Teheran vuole «tanto» raggiungere un accordo, ma «ha paura ad affermarlo», ha detto il presidente Usa. L’Idf lancia un’ondata di attacchi contro il paese, cinque feriti a Tel Aviv. Il parlamento iraniano sta cercando di approvare una legge per introdurre il pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz
Alla vigilia del primo mese di guerra in Iran proseguono le pressioni della Casa Bianca per arrivare a un cessate il fuoco con l’Iran il prima possibile. Secondo i media statunitensi Trump avrebbe detto ai suoi collaboratori di concludere il conflitto il prima possibile, ma attualmente le parti sono ancora lontane nelle trattative.
Teheran vuole «tanto» raggiungere un accordo, ma «ha paura ad affermarlo», ha detto il presidente Usa nelle ultime ore. «Nessuno ha mai visto niente di simile a quello che stiamo facendo in Medio Oriente con l'Iran. Stanno negoziando e desiderano tanto raggiungere un accordo, ma hanno paura di dirlo perché temono di essere uccisi dalla loro stessa gente», ha aggiunto. Intanto, il parlamento iraniano sta cercando di approvare una legge per introdurre il pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz.
Come ordinato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, l’Idf ha aumentato gli attacchi contro il regime in vista di un possibile accordo. Altri droni e missili sono stati invece diretti verso Tel Aviv, dove si contano per il momento cinque feriti, e i paesi del Golfo. Ancora una volta è finito in fiamme l’aeroporto nazionale del Kuwait, mentre le difese antiaeree emiratine hanno intercettato diversi droni.
PUNTI CHIAVE
11:46
Israele: ucciso il comandante della marina iraniana Tangsiri
Conflitto iraniano, membri della difesa ucraina nel Golfo
Secondo il Wall Street Journal, circa 200 membri del personale ucraino di difesa aerea sarebbero attualmente in Medio Oriente per aiutare gli Stati Uniti e i partner regionali a difendersi dagli attacchi con droni iraniani, secondo alcuni funzionari militari ucraini.
Il presidente del parlamento Ghalibaf: "Nessuno può imporci ultimatum"
"Popolo iraniano, campione della nazione! Le vostre 25 notti trascorse nelle strade e i sacrifici delle forze armate hanno creato le condizioni per una vittoria storica per il nostro Iran. Nessuno può imporre ultimatum all'Iran e al suo popolo: i vostri figli non lasceranno sfuggire questa occasione e proseguiranno fino alla piena vittoria, spezzando definitivamente il ciclo distruttivo di 'guerra-cessate il fuoco-guerra'". Lo ha detto il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf tramite un post su X.
Kallas sullo Stretto di Hormuz: "Discussione dopo la guerra"
L'Alta rappresentante per gli Affari esteri dell'Unione europea, Kaja Kallas, ha detto durante il punto stampa in Francia per il vertice G7 degli Esteri che: "Abbiamo discusso della possibilità di aumentare la presenza navale o di ampliare l'area di intervento della missione Aspides" ma "stiamo discutendo anche delle coalizioni dei volenterosi per il Golfo Persico dopo la cessazione delle ostilità". Si sta pensando, infatti, di sviluppare una Coalizione dei Volenterosi per lo Stretto di Hormuz sul modello di quella per l'Ucraina.
Il segretario alla Guerra, Hegseth: "Continueremo a negoziare con le bombe"
Il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha detto durante la riunione di gabinetto che l'operazione “Epic fury” in Iran è stata un successo”. Gli Stati Uniti "pregano per un accordo", ma nel frattempo "continueranno a negoziare con le bombe". "La guerra è un mezzo di negoziazione con altri mezzi", ha spiegato Hegseth.
