Lo Stretto di Hormuz resta il punto più delicato della crisi regionale. Una petroliera è stata colpita da un “proiettile sconosciuto” mentre transitava nel tratto marittimo. A bordo è divampato un incendio, poi domato, e l’equipaggio risulta al sicuro. L’episodio, avvenuto martedì 25 agosto e reso noto oggi dall’agenzia britannica Ukmto, si aggiunge a un altro attacco segnalato il giorno prima al largo dell’Oman. Al momento non è ancora chiaro chi siano stati i responsabili.

L’incidente arriva mentre Iran e Oman stanno cercando di definire un nuovo regime temporaneo per il traffico marittimo nello Stretto, ancora in gran parte chiuso. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha spiegato che, in caso di accordo, le navi commerciali dirette verso il Golfo Persico passerebbero attraverso acque iraniane, mentre quelle in uscita utilizzerebbero una rotta condivisa tra acque iraniane e omanite. Teheran ha però posto una condizione precisa: il transito non sarebbe consentito alle navi militari. Le rotte allo studio avrebbero carattere temporaneo, mentre Iran e Oman dovrebbero definire entro 30-60 giorni un piano permanente per la gestione del traffico.

Sul tavolo resta anche l’opposizione degli Stati Uniti ad alcuni aspetti dell’intesa. Parallelamente proseguono gli sforzi diplomatici per ridurre la tensione: il primo ministro del Qatar è arrivato a Teheran per colloqui sulla de-escalation, dopo le recenti visite di rappresentanti di Pakistan e Oman.

PUNTI CHIAVE

08:19

Iran: portaerei Roosevelt verso Medio Oriente per oltre 7 mesi

07:55

Premier Qatar arriva a Teheran per colloqui con Iran su de-escalation

11:08

Colloquio Egitto-Russia su accordo Iran-Oman per Hormuz

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e quello russo Sergey Lavrov hanno avuto un colloquio telefonico su varie situazioni di crisi e questioni bilaterali, "in primis gli sviluppi in Medio Oriente, tra cui la proposta congiunta di Iran e Oman per la creazione di un corridoio marittimo temporaneo nello Stretto di Hormuz", secondo quanto riferisce una nota del ministero. Abdelatty ha illustrato "gli intensi contatti dell'Egitto con diverse parti regionali e internazionali per allentare le tensioni e creare un clima favorevole alla ripresa dell'attuazione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, nonché alla conclusione di accordi duraturi che affrontino le varie problematiche e rafforzino la sicurezza e la stabilità regionale". Nel corso del colloquio, si è parlato anche della questione palestinese sottolineando "la necessità che Israele si impegni a rispettare le disposizioni della prima e della seconda fase del piano e a cessare tutte le misure che compromettono le prospettive di pace, tra cui l'espansione degli insediamenti e la confisca di terre". Sulla crisi russo-ucraina l'Egitto ha ribadito il suo auspicio per una soluzione politica. Nell'occasione, è stato fatto il punto sull'avanzamento dei lavori per la costruzione, da parte della russa Rosatom, della centrale nucleare di Dabaa, sulla costa nord, dove è stato installato il recipiente a pressione per il reattore della seconda unità dell'impianto. È stato anche sollecitato il completamento delle procedure necessarie per la messa in funzione della zona industriale russa all'interno della Zona Economica del Canale di Suez.

10:13

Pezeshkian: "Paesi islamici devono cooperare tra loro"

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha invitato i Paesi islamici a intensificare la cooperazione reciproca e a gestire in autonomia la sicurezza della regione. Lo riporta al Jazeera. "Gli Stati Uniti e l'entità sionista ci hanno scatenato una guerra mentre erano in corso i negoziati con Washington", ha dichiarato. "Non siamo stati noi a dare inizio alla guerra, ma ci siamo opposti con forza agli aggressori e ci siamo difesi". Pezeshkian ha sottolineato che "consideriamo un dovere la difesa della Palestina e il rifiuto dell'occupazione". Ha aggiunto che i Paesi islamici "devono cooperare tra loro e stabilire meccanismi di mediazione" e "impegnarsi a non destabilizzare la sicurezza reciproca, gestendo da soli la sicurezza della regione". Il presidente iraniano ha osservato che "gli iraniani si sono uniti quando hanno avvertito una minaccia alla propria sicurezza nazionale, nonostante tutte le divergenze esistenti. Come Paesi islamici dobbiamo prendere decisioni indipendenti, senza interferenze altrui, sui nostri interessi comuni. L'unità tra i Paesi islamici non è una tattica, ma una strategia permanente per noi". 

