Dopo le recenti visite di rappresentanti di Pakistan e Oman, ora anche Doha si muove per arrivare a una de-escalation duratura. Un proiettile sconosciuto colpisce una nave nello Stretto di Hormuz
Lo Stretto di Hormuz resta il punto più delicato della crisi regionale. Una petroliera è stata colpita da un “proiettile sconosciuto” mentre transitava nel tratto marittimo. A bordo è divampato un incendio, poi domato, e l’equipaggio risulta al sicuro. L’episodio, avvenuto martedì 25 agosto e reso noto oggi dall’agenzia britannica Ukmto, si aggiunge a un altro attacco segnalato il giorno prima al largo dell’Oman. Al momento non è ancora chiaro chi siano stati i responsabili.
L’incidente arriva mentre Iran e Oman stanno cercando di definire un nuovo regime temporaneo per il traffico marittimo nello Stretto, ancora in gran parte chiuso. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha spiegato che, in caso di accordo, le navi commerciali dirette verso il Golfo Persico passerebbero attraverso acque iraniane, mentre quelle in uscita utilizzerebbero una rotta condivisa tra acque iraniane e omanite. Teheran ha però posto una condizione precisa: il transito non sarebbe consentito alle navi militari. Le rotte allo studio avrebbero carattere temporaneo, mentre Iran e Oman dovrebbero definire entro 30-60 giorni un piano permanente per la gestione del traffico.
Sul tavolo resta anche l’opposizione degli Stati Uniti ad alcuni aspetti dell’intesa. Parallelamente proseguono gli sforzi diplomatici per ridurre la tensione: il primo ministro del Qatar è arrivato a Teheran per colloqui sulla de-escalation, dopo le recenti visite di rappresentanti di Pakistan e Oman.
PUNTI CHIAVE
08:19
Iran: portaerei Roosevelt verso Medio Oriente per oltre 7 mesi
07:55
Premier Qatar arriva a Teheran per colloqui con Iran su de-escalation
Portaerei Roosevelt sarà schierata in Medioriente per oltre 7 mesi
La portaerei statunitense USS Theodore Roosevelt e il suo equipaggio di circa 5mila persone partiranno nelle prossime settimane per un dispiegamento in Medioriente della durata di almeno sette mesi. «Sanno che resteranno lì per più di sette mesi. Il loro ufficiale comandante sta dicendo loro di pianificare otto mesi», ha dichiarato John Perryman, sottufficiale capo anziano della Marina statunitense, secondo quanto riportato da USNI News. La decisione arriva mentre la Marina sta affrontando le conseguenze del recente dispiegamento nella regione della Uss Abraham Lincoln, durante il quale la nave ha trascorso più di 250 giorni in mare senza fare scalo in un porto. Un lungo dispiegamento che ha sollevato preoccupazioni riguardo alla salute mentale dei marinai, compresi i rapporti su almeno una persona caduta in mare, oltre a segnalazioni sulla scarsità di rifornimenti a bordo della nave da guerra da 100mila tonnellate. La Roosevelt, secondo USNI News, dovrebbe sostituire la George Washington. Anche la portaerei USS George H.W. Bush è attualmente impegnata nelle operazioni nella regione del Medioriente.
Casa Bianca: al momento non sono in corso trattative con l'Iran
Al momento non sono in corso negoziati con l'Iran. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un'intervista a Fox, sottolineando che il blocco americano resta in vigore e che gli Stati Uniti puntano a isolare economicamente Teheran.
Ratcliffe ha chiesto a Mosca di ridurre il sostegno a Teheran
Oltre ad aver avvertito i funzionari russi di non intensificare il conflitto con gli alleati americani della Nato, in particolare Estonia, Lettonia e Lituania, in risposta alla situazione di stallo dell'invasione russa dell'Ucraina, il direttore della Cia, John Ratcliffe, ha sfruttato la sua visita a sorpresa a Mosca di martedì per fare pressione sulla Russia affinché riduca il sostegno militare ed economico all'Iran. Lo scrive Politico, citando alcune fonti.
Iran e Qatar hanno discusso un progetto comune per lo sminamento di Hormuz
Durante l'incontro di oggi tra i ministri degli Esteri di Iran e Qatar, le parti avrebbero discusso un accordo per dare il via a un «progetto comune» per rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz. L'indiscrezione arriva dopo le dichiarazioni di Donald Trump di alcuni giorni fa secondo cui lo Stretto era stato «completamente sminato» dalle Forze armate statunitensi.
