po’, si spera, forse per sempre». E a convincerlo sono stati i paesi arabi del Golfo, i quali hanno chiesto al tycoon di aspettare due o tre giorni perché ritengono di essere vicini a un accordo con l’Iran. In serata la portavoce della Casa Bianca ha ribadito che la linea rossa per Washington è l’uranio arricchito. Per un accordo c’è bisogno che l’Iran rinunci totalmente alle sue ambizioni nucleari.
Intanto, Il leader dei Democratici al Senato federale Usa, Chuck Schumer, ha annunciato che questa settimana verrà presentata per l'ottava volta una «risoluzione sui poteri di guerra» per limitare la capacità del presidente Trump di proseguire il conflitto senza autorizzazione del Congresso.
PUNTI CHIAVE
11:58
L'appello di Merz: "L'Iran smetta di tenere in ostaggio il mondo intero"
08:30
Esercito Iran: "Usa non commettano errori, abbiamo il dito sul grilletto"
07:33
Usa: nuovo sondaggio mostra calo del sostegno a Israele e alla guerra contro l'Iran
Trump: "A breve possibile nuovo attacco contro l'Iran"
Parlando alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha affermato di essere a un'ora dal lanciare un nuovo attacco contro l'Iran. Ha insistito sul fatto che l'esercito statunitense potrebbe dover attaccare l'Iran con "un altro duro colpo" mentre cerca di raggiungere un accordo di pace per porre fine alla guerra.
"Dobbiamo assicurarci che l'Iran non abbia l'arma nucleare. Spero non dovremo fare la guerra, ma potremmo dover infliggere loro un altro duro colpo", ha aggiunto il presidente che ieri ha annunciato invece di aver sospeso un attacco contro l'Iran su richiesta di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
La Borsa di Teheran riapre dopo la sua più lunga chiusura
La Borsa di Teheran riapre dopo la più lunga chiusura della sua storia, causata dalla guerra con gli Stati Uniti e Israele, secondo quanto riportato dai media locali. "Dopo quasi 80 giorni la Borsa di Teheran ha riaperto questa mattina", ha scritto il quotidiano economico Donya-e-Eqtesad. Le contrattazioni erano state sospese dall'inizio della guerra, il 28 febbraio.
A differenza delle principali borse globali, il mercato azionario iraniano opera in gran parte al di fuori del sistema finanziario internazionale.
L'agenzia di stampa ufficiale Irna ha affermato che le negoziazioni di azioni di oltre 40 società colpite dalla guerra, comprese aziende dei settori chimico e metallurgico, "rimarranno sospese per il momento".
Al Jazeera, "il Libano respinge il termine 'disarmo' nei colloqui con Israele"
Beirut ha comunicato la propria posizione ai mediatori in merito agli accordi di sicurezza con Israele, ha dichiarato ad Al Jazeera Arabic una fonte ufficiale libanese, che ha parlato a condizione di anonimato. Secondo quanto riferito, il governo libanese ha respinto l'uso del termine "disarmo" in riferimento a Hezbollah
Fonti Nato, sul vertice di Ankara aleggia lo spettro della crisi a Hormuz
"L'Alleanza sta attraversando un periodo difficile ultimamente, ora abbiamo bisogno di trovare una sorta di chiusura: sarebbe ideale che ad Ankara si riuscisse a ricreare lo spirito de L'Aia, vertice che ha dimostrato il buon stato di salute della Nato". Lo afferma un'alta fonte diplomatica alla vigilia della ministeriale Esteri svedese. "Detto questo, la situazione nello Stretto di Hormuz potrebbe giocare un ruolo fondamentale per il successo del vertice, se non venisse risolta in tempo", sottolinea evidenziando il rischio di fratture tra i leader europei e Donald Trump. Per assicurare il successo del vertice di Ankara, secondo la fonte, servirebbe certificare "cifre consistenti" per quanto riguarda la spesa europea per la difesa nonché "dimostrare", attraverso progetti e iniziative "concrete", che la base industriale è "in crescita".
Autobomba esplode a Damasco: almeno un morto
È di almeno un morto il bilancio provvisorio dell'esplosione di un'autobomba nel centro di Damasco nei pressi del quartiere a maggioranza cristiano di Bab Sharqi. Lo riferiscono l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria e i media locali, secondo cui l'esplosione è avvenuta di fronte a un edificio appartenente al ministero della Difesa siriano e di fronte alle antiche mura della città.
