Dopo settimane di stallo torna la guerra nel Golfo. I Pasdaran hanno annunciato di aver attaccato nella notte due basi Usa in Giordania e una negli Emirati Arabi Uniti, in risposta al bombardamento americano contro l’isola iraniana di Larak avvenuto qualche ora prima. I Guardiani della Rivoluzione hanno detto in una nota di aver condotto un'operazione congiunta con missili e droni contro le basi di Al Azraq e Re Hussein, sostenendo di aver provocato «gravi danni», ma al momento non ci sono conferme su questo. La base di Al Minhad negli Emirati è stata invece colpita con dei droni.

Un funzionario Usa ha detto a Fox News che tutti i missili diretti in Giordania sono stati intercettati. «I sistemi di difesa aerea hanno intercettato otto missili entrati nello spazio aereo del Regno», si legge in una dichiarazione del portavoce delle forze armate giordane.

Per il Comando centrale americano, l'attacco sui lanciatori iraniani a Larak è stata «un'azione limitata e precisa contro le unità dei pasdaran impegnate nella posa di mine, che rappresentavano una minaccia imminente nello stretto di Hormuz».

Intanto, il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha affermato che gli Stati Uniti intendono sanzionare un'altra banca questa settimana, dopo le misure contro l'egiziana Misr, nell'ambito del giro di vite sulle transazioni economiche con l'Iran. Bessent non ha escluso sanzioni anche nei confronti della Cina: «Tutte le opzioni sono sul tavolo».

PUNTI CHIAVE

07:20

Pezeshkian: "Non cerchiamo la guerra ma reagiremo con forza"

19:09

La Lega araba si schiera contro gli attacchi iraniani: «Falsi pretesti per minare la sicurezza della regione»

Il segretario generale della Lega araba, Nabil Fahmy, ha condannato i nuovi attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti e la Giordania, e ha invitato l'Iran «a cessare di utilizzare falsi pretesti per minacciare la sicurezza e la stabilità nella regione». I raid di Teheran rappresentano «una flagrante violazione della sovranità e dell'integrità territoriale di entrambi i Paesi, nonché una chiara violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite», ha insistito Fahmy, definendo «inaccettabile» qualsiasi attacco alla sicurezza di uno Stato arabo «a prescindere dal pretesto». 

«Il mantenimento della sicurezza e della stabilità della regione - ha concluso rivolgendosi a Teheran - richiede il rispetto dei principi del diritto internazionale, la priorità del dialogo e della responsabilità, e l'astensione da qualsiasi azione che possa acuire le tensioni o compromettere la sicurezza della regione e gli interessi dei suoi popoli». 

19:08

Vance: «Penso che Trump volesse mandare un messaggio agli iraniani con il video sull'isola di Kharg»

Donald Trump con il suo video sull'isola di Kharg sta «mandando un messaggio, fermatevi o ci saranno conseguenze». Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, sottolineando che l'esercito americano è a conoscenza del fatto che l'Iran continua a sparare alle navi commerciali. «Al presidente piace variare un po' sui social. Ma lui è il è il primo che non annuncerebbe mai un'operazione militare con un post, dunque penso che ora stia mandando un messaggio agli iraniani», ha affermato Vance.

 Il video in questione è stato postato ieri notte da Donald Trump sul suo social Truth: generato interamente dall'IA, raffigura l'isola di Kharg, il più grande hub petrolifero dell'Iran, che brucia e viene distrutta.

17:41

Salgono a tre le vittime dell'attacco Usa su Larak

È salito a tre morti il bilancio dell'attacco statunitense condotto contro obiettivi nell'isola iraniana di Larak, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, secondo cui una delle persone rimaste inizialmente ferite è poi deceduta in ospedale a causa della gravità delle lesioni riportate. In risposta all'attacco, le Forze aerospaziali dei Guardiani della Rivoluzione, precisa la Tasnim, hanno annunciato di aver lanciato missili balistici e droni contro basi statunitensi in Giordania.

