Il presidente Usa ha deciso così di non intervenire in favore di bin Salman, uno dei suoi alleati più importanti in Medio Oriente
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sospeso all’ultimo minuto una nuova operazione militare contro gli Houthi in Yemen. Secondo le ricostruzioni del New York Times, quindi, il presidente Usa ha deciso di non unirsi all’Arabia Saudita dopo che il principe Mohammed bin Salman gli aveva chiesto un intervento armato nel paese contro il gruppo sciita che da settimane sta prendendo di mira il regno, attaccando anche le sue infrastrutture energetiche. Nelle ultime 24 ore, Riad avrebbe colpito il gruppo militare sciita con oltre 28 attacchi.
Intanto in una intervista a Fox News, Trump ha detto di essere disponibile a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezehskian. Ma lo ha anche minacciato: «Succederanno cose molto importanti. Sto prendendo delle decisioni. La mia domanda è se e quando farò saltare tutto in aria. Farebbero meglio a comportarsi bene».
PUNTI CHIAVE
08:29
Raid dell'Idf nel sud del Libano
07:40
Trump: "Pronto a incontrare Pezeshkian e anche a far saltare tutto"
Iran, Qatar: a lavoro per rilanciare dialogo tra Teheran e Washington
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha dichiarato a Bloomberg che i mediatori si stanno spostando tra Teheran e Washington per rilanciare i colloqui, e che sono in corso di scambio diverse proposte per superare le divergenze. "Ci sono molti documenti che stanno facendo avanti e indietro", ha dichiarato il diplomatico qatarino, sostenendo che Doha sta lavorando per colmare il gap tra le due parti. "Stiamo cercando il momento giusto per andare avanti" ha sottolineato al-Ansari
Pasdaran: in caso di nuovo attacco Usa cambieremo strategia
L'Iran introdurrà "cambiamenti significativi" nelle operazioni difensive e di contrattacco in caso di un nuovo attacco degli Stati uniti. Lo ha affermato il portavoce dei Guardiani della rivoluzione Hossein Mohebbi. "I cambiamenti comprenderanno uno spostamento della geografia della guerra e un cambiamento nelle armi e negli equipaggiamenti militari", ha dichiarato Mohebbi ai media iraniani. "Porteremo sul campo di battaglia nuove armi con nuove capacità e il mondo ne resterà stupito", ha aggiunto. Secondo il portavoce, anche gli obiettivi iraniani potrebbero cambiare rispetto alle precedenti operazioni. "I nostri bersagli non sono più necessariamente gli stessi di prima. Abbiamo nuovi obiettivi che non sono ancora stati colpiti", ha affermato.
Raid dell'Idf nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha effettuato un attacco aereo contro la località di Zibqin, nel distretto di Tiro (nel Libano meridionale), secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa statale National News Agency. L'agenzia ha inoltre segnalato che le forze israeliane hanno aperto il fuoco con l'artiglieria contro i centri di Al-Mansouri e Majdal Zoun e le valli adiacenti, e che alcune abitazioni ad Al-Mansouri sono state fatte saltare in aria. Già giovedì scorso le forze israeliane avevano bombardato entrambe le località nel corso di un'avanzata più ampia verso i centri di confine, provocando il ferimento di almeno due persone.
Iran, Pasdaran: abbattuto drone Usa MQ-1 su Hormuz
Il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana ha annunciato di avere intercettato e distrutto un drone americano MQ-1 sopra lo stretto di Hormuz. In una nota ripresa dalle agenzie iraniane, i Pasdaran hanno affermato che gli Stati uniti avevano ritirato dal servizio i droni MQ-1, ma sarebbero stati costretti a impiegarli nuovamente dopo avere perso numerosi MQ-9, più avanzati.
Ancora in calo i prezzi del petrolio
I prezzi del petrolio calano per la quarta sessione consecutiva. Sui mercati asiatici il Brent è scambiato a quasi 101,9 dollari al barile (-1,9 per cento) e il Wti a 98,34 dollari (-1,95 per cento), dopo segnali di aumento dell'offerta mediorientale e di maggiori esportazioni saudite. Tuttavia, il greggio rimane elevato poiché il conflitto tra Stati Uniti e Iran continua a rappresentare rischi di inflazione e geopolitica.
Trump: "Pronto a incontrare Pezeshkian e anche a far saltare tutto"
"Succederanno cose molto importanti. Sto prendendo delle decisioni. La mia domanda è se e quando farò saltare tutto in aria. Farebbero meglio a comportarsi bene". Lo ha detto a Fox News il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aggiungendo di essere aperto alla possibilità di un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Pezeshkian: "Accoglieremo con favore qualsiasi colloqui che porti alla pace"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito di non rifiutare alcun negoziato che possa portare alla pace, auspicando unità di intenti a sostegno di questo percorso. Intervenendo a un seminario di valutazione dell'attività parlamentare, Pezeshkian ha dichiarato: "Accoglieremo con favore qualsiasi colloquio che conduca a sicurezza e pace sostenibili. Su questa strada abbiamo bisogno di unità di parola". Lo riporta la Tv al Arabiya. Il capo di Stato iraniano ha sottolineato le condizioni "sensibili e pericolose" che attraversa il Paese a causa delle crescenti pressioni degli "nemici" e dei loro tentativi di danneggiare l'Iran. Teheran, ha aggiunto, non desidera la guerra né il conflitto, giudicandoli dannosi non solo per il proprio popolo ma per l'intero mondo; allo stesso tempo, però, non indietreggerà mai di fronte alla forza o alla politica dell'intimidazione.
Houthi: "28 attacchi da parte di Riad nelle ultime 24 ore"
Gli sciiti Houthi hanno affermato che l'Arabia Saudita ha lanciato 28 attacchi in diverse aree dello Yemen nelle ultime 24 ore. "L'aeronautica saudita ha effettuato 28 attacchi contro i governatorati di Taiz, Al-Jawf e Marib, utilizzando aerei F-15 e Typhoon decollati dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif", ha dichiarato in un comunicato Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi.
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