Witkoff sui colloqui: "Ci è stato ripetutamente negato tutto ciò che abbiamo chiesto"
L'inviato speciale in Russia e Medioriente, Steve Witkoff - durante la riunione di gabinetto dell'amministrazione Trump - ha detto che riferendosi direttamente al tycoon che: "Posso riferirvi oggi che, insieme al vostro team di politica estera, abbiamo presentato un elenco di 15 punti d'azione che costituisce il quadro di riferimento per un accordo di pace. Questo elenco è stato diffuso tramite il governo pakistano, che funge da mediatore, e ciò ha portato a messaggi e colloqui forti e positivi, come avete appena indicato alla stampa", ha detto Witkoff. "Ci avete incaricato di ribadire che la vostra preferenza è sempre la pace e che dobbiamo farne la nostra priorità. Abbiamo trasmesso questo messaggio, signore, insieme ai 15 punti per la pace. Infine, abbiamo detto all'Iran un'ultima cosa: non commettete altri errori di valutazione".
Trump continua i suoi attacchi alla Nato e nello specifico al Regno Unito
"Il Regno Unito ci ha detto che invieremo – questo è successo tre settimane fa – invieremo le nostre portaerei, che tra l'altro non sono le migliori, sono giocattoli rispetto a quelle che abbiamo. Ma invieremo la nostra portaerei quando la guerra sarà finita. Ho detto: "Oh, che meraviglia, grazie mille. Non preoccupatevi, non ne abbiamo bisogno. Non ne abbiamo bisogno, e non abbiamo bisogno di loro", ha detto Trump durante una riunione di gabinetto, sottolineando ancora di più il distacco - tra i più ampi in assoluto - degli Stati Uniti con un alleato europeo storico come il Regno Unito.
Trump sugli attacchi iraniani ai paesi del Golfo: "Tutti sono rimasti scioccati, compresi noi"
"Hanno iniziato a sparare contro il Qatar, l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait, l'Oman. Hanno iniziato a sparare contro di loro... Tutti sono rimasti scioccati, compresi noi. Sapete perché? Perché sono malati. E avevano un piano per conquistare il Medio Oriente", ha dichiarato il tycoon rispetto all'attacco del regime di Teheran ai paesi del Golfo - alleati degli Stati Uniti e ospitanti basi militari - dopo l'inizio del conflitto il 28 febbraio.
Trump su un possibile accordo con l'Iran: "Lo stanno implorando"
"Stanno implorando di trovare un accordo. Non so se ci riusciremo. Non so se siamo disposti a farlo. Avrebbero dovuto farlo quattro settimane fa. Avrebbero dovuto farlo due anni fa", ha detto quest'oggi il presidente statunitense Donald Trump.
Idf: ucciso anche il capo dell'intelligence della marina iraniana
Oltre a comandante della marina iraniana, Alireza Tangsiri, le forze armate israeliane (Idf) hanno ucciso anche il capo dell'intelligence navale Behnam Rezaei. Lo afferma il Times of Israel riportando la notizia che l'esercito ha "eliminato alti comandanti della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche" aggiungendo che l'operazione era diretta contro i vertici coinvolti nelle attività marittime. Reazaei è uno dei più alti ufficiali del regime, con deleghe anche di intelligence su tutto il quadrante mediorientale e nei rapporti con altri organismi dello stato iraniano.
Trump riattacca la Nato sul mancato aiuto nella guerra
Il presidente statunitense Donald Trump ha attaccato nuovamente la Nato - sempre attraverso il proprio social Truth - sul mancato aiuto fornito alla Casa Bianca per la liberazione dello Stretto di Hormuz. "LE NAZIONI DELLA NATO NON HANNO FATTO ASSOLUTAMENTE NULLA PER AIUTARE LA NAZIONE PAZZA, ORA MILITARE DECIMATA, DELL'IRAN. GLI STATI UNITI NON HANNO BISOGNO DI NULLA DALLA NATO, MA DI NON DIMENTICARE MAI QUESTO MOMENTO STORICO DI ESTREMA IMPORTANZA!", ha scritto in grassetto il tycoon.