17:02

Bessent: «Scopo delle sanzioni è riportare l'Iran al tavolo dei negoziati. Con la Cina sono più i punti condivisi che quelli di disaccordo»

Durante un'intervista concessa all'emittente statunitense Cnbc, il segretario al tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha affermato che l'obiettivo del nuovo regime sanzionatorio contro l'Iran è quello di costringere la leadership di Teheran a tornare al tavolo dei negoziati. Parlando del rapporto con Pechino in merito al conflitto in Medio Oriente, Bessent ha poi affermato che sono di più i punti sui quali le opinioni di Cina e Stati Uniti convergono rispetto a quelli sui quali i due Paesi sono in disaccordo.

16:50

Secondo una fonte rilevante nella leadership iraniana le ostilità delle ultime ore rimangono «un confronto limitato»

Le ostilità scoppiate nelle ultime ore tra gli Stati Uniti e l'Iran rimangono «un confronto limitato e contenuto». Lo ha dichiarato a Reuters una fonte rilevante all'interno della leadership iraniana, sottolineando però che Teheran si tiene pronta a dare «una risposta netta» al nemico in caso di nuovi attacchi.

15:12

Centcom: «Falso che una superpetroliera sia boccata a Hormuz a causa delle mine»

Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha etichettato come «false» le affermazioni iraniane secondo cui una superpetroliera avrebbe urtato due mine nello Stretto di Hormuz che ne hanno causato il «blocco totale». «Nessuna nave è stata colpita dalle mine», hanno affermato i funzionari Usa.

15:07

Iran: Trump, vogliono colloqui con noi «a tutti i costi» 

Gli iraniani «desiderano incontrarsi a tutti i costi», ha detto il presidente Usa, Donald Trump. «Non so se si possa contare su un accordo con loro. Le sanzioni stanno avendo un impatto davvero forte», ha dichiarato in un'intervista telefonica a Fox News. 

14:58

Teheran: "Quello Usa è esercito hollywoodiano che saccheggia risorse ai Paesi musulmani"

"L'esercito statunitense è un esercito di propaganda e di Hollywood, creato per saccheggiare le risorse dei paesi musulmani": lo ha dichiarato il portavoce delle forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi. "Il nostro più grande onore è aver sollevato il velo di Hollywood dall'esercito statunitense e dal regime sionista", ha aggiunto. Secondo l'agenzia Tasnim, Shekarchi ha affermato che nell'attuale guerra con l'Iran, gli Stati Uniti hanno perso centinaia di soldati e migliaia sono rimasti feriti. Inoltre, durante l'aggressione israeliana contro l'Iran, più di mille soldati israeliani sono stati uccisi e migliaia sono rimasti feriti. 

14:51

Fidan: "Netanyahu nemico dell'umanità, la minaccia va combattuta insieme"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è diventato un "nemico comune" dell'umanità, della comunità internazionale e della sicurezza, "non va preso sul serio". Ma la comunità internazionale nel suo insieme deve combattere la "minaccia Netanyahu". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan nel corso di una conferenza stampa a Istanbul al termine della riunione inaugurale della Alleanza di difesa della Mecca con i suoi omologhi di Pakistan e Arabia Saudita.

14:48

Trump: «Risponderemo all'attacco dell'Iran, li colpiremo duramente» 

Gli Stati Uniti risponderanno all'attacco dell'Iran contro le forze americane. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox. «Li colpiremo duramente», ha precisato il presidente.

14:47

Iran: «Contro Usa non ancora impiegata tutta la nostra forza»

Il portavoce delle Forze armate iraniane, il generale Abolfazl Shekarchi, ha avvisato che la Repubblica islamica non ha ancora impiegato tutte le sue capacità nella guerra contro gli Stati Uniti e che Teheran è determinata a cacciare gli americani dalla regione. «Il nostro più grande onore è stato quello di aver smascherato la facciata in stile hollywoodiano dell'esercito statunitense e del regime israeliano», ha dichiarato il portavoce citato dalla tv di Stato. «Siamo determinati a cacciare gli americani dall'Asia occidentale», ha aggiunto, «non abbiamo ancora impiegato tutte le nostre capacità nella guerra contro gli Stati Uniti». «Se ci ritiriamo in diverse aree, il nemico farà dieci passi avanti», ha concluso Shekarchi.

