Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato negli Stati Uniti per incontrare il presidente statunitense Donald Trump, per la prima volta dalla decisione dei due leader di attaccare in modo congiunto l’Iran. Il conflitto è entrato nel sesto mese. Entrambi devono affrontare le crescenti pressioni sul fronte interno nei rispettivi paesi, soprattutto in vista delle elezioni: Netanyahu è in corsa per la rielezione, mentre Trump è sotto pressione per porre fine a una guerra impopolare verso le elezioni di midterm di novembre. Al centro del bilaterale ci sarebbe anche l’accordo quadro siglato da Stati Uniti e Israele con il Libano. «Abbiamo una piccola divergenza», ha affermato Trump lunedì, alla domanda se lui e il premier israeliano fossero sulla stessa lunghezza d’onda riguardo all’Iran.  

PUNTI CHIAVE

09:31

Media, l'Oman propone tariffe volontarie per Hormuz

07:15

Libano, gli Usa confermano il prossimo round di colloqui a Roma 4-6 agosto

18:42

Usa, incontro Trump-Netanyahu «positivo e produttivo»

Si è concluso l'incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt su X, descrivendolo come "positivo e produttivo". 

18:33

Netanyahu alla Casa Bianca, pro-Pal manifestano fuori

Decine di manifestanti pro-Palestina stanno manifestando fuori dalla Casa Bianca mentre è in corso l'incontro del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La manifestazione si limita a slogan contro Israele e allo sventolio di bandiere della Palestina. 

18:30

All'incontro fra Trump e Netanyahu anche Witkoff, Bessent e Rubio

All'incontro fra Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu partecipano anche l'inviato Steve Witkoff, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il segretario di Stato Marco Rubio. 

16:55

Iran, Trump: «Colloqui molto buoni, ma se non fanno accordo tornerò a finire il lavoro»

Donald Trump ribadisce che ci sono stati "colloqui molto buoni" con l'Iran, ma torna a minacciare di "tornare a finire il lavoro" con i bombardamenti se non sarà raggiunto un accordo. "Possiamo essere nel mezzo di una bellissima discussione e loro se ne escono e dicono che non possiamo parlare di nucleare - ha detto Trump oggi a Fox News - ma questo è tutto quello di cui dobbiamo discutere perché non avranno mai la bomba atomica". Affermando di "aver già distrutto francamente gran parte dell'Iran".

15:51

Katz: «Usa impediscono a Israele di colpire infrastrutture energetiche»

"Gli Stati Uniti stanno impedendo a Israele di colpire le infrastrutture energetiche in Iran". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, sostenendo che gli Stati Uniti temono che un attacco contro i siti energetici iraniani possa innescare un conflitto regionale più ampio e una crisi petrolifera globale. "Vogliamo assolutamente colpire gli obiettivi energetici dell'Iran. Gli Stati Uniti al momento non lo approvano per il timore che l'Iran possa attaccare i paesi vicini, causando una crisi petrolifera globale", ha detto Katz alla tv israeliana Canale 14. "Per quanto ci riguarda, siamo pronti a far regredire l'Iran di 40 anni", ha aggiunto Katz.

14:32

Media, Katz ordina l'occupazione di un altro campo profughi in Cisgiordania

Il ministro della Difesa Israel Katz, durante una riunione con i vertici dell'Idf, ha dato istruzione di ''intensificare le attività offensive contro il terrorismo palestinese e prepararsi all'occupazione di un altro campo profughi, seguendo il modello adottato con i campi profughi di Jenin, Tulkarem e Nur a-Shams''. I tre campi profughi sono stati oggetto di devastanti operazioni dell'Idf dagli inizi del 2025. Lo riportano i media israeliani.