09:50

Iran, Araghchi all'Onu: Condannare guerra economica degli Stati Uniti

Il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araqchi ha esortato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e gli Stati membri a respingere la nuova campagna di guerra economica degli Stati Uniti contro l’Iran, sostenendo che "Washington sta cercando di costringere altri paesi ad abbandonare le relazioni economiche legittime con Teheran ricorrendo a minacce di sanzioni secondarie". In una lettera indirizzata al Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres, al presidente del Consiglio di Sicurezza e agli Stati membri dell’ONU, l’alto diplomatico ha affermato che le misure annunciate di recente dagli Stati Uniti sotto la cosiddetta bandiera dell’"Operazione Espulsione Economica" costituiscono un tentativo di imporre la politica statunitense a Stati sovrani. Araqchi ha esortato l’ONU a condannare tali misure, ad astenersi dal riconoscerle o attuarle e a esercitare pressioni su Washington affinché ponga fine alle minacce e alle misure coercitive nei confronti dei paesi che intrattengono relazioni economiche con Teheran.

09:01

Pezeshkian: "Non siamo deboli, sappiamo difenderci"

L'Iran "non si trova in una posizione di debolezza e sa come difendersi". Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. "Difendere il nostro Paese è un diritto legittimo e noi abbiamo esercitato questo diritto", ha evidenziato il capo di Stato. Pezeshkian ha inoltre accusato gli Stati Uniti e "l'entità sionista" di aver mosso guerra alla Repubblica islamica mentre erano ancora in corso i negoziati tra Teheran e Washington.

08:19

Iran: portaerei Roosevelt verso Medio Oriente per oltre 7 mesi

La portaerei statunitense USS Theodore Roosevelt e il suo gruppo d'attacco si preparano a un dispiegamento in Medio Oriente della durata di oltre sette mesi, mentre prosegue il conflitto tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce l'Us Naval Institute. La portaerei, le unità di scorta e il Carrier Air Wing 11 dovrebbero lasciare San Diego nelle prossime settimane, diretti nell'area di competenza del Centcom. Il gruppo prenderà il posto della USS George Washington, entrata la settimana scorsa nella zona operativa della Quinta flotta americana. Il capo sottufficiale della Marina statunitense, John Perryman, ha spiegato che l'equipaggio della Roosevelt è consapevole che la missione sarà più lunga del consueto. "Sanno che resteranno là per più di sette mesi. Il loro comandante sta dicendo loro di pianificare sulla base di otto mesi", ha affermato. Il capo delle operazioni navali, ammiraglio Daryl Caudle, ha dichiarato di preferire dispiegamenti limitati a circa sette mesi. "Normalmente non sono favorevole alle estensioni e mi oppongo fermamente, ma anche il nemico ha voce in capitolo", ha aggiunto. La Marina americana mantiene una presenza continuativa di portaerei nel Mar Arabico dall'inizio della guerra contro l'Iran, il 28 febbraio. Le unità statunitensi sono state impiegate nelle operazioni aeree contro il territorio iraniano e nel successivo blocco navale dei porti e delle coste della Repubblica islamica.

08:08

Petrolio: in forte calo sui mercati asiatici, Wti sotto 82 dlr

Il prezzo del petrolio è in forte calo sui mercati asiatici mentre gli investitori continuano a monitorare i colloqui tra Iran e Oman su un possibile accordo per ripristinare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Wti si attesa a 81,8 dollari al barile (-5,7 per cento) e il Brent a 87,3 dollari (-6,8 per cento).

07:55

Premier Qatar arriva a Teheran per colloqui con Iran su de-escalation

Il primo ministro del Qatar è atterrato a Teheran per colloqui con funzionari iraniani sulla de-escalation, dopo le visite del capo dell'esercito pakistano e del ministro degli esteri dell'Oman. Lo scrivono vari media internazionali, fra cui Al Jazeera.

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