John Phelan ha lasciato l’incarico dopo le tensioni con il capo del Pentagono, Pete Hegseth, nel bel mezzo della crisi iraniana. Si tratta del terzo vertice in poche settimane ad essersi dimesso. L’esercito Usa mostra i dati del blocco navale imposto ai Pasdaran
Nel bel mezzo della guerra iraniana e della crisi di Hormuz, John Phelan, segretario della Marina statunitense, ha lasciato l’incarico. A comunicare la notizia è stato il Pentagono, che non ha fornito motivazioni sulla sua uscita. Phelan è il più alto civile in grado nella Us Navy e il suo posto sarà preso per il momento dal suo vice Hung Cao. Secondo quanto riportano i media, si sarebbe dimesso per alcune tensioni con il Segretario della Guerra Pete Hegseth, il quale non gradiva lo stretto rapporto tra Phelan e il presidente Trump.
Nel frattempo, l’esercito Usa ha fatto sapere che grazie al blocco navale è riuscito a fermare 31 imbarcazioni iraniane, la maggior parte di queste erano petroliere. Sul fronte delle trattative, non è ancora chiaro se le due delegazioni si incontreranno venerdì 24 aprile in Pakistan, data annunciata dal presidente degli Stati Uniti. Per il momento la tregua rimane in vigore per un tempo indefinito, la Casa Bianca ha espressamente fatto sapere che Trump non ha imposto scadenze al regime iraniano.
Oggi si rincontreranno le delegazioni di Israele e Libano per proseguire le trattative per un accordo di pace solido e duraturo. Attualmente è in vigore una fragile tregua dalla durata di 10 giorni.
PUNTI CHIAVE
13:04
Onu, "lavoriamo per mantenere presenza in Libano dopo partenza dell'Unifil"
11:31
Iran: capo magistratura, pronti a scatenare caos se Usa forzano Stretto di Hormuz
08:33
Il Libano accusa Israele di crimini di guerra dopo l'uccisione di una giornalista
Il Pentagono smentisce che ci vorranno sei mesi per sminare Hormuz
Il Pentagono ha definito "parziale e falsa" la notizia riportata dal Washington Post, secondo cui potrebbero volerci sei mesi per lo sminamento dello Stretto di Hormuz. Interpellato sull'ipotesi, il portavoce capo della Difesa Usa, Sean Parnell, ha attaccato i media che "fanno giornalismo disonesto", selezionando "in modo parziale informazioni trapelate, molte delle quali false, da un briefing classificato". Parnell ha poi concluso affermando che "una singola valutazione non significa che sia plausibile e una chiusura di sei mesi di Hormuz è completamente inaccettabile".
Media Iran, "Teheran valuta proposta per assumere il controllo sovrano di Hormuz"
"Il parlamento iraniano e il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale stanno esaminando un piano per assumere il controllo sovrano di Hormuz". Lo riporta l'agenzia di stampa Mehr, citando Fadahossein Maleki, membro del Consiglio nazionale del parlamento di Teheran. "L'autorità decisionale finale rimane ancora da definire", ha concluso Maleki.
Onu, "lavoriamo per mantenere presenza in Libano dopo partenza dell'Unifil"
L'Onu sta "lavorando" per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell'Unifil, la cui missione termina a dicembre. Lo ha dichiarato oggi il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace. Il Consiglio di sicurezza ha richiesto "opzioni per una possibile presenza dell'Onu dopo l'Unifil" e "dobbiamo presentare queste raccomandazioni entro il 1° giugno di quest'anno", ha affermato Jean-Pierre Lacroix in una conferenza stampa a Ginevra.
Idf ribadisce, "civili non tornino nelle proprie case nel sud del Libano"
"Per la vostra sicurezza e quella dei vostri familiari, fino a nuovo avviso, vi è richiesto di non spostarvi a sud della linea dei villaggi indicati e delle aree circostanti". Le Forze di Difesa Israeliane hanno ribadito ancora una volta l'avvertimento ai civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. Lo scrive The Times of Israel. "Ribadiamo che, durante il periodo di cessate il fuoco, le Forze di Difesa Israeliane continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale di fronte alla continua attività terroristica di Hezbollah", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, colonnello Avichay Adraee, in un post su X.