Israele accusa Hezbollah: «Nella notte lanciati droni contro le nostre truppe»
«Durante la notte, l'organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato due droni esplosivi contro i soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf) che operavano nell'area della cresta di Ali Taher, all'interno della Zona di Sicurezza nel sud del Libano. Di conseguenza, i soldati hanno aperto il fuoco e abbattuto uno dei droni, mentre si sono persi i contatti con il secondo. Non si sono registrati feriti tra le truppe». Lo comunica il portavoce delle Idf in una nota. «Non permetteremo a Hezbollah di agire contro i nostri soldati nella Zona di Sicurezza e continueremo ad agire con determinazione contro i ripetuti tentativi di colpirli», aggiunge la nota.
Il Pakistan non considera le sanzioni Usa vincolanti: «Illegali, risolvere con il dialogo»
Il governo di Islamabad ha dichiarato di non considerare il Pakistan vincolato dalle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti ai Paesi che commerciano con l'Iran. Parlando con i giornalisti, il portavoce del ministero degli Esteri pakistano ha affermato che le sanzioni unilaterali di Washington non rispettano il diritto internazionale e ha invitato le parti a tornare al dialogo. Lo riporta Al Jazeera.
Araghchi riceve il ministro degli Esteri del Qatar a Teheran
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto oggi un colloquio a Teheran con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. La visita di Al Thani era stata annunciata ieri: al centro dei colloqui c'è la riduzione delle tensioni e la creazione delle condizioni per una ripresa del dialogo tra i due Paesi.
Idf: "Hezbollah ha lanciato droni nella notte contro truppe nella zona di sicurezza"
''Durante la notte, l'organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato due droni esplosivi contro i soldati dell'Idf che operavano nell'area della cresta di Ali Taher, all'interno della Zona di Sicurezza nel sud del Libano. Di conseguenza, i soldati hanno aperto il fuoco e abbattuto uno dei droni, mentre si sono persi i contatti con il secondo. Non si sono registrati feriti tra le truppe''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota. ''L'Idf non permetterà a Hezbollah di agire contro i soldati dell'Idf nella Zona di Sicurezza e continuerà ad agire con determinazione contro i ripetuti tentativi di colpirli'', aggiunge la nota.
L'Iran: "Non riusciamo a importare benzina a sufficienza per il blocco Usa"
L'Iran non è riuscito a importare benzina a sufficienza per compensare l'insufficiente produzione interna a causa del blocco navale statunitense: "La produzione di benzina è insufficiente e, a causa del blocco navale statunitense, non possiamo importarla", ha detto il vicepresidente Mohammad Jafar Ghaempanah, citato da Irna. Negli ultimi giorni si segnalano file davanti alle stazioni di servizio in tutto il Paese. Lunedì, il capo di gabinetto del presidente iraniano, Mohsen Haji-Mirzaei, aveva affermato che le quote di benzina sarebbero state riviste, senza fornire ulteriori dettagli.
Pezeshkian invita i Paesi musulmani a rafforzare la cooperazione economica
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che il peso economico dei paesi musulmani è esiguo rispetto alla loro popolazione e alla loro posizione geostrategica nel mondo, invitando a una maggiore cooperazione in questo ambito. Lo riferiscono i media panarabi. Pezeshkian è intervenuto alla 40ª Conferenza internazionale sull'unità islamica tenutasi nella capitale, Teheran. I 57 paesi membri dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC), dal Sud-Est asiatico all'Africa, "si trovano al centro di rotte marittime e terrestri vitali, con risorse energetiche, popolazioni giovani e un ampio mercato". Pezeshkian ha sottolineato che nel 2024 l'economia di questi paesi ammonterà a circa 9,2 trilioni di dollari, il che rappresenterà solo l'8,3% dell'economia mondiale. Il presidente ha inoltre affermato che solo il 19% delle esportazioni dei paesi membri rimane all'interno del gruppo, mentre il resto è destinato a paesi al di fuori dell'OIC, sollecitando un aumento degli scambi commerciali tra le nazioni musulmane.
Ghalibaf: "Siamo in guerra economica a tutto campo"
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, ha affermato che l'Iran è impegnato in una "guerra economica a tutto campo", assicurando che il Paese riuscirà a sconfiggere i propri avversari grazie all'azione del governo e alla capacità di resistenza della popolazione. "Il Paese è impegnato in una guerra economica a tutto campo - ha dichiarato Ghalibaf, citato dai media di Stato - Vedremo il governo e le istituzioni esecutive, facendo affidamento sul popolo, sugli operatori economici del settore privato e su tutti i poteri dello Stato, sconfiggere il nemico anche su questo campo di battaglia". Secondo Ghalibaf, di fronte alle conseguenze della guerra e all'aumento delle pressioni straniere, il governo deve dare priorità al costo della vita, al potere d'acquisto, all'occupazione giovanile e alla sicurezza economica. Il presidente del Parlamento ha inoltre messo in guardia dalle divisioni interne e dall'indebolimento delle capacità del Paese, sostenendo che siano proprio questi gli obiettivi perseguiti dagli avversari dell'Iran. "Sostenere il governo non significa ignorarne le debolezze, ma avere fiducia nel governo affinché possa servire meglio il popolo", ha affermato, assicurando che il Parlamento utilizzerà i propri poteri legislativi e di controllo per rimuovere gli ostacoli, riformare le leggi e sostenere le richieste della popolazione insieme al governo del presidente Masoud Pezeshkian.
