La tregua provvisoria tra Washington e Teheran appare sempre più fragile. Rubio atteso a Roma e in Vaticano in settimana. Israele ordina l'evacuazione di 11 villaggi nel Sud del Libano
Appare sempre più fragile la tregua provvisoria tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump si è detto «pronto a valutare» il piano di pace in 14 punti presentato dall’Iran, ma ha aggiunto che non crede che «la proposta sia accettabile» e soprattutto che «Teheran non ha pagato un prezzo abbastanza alto per ciò che ha fatto all’umanità», come ha scritto sul suo social Truth. Il presidente americano, parlando con i giornalisti in Florida, non ha anzi escluso la «possibilità di riprendere i bombardamenti in Iran» se Teheran «dovesse comportarsi male».
Intanto tiene banco l’annuncio del ritiro dei 5mila soldati americani dalla Germania entro i prossimi 6-12 mesi. Anche il Pentagono sarebbe stato colto di sorpresa dalla decisione di Trump, descritta come una ripicca nei confronti di Friedrich Merz dopo che il cancelliere tedesco aveva dichiarato che l’Iran sta umiliando gli Usa nel conflitto. Il ritiro di truppe dall’Europa, sostengono però alcuni tra gli stessi repubblicani, finirebbe per agevolare Vladimir Putin.
PUNTI CHIAVE
11:31
Trump: il ritiro dei soldati dalla Germania sarà superiore a 5mila unità
09:50
Rubio atteso in Vaticano e a Roma giovedì e venerdì
05:29
Trump: "Possibile riprendano gli attacchi se Iran si comporta male"
Media: "Iran renderà legge il blocco di Hormuz, stop totale a Israele"
Il parlamento iraniano si appresta ad approvare una legge che imporrebbe restrizioni al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Press TV e ripreso da Cnn. Citando il vicepresidente del parlamento Ali Nikzad, Press TV ha riferito che, in base al testo, contenente 12 articoli, alle navi israeliane non sarà mai consentito il transito. Le navi provenienti da "paesi ostili" - un probabile riferimento agli Stati Uniti - saranno tenute a pagare riparazioni di guerra per ottenere un permesso prima di attraversare lo stretto. Tutte le altre navi dovranno richiedere l'autorizzazione dell'Iran per transitare nello stretto, ha riferito l'emittente.
I pasdaran: la scelta per Trump è limitata tra pessimo accordo o guerra impossibile
Lo spazio decisionale statunitense si è ristretto e il presidente Donald Trump "deve scegliere tra un'operazione militare impossibile o un pessimo accordo con l'Iran". Lo ha scritto in un messaggio su X il servizio di intelligence del Corpo dei Guardiani della rivoluzionarie dell'Iran (Irgc). Il messaggio precisa che l'Iran ha fissato una scadenza al blocco statunitense dei porti del Paese - senza specificare quando è la scadenza - e per accettare i termini negoziali di Teheran. Secondo i pasdaran, "Cina, Europa e Russia hanno cambiato atteggiamento verso Washington" e "c'è solo un modo per intepretare questo": Trump deve scegliere "tra un'operazione militare impossibile o un pessimo accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran".
Trump: il ritiro dei soldati dalla Germania sarà superiore a 5mila unità
Il taglio di soldati Usa presenti in Germania sarà ben superiore ai 5mila militari. È quanto ha annunciato il presidente Usa, Donald Trump, dopo che il Pentagono aveva inizialmente comunicato che avrebbe ritirato dalla Germania circa 5mila soldati. "Ridurremo drasticamente. E la riduzione sarà ben superiore ai 5mila", ha dichiarato Trump parlando con i giornalisti in Florida, senza fornire spiegazioni per la mossa. Sabato mattina il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, sembrava aver preso con filosofia la notizia che 5mila soldati statunitensi avrebbero lasciato il suo Paese, affermando che il ritiro, minacciato da Trump da anni, era previsto, e aggiungendo che i Paesi europei devono assumersi maggiori responsabilità per la loro difesa. Pistorius aveva tuttavia sottolineato che la cooperazione in materia di sicurezza va a vantaggio di entrambe le parti del partenariato transatlantico: "La presenza di soldati americani in Europa, e in particolare in Germania, è nel nostro interesse e nell'interesse degli Stati Uniti", aveva dichiarato all'agenzia di stampa tedesca dpa. Il ritiro previsto ha incontrato una resistenza bipartisan a Washington, con rapide critiche da parte dei democratici e preoccupazioni da parte dei repubblicani che ciò potesse inviare un "segnale sbagliato" al presidente russo Vladimir Putin, la cui guerra in Ucraina è entrata nel suo quinto anno.
