Mediatore tra migranti e trafficanti, il turco Kuzey: «Abbiamo ricevuto quattrocento richieste in meno di una settimana. Sono soprattutto i giovani a chiamarmi». L’attivista iraniana Parisa Nazar: «La gente ha il terrore delle ritorsioni del regime, teme che ci saranno tantissime condanne a morte»
I telefoni trillano ogni pochi minuti: messaggi, vocali, telefonate. La linea di Kuzey ribolle come non accadeva da molti mesi, ma negli ultimi giorni, dopo lo scoppio delle proteste in Iran, la rotta verso la Turchia si è risvegliata. A separare i due paesi ci sono 534 chilometri, per lo più montuosi, ed è proprio lì, nei mille e più varchi che i passatori conoscono a memoria, che avviene la fuga degli iraniani dal regime degli ayatollah. «Abbiamo ricevuto più di quattrocento richieste in meno


