Secondo il New York Times, il Pentagono sta valutando tutte le proposte sul campo per riprendere il conflitto contro l’Iran mentre il presidente Donald Trump continua a prendere tempo. Ieri ha annunciato pubblicamente che non attaccherà prima delle elezioni di midterm del 3 novembre. In ogni caso, sembrerebbe tutto pronto per una nuova offensiva. Tre portaerei saranno presto dislocate in Medio Oriente nelle prossime settimane. Tra le proposte del Pentagono c’è una campagna militare breve ma intensa, della durata di circa tre giorni con attacchi che prenderebbero di mira l’arsenale militare iraniano ricostruito negli ultimi mesi. Tra gli altri possibili obiettivi figurano infrastrutture energetiche iraniane e centri di comando e quartier generali delle Guardie della rivoluzione.

08:59

Raid dell'Idf in Cisgiordania

Le forze israeliane hanno continuato a intensificare le incursioni e gli attacchi contro i palestinesi nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Stamattina hanno fatto irruzione nella città di Salfit, nella Cisgiordania centrale, prendendo d'assalto le case di numerosi palestinesi e dispiegando truppe in tutta la città, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa palestinese Wafa. I coloni israeliani hanno anche dato fuoco agli ulivi nella zona di Wadi al-Sha'ir, situata tra la città di Salfit e East al-Luban. Le forze israeliane hanno arrestato due ex prigionieri nella città di Beita, a sud di Nablus, ha aggiunto Wafa. Fonti riferiscono che le Idf hanno fatto irruzione nella città all'alba, hanno perquisito diverse abitazioni e arrestato Khaled Barham Daoud e Khaled Hamdan Abu Hamdan. Ieri, forze israeliane e coloni hanno ucciso otto cittadini a Gaza e arrestato almeno 45 persone nella Cisgiordania, mentre i coloni ne hanno ferite almeno altre 26, secondo quanto riportato da Wafa. I coloni hanno attaccato i raccoglitori di olive e assediato una casa a Masafer Yatta, mentre i soldati hanno demolito un'abitazione ed emesso ordini di demolizione per diverse strutture agricole.

08:21

Pakistan: "Houthi fermino gli attacchi contro l'Arabia Saudita"

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha condannato gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita. "In conformità con l'Accordo di Difesa della Mecca e le decisioni recentemente prese dal suo Comitato Strategico Politico e di Sicurezza, ci impegniamo a tutelare la sovranità, l'integrità territoriale e la sicurezza dell'Arabia Saudita. Gli Houthi devono fermare questi attacchi", ha scritto sulla piattaforma social X. 

08:09

Petrolio: prezzi in calo con Brent sotto 103 dollari

Prezzi del petrolio in calo in avvio di giornata, con il Brent che scende a 102,7 dollari al barile (-1,5%) dopo aver registrato ieri un'impennata di oltre il 4%, superando i 103 dollari. Resta cautela sui mercati coi timori per la guerra in Medio Oriente minaccia le forniture di petrolio e alimenta i timori di inflazione. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha affermato che Washington non attaccherà l'Iran prima delle elezioni di medio termine di novembre. I future sul Wti scendono a 90,2 dollari (-1,4).

07:47

Russia-Iran: Cremlino, Pezeshkian non ha affidato a Putin messaggi per Trump

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian non ha affidato all'omologo russo Vladimir Putin alcun messaggio da trasmettere al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa "Tass". Alla domanda se Pezeshkian avesse chiesto a Putin di trasmettere un messaggio al leader statunitense durante il loro incontro di ieri, Peskov ha risposto: "No, non lo ha fatto". Nel corso del colloquio con Pezeshkian, Putin aveva affermato che le relazioni tra Russia e Iran si stanno sviluppando positivamente e aveva riconosciuto gli sforzi di Teheran per favorire una soluzione del conflitto in Medio Oriente, ribadendo la disponibilita' di Mosca a contribuire alla ricerca di una soluzione alla situazione attuale.

07:21

Nyt: Trump valuta "campagna breve e intensa di 3 giorni"

Il New York Times riporta che il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato di elaborare piani che prevedano l'opzione di tornare a combattere contro l'Iran, pur avendo dichiarato ieri che eventuali attacchi non avrebbero inizio prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Secondo il quotidiano, il presidente ha chiesto al Pentagono di sviluppare piani mirati a colpire l'arsenale di droni e missili dell'Iran, le infrastrutture energetiche e altri siti militari. Il Nyt riporta che, negli ultimi mesi, i funzionari della sicurezza hanno proposto in cinque occasioni che gli Stati Uniti conducessero operazioni su larga scala contro l'Iran o contro i ribelli Houthi nello Yemen (loro alleati), ma Trump ha posto il veto al piano ogni volta. Ciononostante, riferisce il New York Times, Trump sta valutando nuovamente un piano d'attacco - discusso venerdì scorso a Camp David - incentrato su "una campagna breve e intensa della durata di circa tre giorni", secondo quanto riferito da fonti informate sul piano stesso.

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