L’Iran ha trasmesso una nuova proposta per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti, ma Trump ha detto di non essere soddisfatto: «Potremmo stare meglio senza un accordo». Il tycoon torna a minacciare Cuba: «Dopo Teheran toccherà a L’Avana». Intanto gli Usa lavorano a un incontro tra Aoun e Netanyahu
Donald Trump ha messo in dubbio che siano scaduti i termini previsti dalla legge che obbliga il presidente a chiedere al Congresso l’autorizzazione per proseguire le ostilità oltre 60 giorni. In una lettera ai deputati, ha sostenuto che il cessate il fuoco con l’Iran avrebbe «fermato» il conteggio dei 60 giorni, un’interpretazione contestata da molti esperti.
Il blocco americano nello stretto di Hormuz ha causato un crollo delle esportazioni petrolifere dell'Iran e il rapido riempimento dei depositi per le scorte, spingendo Teheran a ridurre la produzione. Secondo Bloomberg, l'Iran sta riducendo in modo proattivo la produzione di greggio, nel tentativo di anticipare i limiti di capacità piuttosto che attendere che i serbatoi si riempiano completamente. Inoltre, gli ingegneri hanno imparato a mettere i pozzi a riposo senza causare danni permanenti e a riattivarli rapidamente.
Intanto il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha ordinato il ritiro di circa 5mila soldati americani presenti in Germania. L’operazione sarà completata entro sei-dodici mesi. L’annuncio arriva dopo che Trump aveva criticato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo cui l’Iran sta «umiliando» gli Stati Uniti.
PUNTI CHIAVE
17:16
"L'Iran resiste al blocco Usa con tagli alla produzione di petrolio"
12:20
«La guerra è finita»: così Trump scavalca di nuovo il Congresso
10:38
Gli Usa lavorano a un incontro Aoun-Netanyahu
"Iran al lavoro su una bozza di legge per regolamentare Hormuz"
Il parlamento iraniano sta lavorando a una legge sulla gestione dello Stretto di Hormuz, che prevede il divieto di passaggio alle navi israeliane. Lo ha detto il vice presidente del parlamento, Hamidreza Haji Babaei, citato dai media iraniani. "La legge impedirebbe alle navi di Stati nemici di passare attraverso lo Stretto, a meno che questi Paesi non paghino le riparazioni di guerra", ha spiegato Babei, aggiungendo che "altre navi saranno autorizzate a passare dopo aver ottenuto l'approvazione dall'Iran". Il traffico marittimo a Hormuz, ha continuato, "non tornerà come era prima della guerra".
Teheran: "La palla ora è nel campo degli Stati Uniti"
Spetta agli Stati Uniti decidere se perseguire una soluzione negoziale o tornare alla guerra aperta, ma Teheran è pronta a entrambi gli esiti. Lo ha detto il viceministro degli Esteri della Repubblica islamica, Kazem Gharibabadi, ai diplomatici a Teheran, secondo l'emittente statale Irib. "Ora la palla è nel campo degli Stati Uniti, che devono scegliere la via della diplomazia o la continuazione di un approccio conflittuale", ha detto il viceministro, "l'Iran, con l'obiettivo di garantire i propri interessi e la propria sicurezza nazionale, è pronto a entrambe le strade".
"L'Iran resiste al blocco Usa con tagli alla produzione di petrolio"
Il blocco americano nello stretto di Hormuz ha causato un crollo delle esportazioni petrolifere dell'Iran e il rapido riempimento dei depositi per le scorte, spingendo il Paese a ridurre la produzione. Teheran però ha decenni di esperienza nel prepararsi a uno scenario del genere. Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, l'Iran sta riducendo in modo proattivo la produzione di greggio, nel tentativo di anticipare i limiti di capacità piuttosto che attendere che i serbatoi si riempiano completamente. Inoltre, gli ingegneri hanno imparato a mettere i pozzi a riposo senza causare danni permanenti e a riattivarli rapidamente.
Iran, un funzionario del governo a Bloomberg: "Abbiamo già iniziato a tagliare la produzione di petrolio"
L'Iran ha già iniziato a tagliare la produzione di petrolio per evitare di raggiungere in breve tempo la capacità massima di stoccaggio. Lo ha detto un funzionario della Repubblica islamica all'agenzia "Bloomberg". La decisione, ha spiegato, rappresenta "un passo proattivo per evitare di raggiungere i limiti di capacità di stoccaggio". L'Iran - ha proseguito la fonte - "ha acquisito esperienza nel fermare temporaneamente i pozzi petroliferi senza causare danni permanenti". Il funzionario ha precisato: "Abbiamo abbastanza esperienza e non siamo preoccupati". Gli sforzi in corso per estrarre il petrolio "possono durare solo per un tempo limitato", ha avvertito, spiegando che il problema "è la capacita' di resistere al dolore economico più a lungo rispetto a Washington". L'Iran, ha concluso, "ha quasi un mese prima di esaurire la capacità di stoccaggio".