La decisione di Trump giunge mentre è furioso con gli alleati europei per la loro riluttanza a unirsi alla sua campagna con Israele contro l'Iran. Si è scagliato contro leader come il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e il primo ministro britannico Keir Starmer. Merz la scorsa settimana ha criticato la guerra in Iran, affermando che gli Stati Uniti vengono "umiliati" dalla leadership iraniana e sottolineando la mancanza di strategia di Washington. In un altro segno di attrito, Trump ha accusato l'Unione europea di non rispettare l'accordo commerciale con gli Stati Uniti e ha annunciato l'intenzione di aumentare la prossima settimana al 25% i dazi su auto e camion prodotti in Ue, una mossa che sarebbe particolarmente dannosa per la Germania, uno dei principali produttori automobilistici. Almeno un europarlamentare ha definito l'aumento dei dazi "inaccettabile" e ha accusato Trump di aver infranto l'ennesimo impegno degli Stati Uniti in materia di commercio.
Il ritiro di 5mila soldati Usa dalla Germania equivarrebbe a circa un settimo dei 36mila militari americani di stanza nel Paese. Il Pentagono ha fornito pochi dettagli su quali truppe o operazioni sarebbero interessate. Contattato dopo l'annuncio di Trump di ulteriori tagli, il Pentagono non ha fornito ulteriori dettagli e ha rinviato alla sua precedente dichiarazione. Secondo il Pentagono, il ritiro dei 5mila soldati dovrebbe avvenire nei prossimi 6-12 mesi. In passato Trump aveva dichiarato che avrebbe ritirato 9.500 soldati dalla Germania durante il suo primo mandato, ma non ha avviato il processo e il presidente democratico Joe Biden ha poi formalmente bloccato il ritiro previsto poco dopo essersi insediato nel 2021. In Europa sono solitamente di stanza circa 80mila-100mila militari statunitensi, a seconda delle operazioni, delle esercitazioni e delle rotazioni delle truppe. Gli Stati Uniti hanno aumentato il loro dispiegamento in Europa dopo che la Russia ha lanciato la guerra contro l'Ucraina nel febbraio 2022. Gli alleati della Nato come la Germania si aspettano da oltre un anno che queste truppe siano le prime che andranno via.
Araghchi a Tajani: "Da alcuni paesi europei approccio irresponsabile sul nucleare"
Nel corso di un colloquio telefonico tenutosi ieri sera tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l'omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi, quest'ultimo ha sottolineato "l'importanza di un ruolo responsabile dei Paesi europei" negli "sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta" con Usa e Israele: lo si legge in una nota pubblicata stamane su X dall'ambasciata di Teheran a Roma. "Il Ministro degli Esteri iraniano, esprimendo rammarico per l'approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse infondate riguardo alla questione nucleare iraniana, ha ribadito che il programma nucleare dell'Iran è esclusivamente pacifico", si legge.
Araghchi ha inoltre affermato che questi Paesi, di cui non viene indicato il nome esplicitamente, "invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran, e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario".
Da parte sua, Tajani ieri sera aveva reso noto di aver espresso alla controparte "la forte preoccupazione dell'Italia per l'aumento delle tensioni regionali", sottolineando "la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz" e "confermato con chiarezza che per l'Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa".
Iran, media: giustiziato un uomo coinvolto nell'uccisione di un agente nel 2022
Le autorità iraniane hanno eseguito la condanna a morte di un uomo ritenuto coinvolto nell'uccisione di un agente di sicurezza. Lo riporta l'agenzia giudiziaria Mizan, precisando che la sentenza era stata confermata dalla Corte Suprema alla fine del 2025. L'uomo, identificato come Mehrab Abdollahzadeh, era stato indicato come uno dei principali responsabili della morte dell'agente Abbas Fatemiyeh, ucciso nel 2022 durante le proteste scoppiate in tutto il Paese dopo la morte di Mahsa Amini in custodia della polizia. Secondo Mizan, l'imputato avrebbe confessato l'aggressione. Tuttavia, l'organizzazione per i diritti umani Hrana riferisce, citando una fonte informata, che Abdollahzadeh sarebbe stato sottoposto a torture per ottenere confessioni forzate.