Iran: capo magistratura, pronti a scatenare caos se Usa forzano Stretto di Hormuz
Le forze iraniane sono pronte a "scatenare il caos" se gli Stati Uniti forzeranno il passaggio nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il capo della magistratura iraniana, Mohseni Ejei, citato dai media iraniani. "Ieri, tre navi sono state messe in ginocchio in questo passaggio strategico. Anche gli americani non osano avvicinarsi allo Stretto di Hormuz, hanno visto cosa è successo ai loro due cacciatorpedinieri all'avanguardia, la Murphy e la Patterson", ha dichiarato Ejei. "La flotta della Guardia Rivoluzionaria, con i suoi motoscafi ei suoi droni, è in agguato dalle grotte marine dell'isola di Farur in attesa delle navi da guerra americane, pronta ad aprire il fuoco di copertura difensivo ea scatenare il caos tra gli aggressori", ha affermato il capo della magistratura.
Khamenei sarebbe contro l'estensione della tregua
La guida suprema della Repubblica islamica, Mojtaba Khamenei, si oppone a prolungare i negozi con gli Stati Uniti nelle circostanze attuali. Lo ha detto il parlamentare iraniano Ali Khazarian, membro della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera. "Si oppone fermamente a ogni estensione del negoziato nelle circostanze attuali", ha detto Khazarian.
Iran: Teheran, ricevuti primi introiti pedaggi imposti a Hormuz
Haji Babaei, secondo vicepresidente del Parlamento iraniano, ha affermato che i primi introiti derivanti dai pedaggi riscossi dalle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz sono stati depositati presso la Banca Centrale iraniana. Lo ha reso noto l'agenzia semi-ufficiale Tasnim.
Islamabad, colloquio tra ministro Pakistan e ambasciatrice Usa
Il ministero dell'Interno del Pakistan afferma che il capo del dicastero, Mohsin Naqvi, e l'ambasciatrice statunitense, Natalie Baker, hanno discusso a Islamabad della guerra in Medio Oriente e delle iniziative diplomatiche per organizzare un eventuale secondo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti nella capitale pachistana. Lo riporta Al Jazeera.
Fonti governo Iraq, Washington e Teheran cercano il dialogo per porre fine al conflitto
Teheran e Washington potrebbero iniziare durante il secondo round di colloqui. Lo ha detto Aaed al Hilali, consigliere del primo ministro dell'Iraq, nelle dichiarazioni rilasciate al quotidiano egiziano "Al Qahera News", indicando che entrambe le parti desiderano aderire allo stesso tavolo, ma l' Iran chiede garanzie per i propri diritti. Al Hilali ha aggiunto che l' Iran non vuole negoziare sotto costrizione, come affermato dai suoi leader. Ha sottolineato che Teheran ha sollevato diverse questioni, tra cui la revoca del blocco dello Stretto di Hormuz, oltre al sequestro della nave iraniana e del suo equipaggio. Il consigliere iracheno ha sottolineato che la prosecuzione della guerra avra' un costo elevato per tutti, non solo per l' Iran e gli Stati Uniti, ma per l'intera regione. Ha osservato che mentre Teheran guadagna 500 milioni di dollari al giorno, l'Iraq ne perde almeno un miliardo al giorno.
Iraq: drone abbattuto vicino a Erbil, gli attacchi continuano nonostante la tregua tra Stati Uniti e Iran
La coalizione a guida statunitense ha abbattuto un drone sopra l'amministrazione di Soran, nel nord-est di Erbil, in Iraq, nella tarda serata di mercoledì. Lo hanno riferito da funzionari locali all'emittente curdo-irachena Rudaw, mentre gli attacchi nella Regione del Kurdistan continuano nonostante la proroga del fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran . Halgurd Sheikh Najib, capo dell'amministrazione di Soran, ha riferito che "tra le 22:30 e le 23:00 (ora locale) di mercoledì sera, sono stati avvistati dei droni nei cieli sopra Soran", aggiungendo che "un drone è stato abbattuto e neutralizzato vicino all'area orientale di Barziwa dai caccia della Coalizione (a guida statunitense contro lo Stato islamico)". Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato una campagna aerea preventiva contro l' Iran il 28 febbraio, prendendo di mira oltre 17.000 siti in tutto il paese durante sei settimane di ostilita', prima che le parti in conflitto concordassero un cessate il fuoco mediato dal Pakistan l'8 aprile. La tregua ha interrotto i combattimenti per due settimane e ha aperto la strada ai colloqui. Nonostante la proroga del cessate il fuoco di martedi', la regione del Kurdistan iracheno continua a subire minacce da parte di droni e missili. Dall'inizio della guerra, alla fine di febbraio, la regione e' stata bersaglio di 732 attacchi di questo tipo, che hanno provocato 21 morti e 99 feriti.