12:37

Iran, Araghchi: «Sforzi congiunti per riapertura Hormuz»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato al telefono con le controparti omanite e saudite, rispettivamente, Badr Al-Busaidi e Faisal  bin Farhan. Nei colloqui, rende noto la televisione di stato iraniana, le parti "hanno sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione e portare avanti gli sforzi diplomatici congiunti per ripristinare la stabilità nella regione ed eliminare l'insicurezza imposta nello Stretto di Hormuz dalle azioni aggressive degli Stati Uniti". Oman e Iran stanno discutendo un accordo che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, un passo che potrebbe essere completato in pochi giorni e che consentirebbe la ripresa dei negoziati fra Teheran e Washington per la fine della guerra, precisano fonti omanite citate da Bloomberg. Al Jazeera sottolinea che anche se mancano ancora i dettagli  tecnici di un possibile accordo, l'Iran ha dimostrato "flessibilità". Una  delle proposte in discussione riguarda la riapertura dei tre corridoi, incluso il passaggio di mezzo che sarebbe quello destinato al traffico internazionale e che tuttavia è stato minato dall'Iran. 

12:25

Crosetto: «Monitoriamo Bab el-Mandeb, contatti anche con gli Houthi»

"La missione Aspides non nasce per la guerra, nasce per proteggere la navigazione. Se ci fosse la guerra bisognerà rivedere tutto, perché un conto è avere navi militari che proteggono il passaggio di fronte a possibili attacchi su navi civili, un altro navi militari che vengono attaccate e devono difendersi in una situazione di guerra. Cambia completamente tutto, ma questo lo vedremo in divenire". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso del seguito dell'audizione sugli esiti del vertice Nato di Ankara. "Stiamo monitorando ogni ora quello che succede a Bab al-Mandeb e manteniamo i contatti con tutti, Houti compresi, per vedere l'evoluzione, - ha aggiunto Crosetto - e siamo ancora lì perché se per caso una nave mercantile venisse attaccata siamo lì per difenderla, che è il nostro scopo principale". 

11:08

Crosetto: «Monitoriamo costantemente Mar Rosso»

"Monitoriamo ogni ora quello che succede a Bab el Mandeb e manteniamo i contatti con tutti, Houti compresi, vedendo l'evoluzione". Lo ha detto il ministro della difesa Guido Crosetto, davanti alle commissioni di Esteri e Difesa di Camera e Senato nel seguito dell'audizione sul vertice di Ankara. Parlando della missione Aspiedes, Crosetto ha ricordato la natura difensiva del progetto relativamente alla protezione delle navi mercantili nel Mar Rosso che "non nasce per la guerra ma per proteggere la navigazione. Siamo lì perché "se una nave mercantile venisse attaccata vogliamo difenderla, e questo è lo scopo". Il ministro ha ribadito che se ci fosse la guerra allora, "bisognerebbe rivedere tutto. Un conto sono navi militari che proteggono il passaggio da possibili attacchi contro navi civili, altro è avere navi militari che vengono attaccate loro stesse. Qui cambia tutto" ha concluso Crosetto. 

10:29

Tajani: "Sul Libano sono convinto che si arriverà ad un accordo"

"Io sono convinto che si possa arrivare alla fine ad un accordo e noi continueremo a sostenere l'autorità legittima, che è quella che vede alla sua guida il presidente Aoun, per ripristinare il completo controllo del territorio libanese da parte delle autorità legittime. Questo dovrà portare al disarmo di Hezbollah e quindi anche al ritiro definitivo delle truppe israeliane nel loro Paese". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo nel dibattito nel seguito dell'informativa sugli esiti del Vertice Nato di Ankara resa col ministro della Difesa Guido Crosetto alle Commissioni Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato, parlando dei round di colloqui sul Libano che su terranno a Roma il 4 agosto. 

09:52

Media: esplosioni a Tiro, in Libano, durante operazioni israeliane

Diverse esplosioni sono state sentite questa mattina nell'area della città libanese meridionale di Tiro, nel contesto di "operazioni di bombardamento e demolizione" israeliane. Lo riferisce l'Agenzia nazionale di stampa libanese secondo quanto riporta Al Jazeera. Le operazioni hanno interessato le città meridionali libanesi di Majdal Zoun, al-Mansouri e Bint Jbeil.