14:24

Pezeshkian: «Negli Usa c'è chi vuole la guerra ma noi vogliamo un accordo»

«Purtroppo, ci sono correnti all'interno dell'America che vedono nel loro interesse la continuazione della guerra. Noi continuiamo a cercare di raggiungere un accordo». Lo ha detto, secondo l'agenzia iraniana Isna, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian nel corso di un colloquio con il leader indiano Narendra Modi. «Continuare la guerra non è nel nostro interesse, né nell'interesse della regione, né nell'interesse dell'umanità» ha aggiunto. Sempre secondo la Isna, Modi avrebbe affermato:«Con la conoscenza che ho acquisito della sua personalità, credo che lei possa svolgere un ruolo efficace nel raggiungimento della pace».

14:21

Araghchi: «Al vertice della Sco cercheremo il riconoscimento dei nostri diritti»

Al vertice della Shanghai Cooperation Organisation (Sco) in Kirghizistan «è naturale che, innanzitutto», l'Iran cercherà di «ottenere il riconoscimento dei diritti del popolo in relazione alla guerra e agli ultimi scontri»: è quanto dichiarato dal ministro degli Esteri di Teheran, citato da Tasnim. «In ogni caso, la regione è instabile e i Paesi membri della Sco devono essere informati anche su questo tema e devono assumere posizioni corrette e unite per affrontarlo», ha aggiunto Araghchi.

13:22

Pezeshkian: "Nonostante Usa lavoriamo ancora per accordo"

L'Iran resta impegnato a raggiungere un accordo, nonostante gli Stati Uniti continuino a rispettare i propri impegni, ha dichiarato da Bishkek il presidente Masoud Pezeshkian incontrando il primo ministro indiano Narendra Modi. "Restiamo fedeli agli obblighi assunti in base agli accordi, ma la parte americana non ha rispettato i propri impegni", ha dichiarato Pezeshkian durante il loro incontro a margine del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. "Stiamo ancora lavorando per raggiungere un accordo e un'intesa", ha aggiunto. "Crediamo che continuare la guerra non serva né ai nostri interessi, né a quelli della regione o dell'umanità", ha dichiarato Pezeshkian sottolineando che l'India possiede una notevole capacità di contribuire a rafforzare la pace e la stabilità regionale.

13:12

Libano: "Media, artiglieria israeliana attacca città nel sud"

Attacchi dell'artiglieria israeliana hanno colpito Houla, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia libanese Nna, dopo che era stata data notizia di attacchi di artiglieria - attribuiti sempre a Israele - che dalla notte e fino alle prime ore di oggi hanno preso di mira le zone di Mansouri e Buyout Al-Sayyad.

13:07

Teheran: «Pura fantasia l'idea degli Usa di impedirci di piazzare le mine a Hormuz»

«L'affermazione degli americani secondo cui con l'attacco di ieri sera volevano impedire all'Iran di piazzare mine nello Stretto di Hormuz e ci sono riusciti, è pura fantasia e pura narrazione». Lo ha dichiarato una fonte militare all'agenzia Tasnim, aggiungendo: «Lo scontro di ieri sera non ha nulla a che vedere con la posa di mine». «Da un lato, gli americani affermano di aver neutralizzato tutte le mine, dall'altro sostengono di aver impedito la posa di nuove mine. Ora la domanda è: come sono state punite esattamente le petroliere responsabili che hanno colpito le mine? Le navi in questione sono state punite e le loro basi nella regione sono state colpite da proiettili iraniani», ha sottolineato.

13:05

Idf: «L'uccisione di un bambino ieri a Deir el Balah non è verificata, l'indagine è ancora in corso»

«Ieri, l'Idf ha effettuato un attacco nella zona di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, eliminando Hassam Osama Hussein Nasir, un terrorista dell'ala militare di Hamas. L'Idf è a conoscenza dei report secondo cui un bambino sarebbe rimasto ucciso a seguito dell'attacco. Una prima verifica non ha potuto accertare la veridicità dell'affermazione e l'incidente rimane sotto indagine». Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota in merito all'uccisione nel raid anche di un bambino palestinese di 3 anni, riportata dai media palestinesi.

12:12

Teheran: «Risponderemo a qualsiasi attacco»

«L'attacco statunitense è un'aggressione militare contro il nostro Paese e, naturalmente, qualsiasi attacco alla nostra integrità territoriale, a qualsiasi livello, riceverà una risposta decisa da parte delle forze armate iraniane». Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, citato dall'agenzia Tasim. «Gli stranieri devono essere allontanati da questa regione e devono imparare una lezione importante, in modo da non ripetere più aggressioni contro il nostro Paese», ha aggiunto.

