Superato da Rubio nelle simpatie del tycoon, il vicepresidente ora ha dei dubbi sulla campagna 2028. La corrente Maga che si è affermata predicando il disimpegno americano è travolta dalla “furia epica”
Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha dei dubbi sulla corsa alla presidenza nel 2028. Quello che fino a pochi mesi fa sembrava il successore designato e inevitabile di Donald Trump, l’uomo che conduceva nei sondaggi interni al partito con il 36 per cento contro il 10 per cento del segretario di Stato, Marco Rubio, non ha ancora deciso se il suo momento è arrivato. Alcune fonti a lui vicine hanno fatto sapere al Washington Post che è in corso un processo di discernimento, per usare un


