«A 17 anni la polizia morale mi attaccò», dice Mohammed Nouri. «Nel 2023 scappare fu un miracolo». I giovani stabilitisi qui sono in pena per chi è rimasto nel loro paese: non sanno neppure se siano vivi
«Abbiamo paura, ma le proteste non si fermeranno. Oggi siamo a punto tale che non c'è modo di tornare indietro. Abbiamo perso i nostri amici, figli e genitori. Non possiamo continuare a vivere con questo regime». A dirlo è Mohammed Nouri, un giovane iraniano scappato nel 2023 dopo aver ricevuto minacce di arresto e di morte. Oggi, Mohammed è uno dei circa tredicimila iraniani iscritti alle università italiane – studia Artificial Intelligence a Pavia – ma non dimentica il suo paese, soprattutto a