09:31

Media, l'Oman propone tariffe volontarie per Hormuz

L'Oman ha presentato all'Iran una proposta per un meccanismo regionale congiunto per la gestione dello Stretto di Hormuz con tariffe volontarie: lo scrive Reuters sul sito.
In base alla proposta omanita, che gode di sostegno regionale, l'Iran non eserciterebbe il controllo esclusivo di questa vitale via navigabile. La proposta ricalca la gestione dello Stretto di Malacca, dove coloro che utilizzano lo stretto contribuiscono volontariamente al finanziamento della navigazione, della protezione ambientale e delle operazioni di ricerca e salvataggio. 

08:39

Araghchi sente le controparti saudita e omanita sullo Stretto di Hormuz

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto colloqui telefonici separati lunedì sera con i suoi omologhi dell'Arabia Saudita Faisal bin Farhanon e dell'Oman Badr al-Busaidi, per discutere degli ultimi sviluppi nello Stretto di Hormuz e della sicurezza della via navigabile. Secondo l'agenzia di stampa Irna, i due ministri hanno anche scambiato opinioni sugli sviluppi bilaterali e regionali, sottolineando la necessità di rafforzare la cooperazione e intensificare gli sforzi diplomatici congiunti per stabilizzare la regione. I colloqui tra Araghchi e Farhanon sono avvenuti dopo che Riad ha annunciato l'abbattimento di droni appartenenti a gruppi sostenuti dall'Iran in Iraq. 

08:06

Axios: «Per i funzionari Usa le sanzioni all'Iran fanno più male dei raid»

Le sanzioni possono causare alla fine più danni dei bombardamenti al regime dell'Iran. Lo hanno riferito alcuni funzionari Usa ad Axios, mettendo in evidenza come le informazioni di intelligence indicano una profonda crisi economica nel paese. "Gli iraniani vogliono fermare i bombardamenti e vogliono soldi. Ma nell'ordine inverso, vogliono prima i soldi", ha osservato un funzionario statunitense. Secondo l'intelligence Usa, all'Iran mancano i soldi per pagare le truffe e la benzina e il rischio è che ci sia una corsa alle banche per ritirare denaro.

07:15

Libano, gli Usa confermano il prossimo round di colloqui a Roma 4-6 agosto

Si terrà a Roma dal 4 al 6 agosto il prossimo round di colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Stati Uniti, ha confermato il Dipartimento di Stato Usa, precisando che i team tecnici delle due parti lavoreranno all'attuazione dell'accordo quadro firmato il mese scorso, considerato il primo passo verso un futuro accordo di pace.

L'appuntamento di inizio agosto era stato già anticipato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Secondo Washington, i negoziati si concentreranno sull'estensione del sistema delle "zone pilota" nel sud del Libano, sulla risoluzione delle questioni ancora aperte lungo il confine e sulla definizione di un più ampio accordo di pace e sicurezza tra i due Paesi. Il meccanismo delle zone pilota prevede il graduale trasferimento del controllo di alcune aree all'esercito libanese, che dovrà verificare l'assenza di combattenti e armamenti di Hezbollah. La scorsa settimana l'Idf ha completato il primo ritiro da una di queste aree, ma Beirut ha successivamente accusato Israele di ostacolare le operazioni delle Forze armate libanesi nella zona. 

07:00

Quattro droni iraniani colpiscono aree vicine a Erbil

Almeno quattro droni iraniani hanno colpito alcune località nelle aree di Khalifan e Soran, nel nord dell'Iraq, a nord-est di Erbil. Lo riferiscono fonti della polizia ad Al Jazeera. Secondo le stesse fonti, oltre dieci aerei da guerra e droni statunitensi starebbero sorvolando Erbil in risposta al presunto attacco iraniano. Vasti incendi sono divampati nelle zone colpite e nelle aree circostanti. Due droni si sarebbero inoltre schiantati nei pressi degli obiettivi, riferisce la polizia. 

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