Da Mashhad, al nord-est dell’Iran, la rabbia si è propagata in numerose città, tra cui Isfahan, Fars e Yazd. Appello di 75 premi Nobel: «Fermate le condanne a morte»
«La situazione è drammatica»: a dirlo è Azam, 68 anni, che vive alla periferia di Teheran dopo che nelle ultime ore sono state emesse altre condanne a morte e la polizia ha arrestati decine di studenti e studentesse che protestavano. «Il regime ha ripreso il controllo totale dell’apparato e sembra non sia cambiato niente rispetto a quattro mesi fa - ribadisce sconsolato - abbiamo subito bombardamenti e disagi per nulla». Non solo negli ultimi giorni sono state condannate a morte moltissime perso