11:29

Teheran: "Usa riceveranno lezione seria dopo bombardamento isola di Larak"

Gli Stati Uniti devono "imparare una lezione importante" per non "ripetere le loro aggressioni". Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, in seguito all'attacco statunitense all'isola di Lark, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars.

Secondo l'emittente statale iraniana Irib, le forze statunitensi hanno bombardato l'isola di Larak, uccidendo e ferendo diversi civili e soldati iraniani.

11:05

Emirati: "False notizie su attacco a base con forze Usa, serve soluzione politica sostenibile"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno smentito le notizie di un attacco contro la base aerea Al Minhad. "Il ministero della Difesa ha smentito le notizie secondo cui la base aerea Al Minhad sarebbe stata presa di mira da missili e conferma che si tratta di notizie false", ha precisato il dicastero in un post su X dopo che la tv di Stato iraniana aveva riferito di attacchi contro "le aree in cui sono presenti elicotteri e personale Usa nella base di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti". Tutto dopo che il Centcom, il Comando centrale Usa responsabile per le attività militari nella regione, ha confermato un'operazione "circoscritta e precisa" delle forze statunitensi contro i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, "impegnati nella posa di mine, che costituivano una minaccia imminente nello Stretto di Hormuz". Il ministero della Difesa degli Emirati ha invece confermato che nelle ultime ore l'Aeronautica militare ha "risposto" a un drone rilevato "sulle acque territoriali in avvicinamento dall'Iran".

10:59

Araghchi: «Netanyahu un serpente, in ebraico irride gli Usa mentre in inglese elogia Trump»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito un «serpente» il premier israeliano Benjamin Netanyahu, per le divergenze tra i messaggi che lancia parlando ai suoi cittadini e quelli che indirizza a livello internazionale. «In ebraico, Netanyahu si vanta apertamente di aver trascinato con l'inganno l'amministrazione statunitense in una guerra contro l'Iran per conto di Israele. Netanyahu ride esplicitamente di come abbia «influenzato» l'America attraverso mille ore di apparizioni sulle reti televisive statunitensi - ha scritto Araghchi su X - In inglese, invece, elogia la leadership del presidente degli Stati Uniti».

10:30

Trump: «I dem vogliono vederci perdere la guerra con l'Iran, ma non accadrà»

«I democratici vogliono che il nostro Paese perda la guerra contro l'Iran, cosa che non accadrà perché stiamo vincendo nettamente e senza difficoltà». Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, intervistato da Fox News. «Al momento opportuno - ha proseguito - o vinceremo noi oppure saranno loro a fare qualcosa. A me va bene vincere. Non ho bisogno di una firma su un pezzo di carta».

10:29

I media libanesi: «Bombardamenti israeliani in due località del sud»

L'agenzia di stampa nazionale libanese Nna riferisce che l'artiglieria israeliana ha iniziato a bombardare le località meridionali di Mansouri e Beit al-Sayyad durante la notte e nelle prime ore del mattino. 

10:28

Pasdaran annunciano «esplosioni controllate» nella zona di Isfahan

A mezzogiorno (ora locale, ndr) a Soffeh, nel Baharestan e nelle zone circostanti, potrebbero essere uditi rumori di esplosioni controllate. È quanto hanno comunicato, secondo Iran International, le Guardie Rivoluzionarie della provincia di Isfahan. 

10:03

Iran: la banca centrale ha ricevuto 7.5 miliardi di dollari da entrate del petrolio in 4 mesi

La banca centrale iraniana ha ricevuto 7,5 miliardi di dollari di ricavi petroliferi nei primi quattro mesi dell'anno, secondo quanto riferito dall'agenzia Fars citando il ministero del Petrolio. L'importo corrisponde a una volta e mezza quanto incassato nello stesso periodo dell'anno precedente. L'andamento, secondo le stesse fonti, dovrebbe proseguire fino a gennaio nonostante il protrarsi delle sanzioni americane. Intanto fonti della compagnia nazionale iraniana del petrolio hanno dichiarato ad Al Jazeera che la situazione sull'isola di Kharg è tranquilla e che le operazioni petrolifere non si sono interrotte. Le fonti hanno definito "ridicolo" un tweet di Donald Trump riguardante l'isola. Ha aggiunto che proseguono i lavori di rinnovo dei serbatoi e di ricostruzione dei moli, con alcuni progetti attualmente realizzati tra il 20 e il 30 per cento