Libia, Khalifa Haftar affida l'incarico di comandante in capo al figlio Saddam
Il comandante in capo del comando generale dell'Esercito nazionale libico e leader della Cirenaica Khalifa Haftar ha affidato le sue funzioni al figlio Saddam, che diventa così comandante in capo ad interim. Lo riporta la stampa libica, precisando che il primo atto del suo mandato è stato un incontro con il procuratore militare. La decisione rafforza il ruolo di Saddam Haftar, già vice comandante generale dall'agosto 2025, e, secondo alcuni osservatori, potrebbe essere il preludio di un passaggio definitivo di poteri all'interno della famiglia. Per il momento, Khalifa Haftar non ha formalmente lasciato il comando lasciando intendere che si tratti di un affidamento temporaneo, seppure senza scadenza. Sta di fatto che da tempo è Saddam Haftar che governa l'esercito e, soprattutto, cura i rapporti internazionali, anche con Roma.
Israele: "Nessuna intenzione di agire contro Paesi amici come Italia e Germania"
Una fonte ufficiale israeliana ha dichiarato all'ANSA che "il report del Financial Times non è corretto": "Non c'è alcuna intenzione di agire contro Paesi amici come l'Italia o la Germania. Come invece è accaduto nel caso dell'Olanda che ha approvato una legge, un percorso che è andato avanti per mesi. Israele - ha aggiunto la fonte - si riserva il diritto di intraprendere azioni contro Stati che agiscono contro di noi".
Financial Times: "Israele valuta l'espulsione di britannici e altri Paesi dal centro per Gaza"
Israele sta valutando di espellere funzionari britannici e potenzialmente di altri Paesi europei dal centro di coordinamento guidato dagli Stati Uniti per il dopoguerra a Gaza, in risposta alle critiche alle politiche del governo di Benjamin Netanyahu nei Territori palestinesi. Lo scrive il Financial Times online, citando diverse persone a conoscenza della questione. Secondo il quotidiano, nelle ultime settimane il governo israeliano ha discusso la possibilità di estromettere il Regno Unito dall'International Gaza Support Center (Igsc), la struttura multinazionale creata per monitorare il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. "Misure analoghe sarebbero state considerate anche nei confronti dell'Italia e della Germania", hanno riferito alcune delle fonti al Ft, anche se - interpellato dal quotidiano - un funzionario israeliano ha assicurato che Israele ha "buone relazioni" con Berlino e Roma. Anche un funzionario del governo italiano interpellato dal quotidiano ha respinto l'ipotesi che Italia e Germania possano essere espulse dall'Igsc.
Colloquio Egitto-Russia su accordo Iran-Oman per Hormuz
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e quello russo Sergey Lavrov hanno avuto un colloquio telefonico su varie situazioni di crisi e questioni bilaterali, "in primis gli sviluppi in Medio Oriente, tra cui la proposta congiunta di Iran e Oman per la creazione di un corridoio marittimo temporaneo nello Stretto di Hormuz", secondo quanto riferisce una nota del ministero. Abdelatty ha illustrato "gli intensi contatti dell'Egitto con diverse parti regionali e internazionali per allentare le tensioni e creare un clima favorevole alla ripresa dell'attuazione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, nonché alla conclusione di accordi duraturi che affrontino le varie problematiche e rafforzino la sicurezza e la stabilità regionale". Nel corso del colloquio, si è parlato anche della questione palestinese sottolineando "la necessità che Israele si impegni a rispettare le disposizioni della prima e della seconda fase del piano e a cessare tutte le misure che compromettono le prospettive di pace, tra cui l'espansione degli insediamenti e la confisca di terre". Sulla crisi russo-ucraina l'Egitto ha ribadito il suo auspicio per una soluzione politica. Nell'occasione, è stato fatto il punto sull'avanzamento dei lavori per la costruzione, da parte della russa Rosatom, della centrale nucleare di Dabaa, sulla costa nord, dove è stato installato il recipiente a pressione per il reattore della seconda unità dell'impianto. È stato anche sollecitato il completamento delle procedure necessarie per la messa in funzione della zona industriale russa all'interno della Zona Economica del Canale di Suez.