Il presidente Trump sui negoziati con l'Iran: "Facciamo i seri prima che sia troppo tardi"
"I negoziatori iraniani farebbero bene a comportarsi seriamente, presto, prima che sia troppo tardi", lo ha scritto sul proprio social Truth il presidente statunitense Donald Trump. "I negoziatori iraniani sono molto strani. Ci stanno implorando per fare un accordo, cosa che dovrebbero fare visto che sono stati obliterati militarmente con zero chance di riprendersi, ma - scrive il tycoon - pubblicamente affermano che stanno solo visionando la nostra proposta". Per poi sentenziare: " SBAGLIATO!!! Farebbero meglio a fare i seri presto, prima che sia troppo tardi", perché in questo caso “NON SI TORNA PIU' INDIETRO”.
Israele: ucciso il comandante della marina iraniana Tangsiri
Israele ha affermato di aver ucciso il comandante della marina iraniana Alireza Tangsiri, definito il responsabile del blocco navale nello Stretto di Hormuz. Tangsiri è stato nominato comandante della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) nel 2018. In precedenza, dal 2010, aveva ricoperto la carica di vice comandante della stessa. "Nessuna nave associata agli aggressori contro l'Iran ha il diritto di transitare", aveva scritto su X Tangsiri. Già nel 2019 aveva minacciato di chiudere il lembo di mare da cui passa 1/5 del greggio a livello mondiale. Tangsiri è stato sanzionato dal Dipartimento del Tesoro statunitense insieme ad altri comandanti delle Guardie Rivoluzionarie nel 2019, dopo che l'Iran aveva abbattuto un drone di sorveglianza statunitense vicino allo stretto.
I pasdaran annunciano un attacco alle infrastrutture nucleari israeliane
Il sito di informazione Al Jazeera ha riportato la notizia dell'annuncio da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Irgc) di nuovi attacchi alle infrastrutture nucleari israeliane a sud del mar Morto, oltre all'attacco al centro di controllo militare del comando israeliano con missili e droni.
Iran, ok a Cina, India, Pakistan, Iraq e Russia per il transito nello Stretto di Hormuz
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto ieri sera - durante un'intervista a una Tv di Stato - che l'accesso per il transito marittimo commerciale delle navi sarà ammesso solo a "paesi amici": nello specifico si tratta di Russia, Pakistan, Iraq e India. "Ad alcuni paesi che consideriamo amici, abbiamo consentito il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Abbiamo permesso il transito a Cina, Russia, India, Iraq e Pakistan", ha detto Araghchi, ribandendo che lo Stretto è "chiuso solo ai nemici".
Tel Aviv, attaccato il quartier generale della Difesa
La milizia sciita filo-iraniana Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di attacchi a Tel Aviv, tra cui raid contro il quartier generale del ministero della Difesa israeliano e una base dell'intelligence militare a nord di Tel Aviv, che sarebbero stati colpiti da missili di precisione. Lo riporta il quotidiano libanese L'Orient Le Jour.
Media israeliani: “Ucciso il comandante della marina iraniana”
Il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione islamica, Alireza Tangsiri, è stato ucciso in un attacco a Bandar Abbas. Lo ha riferito una fonte israeliana, citata dalla stampa. Secondo quanto riferito dal funzionario, Tangsiri era responsabile della chiusura dello Stretto di Hormuz. Non c'è stato ancora alcun commento da parte dell'Iran o dell'esercito israeliano in merito all'attacco.
Aragchi e Ghalibaf via dalla lista degli obiettivi di Israele
Israele ha rimosso il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf dalla sua lista di obiettivi da colpire dopo che il Pakistan ha chiesto a Washington di non prenderli di mira. Lo ha riferito un funzionario pakistano a Reuters. "Gli israeliani volevano eliminarli. Abbiamo detto agli Stati Uniti che se anche loro fossero stati eliminati, non ci sarebbe stato nessun altro con cui parlare, quindi gli Stati Uniti hanno chiesto agli israeliani di desistere", ha affermato il funzionario.
