Voci da Teheran

«Nessuno di noi crede che sia finita»: gli iraniani tra speranza e disillusione

Vittoria di regime, sconfitta di popolo: «Siamo contenti della tregua», ammette Sharmin, «ma alla fine ce la faranno pagare». Stremati dalle bombe e dalla repressione rimane la sfiducia: «È chiaro che questa guerra non riguarda noi, ma i governi»

«Ho dormito. Finalmente ho dormito una notte intera». Le prime reazioni alla tregua arrivano da una zona di Teheran che in queste sette settimane è stata pesantemente colpita. «In linea d’aria la mia casa non è lontana dal luogo dove sono cadute le bombe e abbiamo avuto tanti problemi. Non c’era acqua, la corrente elettrica era instabile, l’aria è stata irrespirabile e poi abbiamo avuto tanta paura». Azam ha 68 anni ed è il padre di Parviz, che fino a due mesi fa studiava all’università di Teher

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