Si apre un nuovo capitolo delle trattative, con gli intermediari dell’Emirato che fanno ritorno nella capitale iraniana. Nel frattempo, altre quattro navi hanno impattato su mine nello Stretto di Hormuz
L’Arabia Saudita ha reso noto d’aver intercettato un drone Houthi diretto verso La Mecca, ma i ribelli yemeniti si sono dissociati: in un post su X, il portavoce militare dei ribelli sostenuti dall'Iran, Yahya Saree, ha respinto la versione della coalizione, definendola falsa e affermando che il gruppo non ha condotto alcuna operazione in territorio saudita. Al contempo, però, hanno rivendicato sei attacchi contro aeroporti e impianti petroliferi in Arabia Saudita, nonostante un raro incontro tra alti funzionari sauditi e iraniani avvenuto a Teheran all'inizio di questa settimana, al termine del quale le due parti avevano concordato di risolvere le divergenze regionali attraverso il dialogo.
A cercare di abbassare la temperatura su conflitto è intervenuto nel frattempo anche il vicepresidente JD Vance. Durante un incontro con gli elettori organizzato da Fox News a Fort Worth, in Texas, ha risposto a un elettore repubblicano che metteva in dubbio il rispetto della promessa di porre fine alle costose guerre all'estero: Vance ha riconosciuto le preoccupazioni per il coinvolgimento militare americano nella regione. «Capisco la frustrazione per le campagne militari in Medio Oriente» ha detto. «Vi prometto che Donald Trump non permetterà che diventi una guerra senza fine» ha aggiunto.
La Turchia si dice pronta a ospitare un nuovo ciclo di colloqui con gli Usa
La Turchia è pronta a ospitare un nuovo ciclo di colloqui tra Stati Uniti e Iran, anche se la sede e la data dell'incontro non sono ancora state stabilite. Lo ha riferito una fonte del governo di Ankara. "Abbiamo espresso la nostra disponibilità a ospitare questi colloqui al massimo livello. Abbiamo effettivamente comunicato questa nostra volontà. Tuttavia, la sede e la data dei negoziati non sono ancora state definite", ha dichiarato la fonte. Turchia e Qatar sono tra le possibili sedi prese in considerazione per un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, volto a porre fine al conflitto in Medio Oriente, secondo quanto riportato in precedenza nella giornata dal quotidiano turco Yeni Safak.
Iran all'Europa: "Chi semina vento raccoglie tempesta"
Mohammad Mokhber, consigliere della guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, si è rivolto all'Europa affermando che sostenere gli Usa contro l'Iran ha già provocato e provocherebbe ulteriori crisi tra i paesi europei. "Nel periodo in cui (il presidente degli Stati Uniti Donald) Trump prendeva di mira in modo aggressivo la Repubblica Islamica, l'Europa - attraverso le sue azioni nell'ambito della cooperazione Nato - ha seminato vento, oggi, raccoglie una tempesta che essa stessa ha provocato, sotto forma di crisi economiche e sociali", ha scritto Mokhber in un messaggio su X, facendo riferimento alle proteste che si sono tenute recentemente Francia e in altri paesi europei. "Le conseguenze di una guerra sconsiderata, scatenata dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran, avranno una portata globale", ha avvertito il funzionario.
I mediatori qatarioti oggi tornano a Teheran
I mediatori del Qatar tornano oggi a Teheran nell'ambito degli sforzi per raggiungere un accordo.
Arabia Saudita, intercettato un drone Houthi vicino a La Mecca
La coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato e abbattuto un drone lanciato dai ribelli Houthi dello Yemen nella regione della Mecca, citta' santa dell'Islam. "Un drone lanciato dalla milizia terroristica Houthi e' stato intercettato e distrutto nella regione della Mecca", ha riferito la coalizione in un messaggio pubblicato su X. L'episodio si inserisce nella nuova escalation militare tra Riad e i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran, che nelle ultime settimane hanno intensificato gli attacchi contro il territorio saudita.
Iran: Hormuz, quattro petroliere in fiamme colpite da mine
Le forze armate iraniane hanno annunciato che quattro petroliere sono state colpite da mine navali e hanno preso fuoco nello Stretto di Hormuz, che gli Stati Uniti sostengono di aver in gran parte bonificato. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, tre imbarcazioni avrebbero urtato le mine mentre tentavano di attraversare una rotta non autorizzata nella parte meridionale dello Stretto, dopo aver disattivato radar e sistemi di navigazione e ignorato gli avvertimenti iraniani. L'esercito di Teheran ha successivamente riferito di un quarto tanker danneggiato e incendiato nelle stesse circostanze. Non sono state precisate le bandiere delle navi ne' la provenienza dei carichi. L'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO ha segnalato un'imbarcazione in fiamme al largo dell'Oman e una petroliera colpita da un proiettile, di cui non e' stata identificata la natura. In quest'ultimo episodio non si registrano feriti. Non e' ancora chiaro se le due navi siano tra le quattro che, secondo Teheran, avrebbero urtato mine navali nello Stretto di Hormuz.
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