Pezeshkian: "Paesi islamici devono cooperare tra loro"
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha invitato i Paesi islamici a intensificare la cooperazione reciproca e a gestire in autonomia la sicurezza della regione. Lo riporta al Jazeera. "Gli Stati Uniti e l'entità sionista ci hanno scatenato una guerra mentre erano in corso i negoziati con Washington", ha dichiarato. "Non siamo stati noi a dare inizio alla guerra, ma ci siamo opposti con forza agli aggressori e ci siamo difesi". Pezeshkian ha sottolineato che "consideriamo un dovere la difesa della Palestina e il rifiuto dell'occupazione". Ha aggiunto che i Paesi islamici "devono cooperare tra loro e stabilire meccanismi di mediazione" e "impegnarsi a non destabilizzare la sicurezza reciproca, gestendo da soli la sicurezza della regione". Il presidente iraniano ha osservato che "gli iraniani si sono uniti quando hanno avvertito una minaccia alla propria sicurezza nazionale, nonostante tutte le divergenze esistenti. Come Paesi islamici dobbiamo prendere decisioni indipendenti, senza interferenze altrui, sui nostri interessi comuni. L'unità tra i Paesi islamici non è una tattica, ma una strategia permanente per noi".
Iran, Araghchi all'Onu: Condannare guerra economica degli Stati Uniti
Il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araqchi ha esortato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e gli Stati membri a respingere la nuova campagna di guerra economica degli Stati Uniti contro l’Iran, sostenendo che "Washington sta cercando di costringere altri paesi ad abbandonare le relazioni economiche legittime con Teheran ricorrendo a minacce di sanzioni secondarie". In una lettera indirizzata al Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres, al presidente del Consiglio di Sicurezza e agli Stati membri dell’ONU, l’alto diplomatico ha affermato che le misure annunciate di recente dagli Stati Uniti sotto la cosiddetta bandiera dell’"Operazione Espulsione Economica" costituiscono un tentativo di imporre la politica statunitense a Stati sovrani. Araqchi ha esortato l’ONU a condannare tali misure, ad astenersi dal riconoscerle o attuarle e a esercitare pressioni su Washington affinché ponga fine alle minacce e alle misure coercitive nei confronti dei paesi che intrattengono relazioni economiche con Teheran.
Pezeshkian: "Non siamo deboli, sappiamo difenderci"
L'Iran "non si trova in una posizione di debolezza e sa come difendersi". Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. "Difendere il nostro Paese è un diritto legittimo e noi abbiamo esercitato questo diritto", ha evidenziato il capo di Stato. Pezeshkian ha inoltre accusato gli Stati Uniti e "l'entità sionista" di aver mosso guerra alla Repubblica islamica mentre erano ancora in corso i negoziati tra Teheran e Washington.
Iran: portaerei Roosevelt verso Medio Oriente per oltre 7 mesi
La portaerei statunitense USS Theodore Roosevelt e il suo gruppo d'attacco si preparano a un dispiegamento in Medio Oriente della durata di oltre sette mesi, mentre prosegue il conflitto tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce l'Us Naval Institute. La portaerei, le unità di scorta e il Carrier Air Wing 11 dovrebbero lasciare San Diego nelle prossime settimane, diretti nell'area di competenza del Centcom. Il gruppo prenderà il posto della USS George Washington, entrata la settimana scorsa nella zona operativa della Quinta flotta americana. Il capo sottufficiale della Marina statunitense, John Perryman, ha spiegato che l'equipaggio della Roosevelt è consapevole che la missione sarà più lunga del consueto. "Sanno che resteranno là per più di sette mesi. Il loro comandante sta dicendo loro di pianificare sulla base di otto mesi", ha affermato. Il capo delle operazioni navali, ammiraglio Daryl Caudle, ha dichiarato di preferire dispiegamenti limitati a circa sette mesi. "Normalmente non sono favorevole alle estensioni e mi oppongo fermamente, ma anche il nemico ha voce in capitolo", ha aggiunto. La Marina americana mantiene una presenza continuativa di portaerei nel Mar Arabico dall'inizio della guerra contro l'Iran, il 28 febbraio. Le unità statunitensi sono state impiegate nelle operazioni aeree contro il territorio iraniano e nel successivo blocco navale dei porti e delle coste della Repubblica islamica.
Petrolio: in forte calo sui mercati asiatici, Wti sotto 82 dlr
Il prezzo del petrolio è in forte calo sui mercati asiatici mentre gli investitori continuano a monitorare i colloqui tra Iran e Oman su un possibile accordo per ripristinare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Wti si attesa a 81,8 dollari al barile (-5,7 per cento) e il Brent a 87,3 dollari (-6,8 per cento).
Premier Qatar arriva a Teheran per colloqui con Iran su de-escalation
Il primo ministro del Qatar è atterrato a Teheran per colloqui con funzionari iraniani sulla de-escalation, dopo le visite del capo dell'esercito pakistano e del ministro degli esteri dell'Oman. Lo scrivono vari media internazionali, fra cui Al Jazeera.
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