Donald continua a dire tutto e il contrario di tutto («questo non è un conflitto»), ma non rinuncerà ad essere commander in chief. Mentre gli attacchi segreti su Hormuz non si sono mai fermati, il presidente annuncia: «A fine anno basta aiuti allo Stato ebraico»
Quando si è svegliata, Teheran ha visto il presidente americano insanguinato, già morto: lo era in uno dei manifesti che campeggiava a Enghelab, piazza della Rivoluzione. In un'altra immagine il tycoon era dietro le sbarre con un messaggio in calce: «Uccideremo Trump». In quelle ore in America, mentre i suoi cittadini entravano e uscivano dalle urne, il presidente Usa concedeva interviste a raffica alla Fox, rassicurando che un accordo con gli iraniani può essere concluso «in qualsiasi momento»,