A Mosca c’è stato l’incontro tra il ministro degli Esteri Lavrov e il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati Gallagher. Il Cremlino ha rigettato il piano di pace di Zelensky. Vicino all’aeroporto di Lipsia, in Germania, è stato scoperto un altro drone con esplosivo
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha ringraziato il Vaticano per la posizione «equilibrata» tenuta sull'Ucraina e per il ruolo attivo svolto nel processo di soluzione del conflitto: «Abbiamo ringraziato i nostri colleghi per la loro posizione equilibrata sulla situazione in Ucraina e nelle aree circostanti», ha affermato Lavrov, parlando con i giornalisti al termine dei colloqui a Mosca con il Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, Paul Gallagher. Il ministro ha spiegato di aver illustrato durante l'incontro «gli approcci di principio della Russia per risolvere la crisi Ucraina affrontandone le cause profonde».
«Questa guerra deve finire», ha ribadito Gallagher durante la stessa conferenza stampa post incontro: è necessario mettere fine alle ostilità tra Russia e Ucraina e avviare negoziati, perché il conflitto «non può essere risolto con mezzi militari», ha aggiunto prima di sottolineare che la Santa Sede continuerà ad offrire «sostegno diplomatico e uno spazio per il dialogo», per cercare una pace negoziata. Anche Gallagher ha detto che il colloquio con Lavrov è stato «franco e costruttivo» e ha riguardato anche i rapporti bilaterali e la situazione in altre regioni del mondo, tra cui il Medio Oriente. Nonostante rimangano «differenze sostanziali», ha aggiunto il capo della diplomazia vaticana, «sono emersi diversi punti di convergenza». Per la Santa Sede, però, «la cosa più importante è che si raggiunga la pace» tra Russia e Ucraina, e il più presto possibile.
Gli attacchi nella notte
Una ondata di attacchi ha colpito nella notte l’Ucraina. Mosca ha lanciato raid quasi simultanei contro Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro, mentre droni attribuiti alle forze ucraine hanno raggiunto la regione russa di Krasnodar, dove è divampato un incendio nella raffineria di Afipsky. Il bilancio riferito dalle autorità russe è di due morti e due feriti.
In Ucraina gli attacchi sono arrivati nelle ultime ore della Giornata dell’Indipendenza, mentre a Kiev erano presenti i leader della Coalizione dei volenterosi. Secondo l’Aeronautica e le amministrazioni locali, missili e droni russi hanno provocato incendi e danni agli edifici. A Kharkiv un missile ha colpito il distretto di Osnovianskyi, causando almeno una vittima.
A Kiev, nel distretto di Holosiivskyi, i detriti di un drone hanno danneggiato il quattordicesimo piano di un edificio residenziale, rompendo finestre e pareti. A Zaporizhzhia sono stati segnalati danni a un condominio e incendi dopo un attacco con droni. Secondo il capo dell’amministrazione militare regionale Ivan Fedorov, nelle ultime 24 ore le forze russe hanno compiuto complessivamente 873 attacchi contro 46 località della regione, con due morti e una donna ferita.
Un raid russo ha inoltre danneggiato il valico internazionale di Vynohradivka-Vulcanesti, alla frontiera tra Ucraina e Moldavia. Il traffico è stato sospeso e le autorità ucraine hanno invitato cittadini e trasportatori a utilizzare altri punti di attraversamento.
In Germania, intanto, gli investigatori hanno fatto sapere di aver rinvenuto un altro drone e circa 50 grammi di esplosivo militare nei pressi dell'aeroporto di Lipsia, dieci giorni dopo il ritrovamento di un primo velivolo senza pilota con una carica esplosiva. Sarebbe stato trovato lo scorso 14 agosto, secondo quanto riferiscono Wdr, Ndr e Suddeutsche Zeitung, citando fonti della sicurezza. «La Germania è sempre più nel mirino della minaccia ibrida». »Ma resta un Paese sicuro» e «fa deterrenza», ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz prima di ricordare che le indagini sono in corso e che presto il governo si esprimerà a riguardo.
La raffineria russa
Nelle stesse ore l’attacco si è esteso alla Russia meridionale. Il governatore della regione di Krasnodar, Veniamin Kondratyev, ha riferito che i detriti di un drone sono caduti sulla stazione ferroviaria di Afipskaya, uccidendo due persone e ferendone altre due. Dieci abitazioni sarebbero state danneggiate. Un incendio ha interessato anche la vicina raffineria di Afipsky. Reuters conferma il rogo nell’impianto e il bilancio comunicato dalle autorità regionali.
La raffineria è già stata presa di mira più volte negli ultimi mesi ed è uno degli impianti petroliferi del sud della Russia. Kiev ha intensificato gli attacchi contro raffinerie e altre infrastrutture energetiche russe, sostenendo che servano a ridurre le capacità economiche e logistiche di Mosca. Reuters riferisce che l’impianto di Afipsky nel 2024 ha lavorato circa 7,2 milioni di tonnellate di greggio.
Guerra energetica
Gli attacchi arrivano mentre resta aperto anche il confronto sugli obiettivi energetici. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva affermato che Mosca vorrebbe legare un eventuale accordo sugli attacchi alle navi commerciali nel Mar Nero alla cessazione dei raid ucraini contro raffinerie e oleodotti russi. Kiev sostiene che qualsiasi intesa di questo tipo dovrebbe prevedere anche lo stop agli attacchi contro il sistema energetico ucraino.
Sul piano diplomatico, intanto, oggi a Mosca oltre all’incontro tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e monsignor Paul Richard Gallagher, c’è stato anche Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, che è tornato a definire l’espansione della Nato una «minaccia esistenziale» per Mosca, il giorno dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che esercitazioni della Coalizione dei Volenterosi saranno condotte nei mesi di ottobre e novembre. «Abbiamo ripetuto più volte, a diversi livelli, che lo schieramento di contingenti militari stranieri dei paesi della Nato è inaccettabile per noi», ha detto anche il portavoce di Putin Dmitry Peskov.
Secondo la Cbs, anche il direttore della Cia John Ratcliffe sarebbe in Russia a bordo di un aereo C-17 per alcuni incontri in programma oggi a Mosca.
Respinto il piano di Zelensky
Il Cremlino, inoltre, ha respinto la proposta di Zelensky di un piano di pace che contempli la trasformazione di una parte del territorio conteso in Ucraina in una zona economica libera sotto il controllo di Paesi terzi. «Il Donbass è un territorio della Federazione Russa, una regione della Federazione Russa, e difficilmente un terzo Paese può occuparsi della gestione delle regioni della Federazione Russa», ha fatto sapere sempre Peskov, citato dall'agenzia Interfax.
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