Nuovi bombardamenti sull’Iran nella notte, gli ayatollah rispondono colpendo basi americane e chiedono che i paesi del medio oriente non offrano più le basi
La battaglia su Hormuz dopo la nuova chiusura dello Stretto riaccende la guerra nel Golfo. tra ieri sera e stanotte gli Usa hanno lanciato ulteriori raid contro l'Iran «per indebolire la sua capacità di attaccare le navi nello Stretto». Teheran ha risposto colpendo basi americane in Giordania, Bahrein e Kuwait. Il petrolio ha aperto oggi in rialzo di oltre il 3,5 per cento.
Secondo i media statali iraniani, gli attacchi aerei hanno colpito vaste aree dell'Iran occidentale e meridionale, tra cui l'isola di Qeshm e Bandar Abbas, vicino allo Stretto di Hormuz, nonché la provincia del Khuzestan, al confine con l'Iraq. La diplomazia iraniana ha «condannato fermamente» gli ultimi bombardamenti americani e accusato Washington di aver «vanificato tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi» per ristabilire la pace nella regione.
Kallas: "L'Ue è pronta a contribuire alla sicurezza di Hormuz dopo un accordo"
L'Unione europea è pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Qualsiasi iniziativa dovrà però essere inserita nel quadro dei negoziati con l'Iran. Lo ha ribadito l'Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, rispondendo ai giornalisti prima dell'inizio del Consiglio Affari esteri a Bruxelles. Ma si tratta di soluzioni tutte di là dal venire, dopo la fine delle trattative. Kallas ha sottolineato anche che "questo dovrebbe far parte del Memorandum d'intesa e delle discussioni future", ricordando che "al momento l'Iran afferma di non accettare alcun tipo di intervento esterno nello Stretto di Hormuz". "Prima di tutto deve esserci un accordo che tenga davvero e, solo dopo, tutte queste iniziative potranno andare avanti", ha spiegato
Parigi: "Nessuna revoca delle sanzioni contro l'Iran"
Il ministro degli Esteri francese ha assicurato che non ci sarà "alcuna revoca delle sanzioni" europee contro l'Iran finché Teheran non avrà rinunciato al suo programma nucleare e alle sue azioni destabilizzanti nella regione del medio oriente. "Non ci sarà alcuna revoca delle sanzioni nei confronti del regime iraniano finché non avrà rinunciato al suo programma nucleare, al suo progetto rivoluzionario che destabilizza la regione e al suo programma di missili balistici, alcuni dei quali potrebbero un giorno essere in grado di colpire l'Europa", ha detto Jean-Noel Barrot. "E finché non avrà restituito agli iraniani la libertà di costruire il proprio futuro", ha aggiunto.
Kallas: "La situazione in Cisgiordania è intollerabile"
"Tutti concordano sul fatto che la situazione in Cisgiordania sia davvero intollerabile ed è anche chiaro che tutti sosteniamo la soluzione dei due Stati. Quello che sta accadendo in Cisgiordania rende sempre più difficile che questa soluzione possa mai diventare realtà", ha detto l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. Riguardo le misure da adottare nei confronti di Israele "non importa quale sia la mia opzione preferita, perché ho cercato di mettere insieme la posizione dei 27 Stati membri, dove possiamo trovare un terreno comune. Vediamo se le opzioni presentate ora riceveranno un maggiore sostegno da parte degli Stati membri e se alcuni di loro cambieranno posizione ritenendo che questo sia l’approccio giusto", ha aggiunto.
Teheran: "Abbiamo abbattuto un drone americano a Bandar Abbas"
Teheran ha affermato che un drone statunitense è stato abbattuto nell'area di Bandar Abbas. Il drone era del modello "Lucas".
L'Iran rivendica gli attacchi in Oman e Bahrein
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato la responsabilità dei nuovi attacchi contro installazioni statunitensi in Oman e Bahrein, secondo una dichiarazione pubblicata sul loro sito web. "Oltre ad attaccare installazioni e infrastrutture militari statunitensi a Khuffyan, in Bahrein, dove sono in corso degli incendi, la marina delle Guardie ha attaccato e distrutto" radar, tra cui un radar per il rilevamento di navi in Oman, secondo la dichiarazione pubblicata su Sepah News, il sito web dei Pasdaran.
Teheran: "Continueremo gli attacchi di ritorsione"
Le Guardie rivoluzionarie hanno affermato in un comunicato diffuso questa mattina che continueranno gli attacchi di "ritorsione" contro le basi statunitensi nella regione. "Lo Stretto di Hormuz fa parte della nostra terra e non permetteremo a un esercito di assassini di bambini proveniente da un'altra parte del mondo di continuare le sue interferenze illegali", si legge nella nota, citata dall'agenzia iraniana Irna.
Kallas: "È importante che la Siria rimanga fuori dal conflitto"
"Per noi è importante la stabilita' della Siria, e anche che tengano conto della presenza dei nostri campi profughi, in modo che non ci siano ripercussioni a catena. Finora la Siria è riuscita a rimanere fuori da questo conflitto, ed è importante che continui a esserlo" ha detto l'Alto Rappresentante per la Politica estera e la sicurezza Kaja Kallas arrivando al Consiglio Esteri.
Amman: "Abbiamo abbattuto quattro missili nello spazio aereo"
L'esercito giordano ha abbattuto quattro missili iraniani sul territorio nazionale, che secondo Teheran sarebbero stati lanciati come rappresaglia per gli attacchi statunitensi. Non si sono registrati feriti né danni a cose.
L'Iran all'Onu: "Il Golfo non conceda le proprie basi"
L'Iran ha chiesto alle Nazioni Unite di sollecitare i Paesi del Golfo a impedire agli Stati Uniti di utilizzare il loro territorio come base per attacchi contro obiettivi iraniani. La richiesta è stata formulata dal portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, in risposta all'appello del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres contro una nuova escalation tra Washington e Teheran. Baghaei ha sostenuto che gli attacchi iraniani contro basi e installazioni militari statunitensi nel Golfo Persico meridionale rappresentano un esercizio legittimo del "diritto all'autodifesa".
Teheran rivendica gli attacchi in Giordania, Bahrein e Kuwait
Le Guardie rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito obiettivi e basi militari americani in Giordania, Bahrein e Kuwait: sarebbero *infatti stati attaccati la base aerea Prince Hassan in Giordania, un centro di comando per droni militari statunitensi in Bahrein e basi aeree, tra cui Ali Al Salem in Kuwait.
Gli Stati Uniti completano "una terza serie di attacchi"
Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti comunica di aver "completato questa settimana, l'11 luglio, una terza serie di attacchi contro l'Iran, ritenendo le forze iraniane responsabili dell'attacco a un'altra nave mercantile nello Stretto di Hormuz" si legge sul sito. Si è trattato di un attacco di ampio raggio: "Le forze statunitensi - viene specificato - hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e unità navali. Tra gli obiettivi figuravano siti missilistici e di droni iraniani, capacità navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera".
"Durante le tre notti di attacchi di questa settimana - continua il comunicato -, il Centcom ha colpito oltre 300 obiettivi al fine di indebolire la capacità dell'Iran di attaccare i marittimi civili e le navi mercantili che transitano liberamente nello stretto. Il transito delle navi mercantili attraverso questo vitale corridoio marittimo internazionale continua senza interruzioni. Dall'inizio di maggio le forze statunitensi hanno contribuito a facilitare il transito di oltre 800 navi mercantili e 400 milioni di barili di petrolio greggio attraverso lo Stretto di Hormuz".
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