Rubio atteso in Vaticano e a Roma giovedì e venerdì
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio sarà in Italia questa settimana. A quanto si apprende andrà prima in Vaticano e poi a Roma giovedì e venerdì. L'8 maggio sarà ricevuto alla Farnesina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, sono previsti incontri con il segretario di Stato vaticano Marco Parolin e anche con il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Rubio potrebbe incontrare anche la premier Giorgia Meloni.
Libano, Israele ordina l'evacuazione di 11 villaggi nel Sud
Israele ha ordinato l'evacuazione degli abitanti di 11 città e villaggi nel Libano meridionale con un messaggio urgente diffuso questa mattina dall'esercito (Idf). Il messaggio invita la popolazione ad abbandonare le proprie case e a spostarsi ad almeno un chilometro di distanza, in aree aperte. Le aree interessate includono Jibchit, Sarafand, Kafra e Al-Sharqiyah. L'Idf ha dichiarato di aver condotto operazioni contro Hezbollah, a seguito di quella che ha definito una violazione dell'accordo di cessate il fuoco, avvertendo che chiunque si trovi vicino a combattenti o strutture di Hezbollah potrebbe essere a rischio.
Israele ha continuato a effettuare attacchi in tutto il Libano meridionale, nonostante un cessate il fuoco apparentemente in vigore. Le truppe dello Stato ebraico occupano una striscia di territorio nel sud del Paese dopo un'invasione di terra avvenuta all'inizio della guerra, che ha distrutto abitazioni ritenute "infrastrutture utilizzate da Hezbollah". Il gruppo armato, sostenuto dall'Iran, ha continuato i suoi attacchi con droni e razzi contro le truppe israeliane in Libano e nel Nord di Israele.
Trump: "Esaminerò la nuova proposta, ma non immagino sia accettabile"
Iran: Trump, esaminerò nuova proposta ma non immagino sia accettabile Roma, 3 mag. (LaPresse/AP) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che sta valutando una nuova proposta iraniana per porre fine alla guerra, ma ha anche espresso scetticismo sulla possibilità che porti a un accordo."Ve ne parlerò più tardi", ha detto prima di salire a bordo dell'Air Force One.Poco dopo aver parlato con i giornalisti, Trump ha pubblicato un post sui social media riguardo alla nuova proposta, affermando di "non riuscire a immaginare che possa essere accettabile, dato che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all'umanità e al mondo negli ultimi 47 anni". Due testate giornalistiche semi-ufficiali iraniane, Tasnim e Fars, ritenute vicine alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, hanno riferito che l'Iran ha inviato una proposta in 14 punti tramite il Pakistan in risposta a una proposta statunitense in nove punti. Il Pakistan ha già ospitato precedenti negoziati tra Iran e Stati Uniti.Trump ha respinto una precedente proposta iraniana questa settimana.
Trump: "Possibile riprendano gli attacchi se Iran si comporta male"
Gli Stati Uniti potrebbe ordinare nuove azioni militari contro l'Iran, "se si comportasse male, se facesse qualcosa di sbagliato". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, sottolineando tuttavia che "per il momento, si vedrà". "È una possibilità che potrebbe accadere, certamente", ha aggiunto. Tre giorni fa, l'Iran ha presentato agli Stati Uniti una proposta aggiornata in 14 punti per un accordo quadro. Secondo due fonti a conoscenza della proposta, citate da Axios, nel documento si fissa un termine di un mese per i negoziati su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la conclusione definitiva della guerra in Iran e in Libano. Solo dopo il raggiungimento di un'intesa, verrebbe avviato un altro mese di colloqui per cercare di raggiungere un'intesa sul programma nucleare.
Sempre giovedì scorso il capo della Casa Bianca ha incontrato il comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper, ed è stato informato dei nuovi piani di attacco contro l'Iran. All'indomani Trump si è detto non soddisfatto della proposta iraniana e stanotte ha postato su Truth un messaggio in cui diceva che l'avrebbe "esaminata presto". "Ma - ha aggiunto - non riesco a immaginare che possa essere accettabile, dato che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all'umanità e al mondo negli ultimi 47 anni".
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