Per chi è sopravvissuto, quel giorno non è mai davvero finito. È rimasto nelle case ricostruite, nei nomi di chi non c’è più, nelle abitudini riprese con fatica. Tre anni dopo, nei kibbutz israeliani lungo il confine con Gaza, la vita prova a ricominciare mentre il trauma continua a farne parte
«Quando ho ballato e cantato all’ultima festa di indipendenza, ero felice, ma allo stesso tempo molto triste perché lei non c’era». Dani Rahamim parla con voce sommessa della sua amica Dikla Arava, vicina di casa con cui ha condiviso tanti momenti di gioia in 50 anni di vita nel kibbutz Nahal Oz, a ridosso del confine con la Striscia di Gaza. Dikla è rimasta uccisa nel massacro del 7 ottobre di tre anni fa. Dani si è salvato rimanendo barricato nella mamad, la stanza di sicurezza di casa sua, pe