Danneggiato anche il valico internazionale di Vynohradivka-Vulcanesti, alla frontiera tra Ucraina e Moldavia. Previsto a Mosca l’incontro tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e monsignor Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati
Una nuova ondata di attacchi ha colpito nella notte l’Ucraina. Mosca ha lanciato raid quasi simultanei contro Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro, mentre droni attribuiti alle forze ucraine hanno raggiunto la regione russa di Krasnodar, dove è divampato un incendio nella raffineria di Afipsky. Il bilancio riferito dalle autorità russe è di due morti e due feriti.
In Ucraina gli attacchi sono arrivati nelle ultime ore della Giornata dell’Indipendenza, mentre a Kiev erano presenti i leader della Coalizione dei volenterosi. Secondo l’Aeronautica e le amministrazioni locali, missili e droni russi hanno provocato incendi e danni agli edifici. A Kharkiv un missile ha colpito il distretto di Osnovianskyi, causando almeno una vittima.
A Kiev, nel distretto di Holosiivskyi, i detriti di un drone hanno danneggiato il quattordicesimo piano di un edificio residenziale, rompendo finestre e pareti. A Zaporizhzhia sono stati segnalati danni a un condominio e incendi dopo un attacco con droni. Secondo il capo dell’amministrazione militare regionale Ivan Fedorov, nelle ultime 24 ore le forze russe hanno compiuto complessivamente 873 attacchi contro 46 località della regione, con due morti e una donna ferita.
Un raid russo ha inoltre danneggiato il valico internazionale di Vynohradivka-Vulcanesti, alla frontiera tra Ucraina e Moldavia. Il traffico è stato sospeso e le autorità ucraine hanno invitato cittadini e trasportatori a utilizzare altri punti di attraversamento.
La raffineria russa
Nelle stesse ore l’attacco si è esteso alla Russia meridionale. Il governatore della regione di Krasnodar, Veniamin Kondratyev, ha riferito che i detriti di un drone sono caduti sulla stazione ferroviaria di Afipskaya, uccidendo due persone e ferendone altre due. Dieci abitazioni sarebbero state danneggiate. Un incendio ha interessato anche la vicina raffineria di Afipsky. Reuters conferma il rogo nell’impianto e il bilancio comunicato dalle autorità regionali.
La raffineria è già stata presa di mira più volte negli ultimi mesi ed è uno degli impianti petroliferi del sud della Russia. Kiev ha intensificato gli attacchi contro raffinerie e altre infrastrutture energetiche russe, sostenendo che servano a ridurre le capacità economiche e logistiche di Mosca. Reuters riferisce che l’impianto di Afipsky nel 2024 ha lavorato circa 7,2 milioni di tonnellate di greggio.
Guerra energetica
Gli attacchi arrivano mentre resta aperto anche il confronto sugli obiettivi energetici. Alla vigilia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva affermato che Mosca vorrebbe legare un eventuale accordo sugli attacchi alle navi commerciali nel Mar Nero alla cessazione dei raid ucraini contro raffinerie e oleodotti russi. Kiev sostiene che qualsiasi intesa di questo tipo dovrebbe prevedere anche lo stop agli attacchi contro il sistema energetico ucraino.
Sul piano diplomatico, intanto, oggi a Mosca è previsto l’incontro tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e monsignor Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati. Tra i temi annunciati c’è anche la guerra in Ucraina. Nelle stesse ore Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, è tornato a definire l’espansione della Nato una “minaccia esistenziale” per Mosca, citando ancora una volta la prospettiva di un ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza.
© Riproduzione riservata