Nel contesto delle tensioni energetiche globali, la capacità di stoccaggio del petrolio dell'Iran è tornata al centro dell'attenzione degli analisti. Secondo diverse stime, il Paese disporrebbe di una capacità residua limitata, sufficiente a sostenere la produzione per poche settimane in assenza di esportazioni. Le valutazioni indicano che i depositi onshore - concentrati in siti strategici come l'isola di Kharg - si avvicinano alla saturazione, rendendo necessario un rapido adattamento operativo in caso di shock prolungati. Altre analisi evidenziano che Teheran possiede alcuni margini di flessibilità grazie a delle petroliere galleggianti, ma la capacità generale è limitata da vincoli tecnici e logistici. Allo stesso tempo, le fonti ufficiali iraniane ribadiscono la resilienza del sistema energetico nazionale, affermando di poter riconfigurare l'export e le capacità di stoccaggio anche nel contesto della guerra.
In Libano sette vittime nei raid israeliani
Raid aerei israeliani sul Libano meridionale hanno causato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altri civili, mentre le ostilità tra Israele e Hezbollah continuano nonostante la tregua. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna. A essere stati colpiti sono in particolare i villaggi di Kfar Dajal, Lwaizeh e Shoukin.
«La guerra è finita»: così Trump scavalca di nuovo il Congresso
Alla scadenza dei 60 giorni dall’inizio dell’attacco all’Iran il presidente Usa è tenuto a notificare l’operazione al Congresso, che dovendo approvarla (oppure no) può fare da contrappeso. La scadenza era proprio il 1° maggio, ma il tycoon ha inviato una lettera ai deputati sostenendo che «la guerra è finita». In sostanza, Trump utilizza l’argomento del cessate il fuoco per neutralizzare i poteri congressuali. «Non c’è stato scambio di fuoco tra le forze Usa e quelle iraniane dal 7 aprile. Le ostilità, iniziate il 28 febbraio, sono cessate».
Dagli Usa sanzioni a chi paga per attraversare a Hormuz
L’Ufficio per il controllo dei beni esteri degli Stati Uniti ha avvertito le compagnie di navigazione che potrebbero subire sanzioni per aver effettuato pagamenti a Teheran al fine di attraversare lo stretto di Hormuz deviando su rotte vicine alla sua costa. L’avviso include anche «attività digitali, compensazioni, scambi informali o altri pagamenti in natura».
Gli Usa lavorano a un incontro Aoun-Netanyahu
Una fonte diplomatica americana ha riferito al giornale libanese Al Mayadeen che Trump sta cercando di organizzare un incontro tra il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca. La data individuata sarebbe quella dell’11 maggio.
Trump: «Noi potremmo stare meglio senza un accordo»
Il tycoon ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero «stare meglio» senza raggiungere un accordo con l’Iran, dato che i negoziati sembrano di nuovo in una fase di stallo. «Forse è meglio non raggiungere affatto un accordo, perché non possiamo permettere che questa situazione continui», ha detto ai giornalisti.
Teheran: «Probabile la ripresa del conflitto con gli Usa»
Il generale Mohammed Jafar Asadi, vicecomandante del comando congiunto delle forze armate di Teheran, ha detto che la ripresa del conflitto con gli Stati Uniti è «probabile in quanto gli Usa non stanno rispettando alcuna promessa o accordo». Lo riporta l’agenzia Fars. «Le forze armate sono preparate ad affrontare qualsiasi nuova avventura e follia americana», ha aggiunto Asadi.
L’Idf ordina l’evacuazione di villaggi e città in Libano
«Per garantire la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente le vostre case e stare lontani dai villaggi e dalle città per una distanza non inferiore a mille metri fino ad aree aperte». Lo ha scritto su X il portavoce dell’esercito israeliano, il colonnello Avichay Adraee, ordinando l’evacuazione da parte dell’Idf per i residenti di alcune città del Libano.
Trump: «Dire che non stiamo vincendo è tradimento»
Ieri sera, davanti al Forum Club di Palm Beaches, Trump ha affermato di considerare «tradimento» che si dica che gli Stati Uniti non stanno vincendo la guerra con l’Iran.
Trump: «Dopo l’Iran prenderò il controllo di Cuba»
«Forse tornando dal Medio Oriente, una delle nostre portaerei potrebbe fermarsi a Cuba»: lo ha detto Donald Trump nel corso di un evento al Forum Club in Florida. Il presidente ha poi spiegato che gli Stati Unti potrebbero prendere il controllo di Cuba «quasi immediatamente»
Gli Usa ritirano 5mila soldati dalla Germania
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha ordinato il ritiro di circa 5mial soldati dalla Germania entro il prossimo anno. Lo ha reso noto il Pentagono. «Prevediamo che il ritiro venga completato nell'arco dei prossimi sei-dodici mesi», ha affermato in una nota il portavoce del Pentagono.
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