08:52

Emirati: ministero Difesa, intercettato drone proveniente dall'Iran su acque territoriali

L'aeronautica militare degli Emirati Arabi Uniti ha intercettato un drone che sorvolava le acque territoriali del Paese, "proveniente dall'Iran". Lo riferisce il ministero della Difesa emiratino in una nota su X, che "ha ribadito che le forze armate sono in stato di allerta e pronte ad affrontare qualsiasi minaccia, e che i sistemi di difesa aerea continuano a svolgere le loro funzioni di monitoraggio e sorveglianza dello spazio aereo 24 ore su 24". "Si esorta la popolazione a informarsi esclusivamente tramite le fonti ufficiali dello Stato e a evitare voci infondate e informazioni errate", conclude la nota. In precedenza, le forze armate dell'Iran avevano riferito di aver attaccato la base aerea di Al Minhad, negli Emirati Arabi, per la presenza di forze ed elicotteri statunitensi. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato iraniana, citando un comunicato delle forze armate, l'attacco è stato sferrato nelle prime ore di oggi con l'impiego di droni.

08:15

Pezeshkian incontrerà Putin in Kirghizistan

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian dovrebbe partecipare oggi al vertice annuale dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Bishkek, in Kirghizistan, dove, secondo quanto riportato da al Jazeera, terrà colloqui bilaterali con il presidente russo Vladimir Putin. Al vertice dovrebbe partecipare anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. I ministri degli Esteri iraniano e russo si sono già incontrati a luglio durante la riunione del Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.

07:43

Tehran: "Gli Usa sono responsabili dell'escalation"

"La piena responsabilità per le conseguenze delle nuove azioni aggressive degli Stati Uniti e per il proseguimento del blocco navale e della guerra economica contro l'Iran ricade sul regime statunitense e su tutte le parti che in qualsiasi modo colludono e partecipano alla preparazione e all'attuazione delle azioni illegali e abusive degli Stati Uniti". Lo afferma in una dichiarazione il ministero degli Esteri iraniano. L'attacco Usa a Larak "è contrario alla Carta delle Nazioni Unite" e quindi il ministero "ricorda la responsabilità dell'Onu di adempiere ai propri compiti di preservare la pace e la sicurezza internazionali e di ritenere l'aggressore responsabile". "Le forze armate iraniane risponderanno con decisione a qualsiasi aggressione militare da parte del nemico, in base al loro diritto all'autodifesa, in modo appropriato"

07:20

Pezeshkian: "Non cerchiamo la guerra ma reagiremo con forza"

 "Non stiamo cercando la guerra e questo è il chiaro messaggio che abbiamo trasmesso al mondo finora, ma non rimarremo mai calmi di fronte a qualsiasi aggressione e daremo una risposta decisiva agli aggressori", ha detto questa mattina il presidente Masoud Pezeshkian, citato dall'Irna, in reazione al recente attacco americano all'Iran. "L'instabilità nella regione non è nell'interesse di nessun paese e costituirà una sfida per tutti" ha aggiunto.

07:15

Hormuz: Petroliera prende fuoco dopo aver urtato due mine

 La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha dichiarato oggi in un comunicato che "una superpetroliera che aveva violato le norme ha preso fuoco in modo terribile dopo aver urtato due mine marine".  "Ribadiamo che le navi che violano le norme di sicurezza dello Stretto subiranno la stessa sorte", ha aggiunto la dichiarazione riportata da Fars, sottolineando che "è obbligatorio rispettare le norme emanate dalla Marina delle Guardie rivoluzionarie per il passaggio e la navigazione. Le compagnie di navigazione non devono lasciarsi ingannare dalle provocazioni dell'esercito americano, responsabile dell'uccisione di bambini, e non devono esporre inutilmente alla distruzione i beni e la vita degli equipaggi delle loro navi".

© Riproduzione riservata