G7, 'imperativo' riaprire Hormuz e risolvere la guerra in Iran
"L'incertezza economica globale ha accentuato i rischi per la crescita e per l'inflazione, in un contesto di conflitto in corso in Medio Oriente, in particolare attraverso le pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti, che colpiscono in modo particolare i paesi più vulnerabili. Per mitigare questi impatti negativi, riconosciamo che un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura del conflitto sono imperativi". Lo si legge nel comunicato finale del G7 Finanze appena concluso a Parigi.
Giorgetti: "Lo shock economico subito dall'Italia per Ucraina e Medio Oriente è un unicum in Europa"
A margine dei lavori del G7 Finanza a Parigi. il ministro dell'Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha affermato: "Il doppio shock a cui siamo stati sottoposti come economia italiana, prima alla crisi energetica ucraina e ora alla crisi energetica del Medio Oriente, è un unicum in tutta Europa, insieme a quello subito dalla Germania"
Qatar: "Serve più tempo per i negoziati"
"Sosteniamo l'impegno diplomatico del Pakistan, che ha dimostrato serietà nel riunire le parti e nel cercare una soluzione, e riteniamo che occorra più tempo", ha reso noto al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar.
New York Times: l'Iran ha sfruttato il mese di tregua per riposizionare i lanciamissili
Secondo il New York Times, l'Iran si è dato da fare per farsi trovare pronto al probabile ritorno alle armi. Dall'entrata in vigore del cessate il fuoco l'8 aprile, l'Iran si sarebbe mosso per “dissotterrare decine di siti di lancio di missili balistici bombardati, spostare i lanciatori mobili e, nonostante le perdite significative, adattare le proprie tattiche a un'eventuale ripresa degli attacchi”. Lo ha riferito alla testata un funzionario militare Usa.
L'appello di Merz: "L'Iran smetta di tenere in ostaggio il mondo intero"
Il cancelliere tedesco torna a puntare il dito contro le strategie iraniane in Medio Oriente: "L'Iran deve sedersi al tavolo dei negoziati, smettere di temporeggiare, di tenere in ostaggio la regione e il mondo intero e soprattutto porre fine al suo programma nucleare militare". Un no secco alla politica di arricchimento dell'uranio di Teheran, accompagnato dalla conferma di un piano comune che sta prendendo forma: "Stiamo quindi lavorando con i nostri partner per ripristinare la libertà delle rotte marittime il prima possibile. Se si verificheranno le condizioni necessarie, la Germania sarà pronta a contribuire con le proprie capacità militari", ha detto Friedrich Merz a Berlino, in conferenza stampa con il presidente della Confederazione Svizzera.
I dettagli del piano di pace in sei punti chiave proposto dall'Iran
Il ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha illustrato i punti salienti del piano di pace inviato agli Usa tramite il Pakistan, inizialmente ritenuto "insufficiente" dalla Casa Bianca: la proposta prevede la fine della guerra su tutti i fronti, Libano compreso; la revoca delle sanzioni contro Teheran; lo sblocco dei fondi congelati; la fine del blocco navale imposto al Paese; il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine all'Iran e la copertura delle spese per la ricostruzione post-bellica. Lo riporta l'agenzia di stampa statale iraniana Irna.
Dombrovskis: "La guerra sta provocando shock stagflazionistico. L'Ue rivedrà le stime"
L'Ue rivedrà al ribasso le sue previsioni di crescita a causa dello ''shock stagflazionistico'' provocato dalla guerra con l'Iran. Lo afferma il commissario Ue per l'Economia, Valdis Dombrovskis, in un'intervista alla Cnbc. Le previsioni per la primavera, che saranno pubblicate entro la fine della settimana, vedranno una revisione al ribasso dei dati sulla crescita economica e un aumento di quelli sull'inflazione. Il margine di manovra delle responsabilità politiche è ''ora più limitato'', rispetto alla risposta data durante la pandemia di coronavirus. ''Riteniamo importante che le misure di sostegno che adottiamo siano temporanee e mirate, e non tali da alimentare un'elevata domanda di combustibili fossili'', ha aggiunto. Dombrovskis ha descritto il rilascio delle riserve strategiche di petrolio da parte dell'Ue come un processo ''in corso'', aggiungendo che sussistono alcune preoccupazioni riguardo a possibili carenze in settori quali i carburanti innovativi. ''Più il conflitto si protrae, maggiore è il rischio di colli di bottiglia nell'approvvigionamento, il che rafforza il nostro messaggio secondo cui le politiche adottate non dovrebbero aumentare la domanda di combustibili fossili'', conclude il commissario.