Frammenti di missile su Abu Dhabi: due morti e tre feriti
Due persone sono rimaste uccise e tre ferite ad Abu Dhabi, lungo Sweihan Street, dove sono caduti frammenti di un un missile balistico intercettato. Lo riferisce Gulf News, citando le autorità locali, parlando di diversi mezzi danneggiati e ricordando che in precedenza il ministero della Difesa aveva riferito di diversi missili e droni lanciati dall'Iran e intercettati dalla difesa aerea emiratina.
L'Iran si prepara a un'operazione via terra dei soldati Usa
L'Iran si sta preparando a una possibile operazione militare statunitense per prendere il controllo dell'isola di Kharg. È quanto ha rivelato nelle ultime ore la Cnn, citando fonti a conoscenza delle notizie d'intelligence sul dossier. Secondo le fonti, nelle ultime settimane gli iraniani hanno schierato ulteriori sistemi missilistici antiaerei trasportabili a spalla (Manpads) e hanno anche piazzato "trappole", mine antiuomo e anticarro. E hanno rafforzato la presenza militare.
Emirati: il blocco di Hormuz è "terrorismo economico"
Per il dirigente petrolifero emiratino Sultan al-Jaber, a capo della compagnia petrolifera statale Abu Dhabi National Oil Co., "militarizzare lo Stretto di Hormuz non è un atto di aggressione contro una singola nazione" ma "è terrorismo economico contro ogni consumatore, ogni famiglia che dipende da energia e cibo a prezzi accessibili". Al-Jaber ha parlato in occasione di un evento organizzato dal Middle East Institute di Washington. Lo riporta l'Associated Press sul suo sito. "Quando l'Iran tiene in ostaggio Hormuz, ogni nazione paga il riscatto, alla pompa di benzina, al supermercato e in farmacia - ha detto -. Nessun Paese può essere autorizzato a destabilizzare l'economia globale in questo modo. Né ora, né mai."
Attacco a Nord di Tel Aviv: 5 feriti
Il servizio di ambulanze di Israele ha affermato di aver prestato soccorso persone rimaste ferite in un'esplosione avvenuta dopo un lancio di missili a nord di Tel Aviv, nella località di Kfar Qasim. Un paramedico israeliano, il primo ad arrivare sul luogo dell'incidente, lo ha descritto come un "caos". "Siamo arrivati in pochi minuti con unità di terapia intensiva e ambulanze. Sul posto regnava il caos. Abbiamo iniziato a perlustrare l'interno della casa e abbiamo trovato distruzione al centro dell'abitazione. Cinque persone che si trovavano all'interno sono rimaste ferite dall'esplosione", ha raccontato Tomer Gussman, secondo un comunicato stampa diffuso dai servizi di soccorso israeliani. Gussman ha dichiarato che i feriti lievi sono stati trasportati in ospedale
Idf: completata "vasta" ondata di attacchi su siti iraniani
L'aeronautica militare israeliana ha recentemente completato una "vasta" ondata di attacchi aerei in diverse aree dell'Iran, secondo quanto dichiarato dalle Forze di difesa israeliane (Idf). L'esercito ha aggiunto che gli attacchi hanno preso di mira siti infrastrutturali del regime iraniano, aggiungendo che ulteriori dettagli saranno forniti in seguito. Negli ultimi giorni, gli attacchi israeliani si sono concentrati principalmente sulle industrie di produzione militare iraniane.
Usa, sondaggio: cresce il dissenso sulla guerra in Iran
I cittadini statunitensi sono sempre più critici nei confronti della guerra contro l'Iran intrapresa dal presidente Donald Trump insieme al premier israeliano Benjamin Netanyahu, mentre restano elevati i prezzi dei carburanti e crescono i timori di un allargamento del conflitto. Secondo un sondaggio del Pew Research Center ripreso dal quotidiano "Politico", il 61 per cento degli intervistati disapprova la gestione della crisi da parte del presidente. Un'indagine di Quinnipiac University rileva che il 42 per cento degli elettori ritiene che il conflitto in corso nel Golfo renderà il mondo meno sicuro, mentre il 35 per cento dei partecipanti al sondaggio ha espresso il parere contrario.
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