La Casa Bianca è passata dai decreti scritti alle operazioni di rimpatrio nel modo più rapido, brutale e cinematografico possibile. Ieri l’amministrazione ha pubblicato le immagini di clandestini arrestati e condotti in catene su aerei militari che li hanno riportati nei paesi d’origine. «Come ha promesso, Trump sta mandando un messaggio forte al mondo: quelli che entrano negli Stati Uniti illegalmente dovranno affrontare conseguenze serie», ha detto la Casa Bianca.

L’Amministrazione ha arrestato 538 immigrati clandestini che hanno commesso attività criminali, ha dichiarato il governo. Fra questi ci sono un sospetto terrorista, quattro membri della gang di origine venezuelana Tren de Aragua e «diversi altri clandestini condannati per abusi sessuali sui minori». La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto che la «più grande operazione di rimpatrio nella storia è ampiamente in corso».

I numeri per il momento non sono da record. Nella prima giornata di operazioni simili nel 2017, all’inizio del primo mandato, le forze dell’ordine hanno rimpatriato 675 clandestini. In quattro anni Trump non ne ha deportati milioni, come aveva promesso.

I dettagli degli arresti non sono stati comunicati, ma secondo alcuni funzionari del Pentagono due voli militari per il Guatemala hanno rimpatriato circa 80 immigrati.

Le operazioni sembrano essere state autorizzate con gli ordini diramati dal Pentagono mercoledì, dopo che il presidente ha firmato un ordine esecutivo che stanzia migliaia di militari lungo il confine con il Messico e dà nuovi poteri agli agenti: 2.200 soldati erano già stati mandati dall’Amministrazione Biden, ma Trump ha dato nuovo slancio all’iniziativa anti-immigrazione.

Lo ha fatto, fra le altre cose, con una circolare interna al governo – di cui ha dato conto il New York Times – che estende i poteri della polizia di frontiera (Ice) e cancella di fatto due iniziative di Biden che hanno permesso di accogliere temporaneamente alcune categorie di migranti arrivati attraverso il confine meridionale. Ora gli agenti dell’Ice potranno rapidamente rimpatriare queste persone e i poteri che potevano esercitare soltanto nell’area del confine vengono estesi a tutto il territorio nazionale. Giovedì il sindaco democratico di Newark, nel New Jersey, ha dichiarato che gli agenti dell’Ice hanno perquisito un edificio e fermato alcune persone senza documenti, senza avere un mandato».

Disastri naturali

Ieri Trump ha fatto una missione in due tappe in luoghi colpiti da disastri naturali. In North Carolina ha visitato le comunità che a settembre sono state colpite dall’uragano Helena e poi è andato in California, dove gli incendi continuano l’opera di devastazione. Ha detto che firmerà un ordine esecutivo per «riformare profondamente», oppure «eliminare», la Fema, l’agenzia federale che si occupa della protezione civile e che nella narrazione di Trump è una sentina di inefficienza e corruzione.

È stata anche l’occasione per reiterare l’invito al Canada a diventare il 51esimo stato degli Stati Uniti e per parlare con i cronisti delle molte iniziative dell’amministrazione. Gli è stato chiesto della notizia che anche Anthony Fauci, dopo John Bolton e Mike Pompeo, è stato privato della scorta, nonostante le minacce di morte che riceve da quando è diventato il volto pubblico della lotta al Covid-19.

«Quando lavori per il governo a un certo punto la tua scorta viene tolta, non puoi averla per sempre. Penso sia standard», ha minimizzato Trump, dicendo che non si sentirà responsabile se succederà qualcosa a questi ex funzionari, alcuni dei quali sono notoriamente nel mirino dell’Iran. E comunque, ha detto Trump, «questi hanno fatto un sacco di soldi, possono anche assumere le loro guardie del corpo».

Congresso e cerchio magico

Nel frattempo a Washington la senatrice democratica Elizabeth Warren ha svelato che Peter Hegseth, nominato per la guida del Pentagono e arrivato all’ultima fase del processo di conferma da parte del Senato, ha pagato 50 mila dollari il silenzio di una donna che lo ha accusato di stupro nel 2017.

La circostanza era nota, ma la cifra non era stata resa pubblica, cosa che invece è stata inclusa in una serie di domande del Senato a cui Hegseth ha risposto per iscritto. «Non possiamo andare di fretta su questo voto e affidargli la sicurezza nazionale», ha scritto Warren, cercando di bloccare l’ultimo voto, previsto per la nottata.

Anche il fronte Musk è sempre caldo. Il litigio esploso su X con Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha fatto imbufalire lo staff del presidente, secondo un informato retroscena di Politico che ieri era sulla bocca di tutti nella capitale e non solo. Il nodo è sempre la capacità del più potente e irrefrenabile dei consiglieri di Trump di dire qualunque cosa senza filtri, compreso denigrare un progetto da 500 miliardi di dollari che lo stesso presidente ha presentato come una svolta epocale per il paese.

Come su qualunque altro problema, Trump ha minimizzato dicendo che «Elon odia una delle persone» coinvolte nel progetto Stargate, ma del resto «anche io ho un certo odio per alcuni», ha detto, riportando tutto a sé, come sempre.

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