Iran, arrestati due giornalisti con l'accusa di spionaggio
"Due giornalisti,tisi in sensibili, sono stati arrestati infiltrati". Lo ha annunciato la magistratura iraniana in un comunicato che accusa i reporter di aver "abusato del loro lavoro come copertura per raccogliere informazioni su centri militari e di intelligence sensibili del Paese e inviarle a reti televisive e di informazione ostili all'estero, durante l'attuale conflitto tra Stati Uniti e Iran ", ha aggiunto, secondo quanto riportato da Fars.
Iran: Teheran, in proposta stop sanzioni e sblocco asset
L'ultima proposta d'intesa trasmessa da Teheran a Washington prevede tre elementi principali: la rimozione delle sanzioni internazionali contro Teheran, il rilascio dei beni iraniani congelati all'estero e la multa del "blocco" economico imposto al Paese. Il piano contempla inoltre la conclusione del conflitto su tutti i teatri regionali, incluso il Libano. Lo riporta Sky News Arabia, citando il vice ministro degli Esteri iraniano.
Esercito Iran: "Usa non commettano errori, abbiamo il dito sul grilletto"
"Gli Stati Uniti ei loro alleati non devono commettere più errori strategici o passi falsi, poiché le forze armate iraniane sono più preparate e più forti che in passato e hanno il dito sul grilletto". Lo ha dichiarato il comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi. "Risponderemo a qualsiasi rinnovata aggressione da parte dei nemici in modo rapido, deciso, potente ed esteso. Se i nostri nemici commetteranno un altro errore, lo affronteremo con maggiore forza rispetto al passato e taglieremo la mano a qualsiasi aggressore", ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.
Usa: nuovo sondaggio mostra calo del sostegno a Israele e alla guerra contro l'Iran
Un nuovo sondaggio condotto dal quotidiano "New York Times" e dalla Siena University rileva un forte calo del sostegno dell'opinione pubblica statunitense sia alla guerra contro l' Iran sia agli aiuti militari a Israele. Secondo la rilevazione, condotta su 1.507 elettori registrati, solo il 30 per cento sostiene il conflitto con l' Iran , mentre il 64 per cento si dichiara contrario. Anche il sostegno agli aiuti militari statunitensi a Israele appare in rilasciato: il 57 per ceto degli intervistati si oppone all'invio di assistenza militare, mentre il 37 per cento si dice favorevole. Il dato segna un netto cambiamento rispetto al novembre 2023, quando un sondaggio della Quinnipiac University mostrava una maggioranza degli elettori Usa favorevole ad ulteriori aiuti militari a Israele dopo l'inizio della guerra a Gaza.
Teheran: "Asse della resistenza è più coeso che mai"
Il portavoce del Ministero della Difesa iraniano ha respinto le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui le capacità difensive dell'Iran sarebbero state distrutte, affermando che parte delle capacità militari del paese non sono ancora state utilizzate e che l'"asse della resistenza" è più coeso che mai. Così Iran International. Il generale di brigata Reza Talaei-Nik, portavoce del Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate iraniano, ha dichiarato all'emittente televisiva yemenita Al Masirah che Trump "non smette di fare affermazioni false" sulla forza militare dell'Iran . "Il prestigio degli Stati Uniti è crollato per mano delle nostre forze armate", ha dichiarato Talaei-Nik.
Araghchi: "Usa contraddittori, loro richieste eccessive ostacolano a negoziati"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso a Teheran con il ministro dell'Interno pakistano degli sforzi in corso per porre fine alla guerra. Lo fa sapere il ministero di Teheran, riportato da Al-Jazeera. Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha espresso ad Araghchi la speranza che gli sforzi del suo Paese contribuiscano a stabilire la pace nella regione. "Le posizioni contraddittorie e le richieste eccessive degli Stati Uniti rappresentano un ostacolo al processo diplomatico - ha detto Araghchi durante il colloquio - Apprezziamo gli sforzi di Islamabad per promuovere la diplomazia e prevenire un'escalation. Il nostro ingresso nel percorso diplomatico è stato determinante, nonostante i nostri dubbi sull'amministrazione americana"
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