Il Libano accusa Israele di crimini di guerra dopo l'uccisione di una giornalista
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha accusato Israele di "crimini di guerra" dopo un attacco israeliano nel sud del Libano, avvenuto mercoledì, in cui una giornalista è rimasta uccisa e un'altra collega ferita. "Attaccare i giornalisti, impedisce alle squadre di soccorso di raggiungerli e poi attaccare nuovamente i loro luoghi dopo l'arrivo delle squadre, costituisce chiaramente un crimine di guerra", ha scritto Salam su X. Secondo il premier libanese, gli attacchi di Israele contro i giornalisti che svolgono il loro lavoro "non sono più episodi isolati, ma sono diventati una pratica comune che condanniamo e respingiamo, così come tutte le leggi e le convenzioni internazionali". "Il Libano non risparmierà alcuno sforzo per portare questi crimini davanti ai tribunali internazionali competenti", ha avvertito Salam. La giornalista libanese Amal Khalil è stata trovata morta nella giornata di ieri tra le macerie in seguito ad un raid aereo israeliano su Al-Tiri, nel sud del Libano.
Giustiziato a Teheran un uomo accusato di aver collaborato con il Mossad e un gruppo di opposizione
L' Iran ha giustiziato un uomo condannato per legami sia con il gruppo di opposizione in esilio Mujahideen-e-Khalq che con i servizi segreti israeliani. Lo riporta Mizan, organo di informazione della magistratura iraniana. La condanna dell'uomo, Soltanali Shirzadi Fakhr, "è stata confermata dalla Corte Suprema ed eseguita dopo il completamento delle procedure legali", ha affermato Mizan.
Iran: Araghchi, responsabilità blocco Hormuz è di Usa e Israele
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato all'inviato speciale sudcoreano Chang Byung-ha, durante un incontro a Teheran, che "l'aggressione statunitense e israeliana è la radice dell'insicurezza" nella regione del Golfo e nello Stretto di Hormuz. Araghchi ha parlato a Chang dei "crimini" commessi da Stati Uniti e Israele e ha esortato i Paesi ad assumere una posizione chiara e ferma nel condannare gli attacchi, ha affermato il governo iraniano in un post sui social media. "L' Iran , in quanto Stato costiero, ha adottato misure ai sensi del diritto internazionale per difendere la propria sicurezza ei propri interessi. La responsabilità delle conseguenze ricade sugli aggressori", ha dichiarato Araghchi.
Secondo il Pentagono ci vogliono 6 mesi per sminare Hormuz
Potrebbero essere necessari fino a sei mesi per liberare completamente lo stretto di Hormuz dalle mie collocate dai militari iraniani e un'operazione del genere difficilmente verrebbe avviata prima della fine della guerra tra Stati uniti e Iran . Questa, secondo il Washington Post, la valutazione che il Pentagono ha trasmesso al Congresso e che suggerisce come l'impatto economico del conflitto possa protrarsi fino alla fine dell'anno o anche oltre. La stima è stata illustrata martedì in un briefing riservato ai membri della commissione Forze armate della Camera da un alto funzionario del Dipartimento della Difesa, hanno riferito tre fonti a conoscenza della discussione al Wp. Secondo le stesse fonti, il calendario prospettato avrebbe suscitato frustrazione sia tra i democratici sia tra i repubblicani, perché lascia prevedere prezzi elevati di benzina e petrolio anche molto dopo un eventuale accordo di pace.
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