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La trappola iraniana: Trump e Netanyahu hanno interessi diversi

Il regime iraniano vuole discutere con mediatori e non con gli Stati Uniti. Un contesto che aumenta l’influenza regionale del Pakistan. Intanto, Washington e Tel Aviv si trovano ad affrontare dilemmi opposti. Per Trump la guerra è utile se si trasforma in affari, per Netanyahu è questione vitale per la sopravvivenza del suo governo 

«Gli americani negoziano con sé stessi!», hanno detto – con una punta di derisione – gli iraniani reagendo alle 15 condizioni di Donald Trump per la pace a Hormuz. C’è una verità: seppur abbiano ricevuto le proposte americane, gli iraniani non vogliono discutere direttamente con la controparte ma attraverso dei mediatori. Si vuole mantenere una certa distanza. Per ora i più accreditati a ricoprire tale ruolo sono l’Oman e il Pakistan. Quest’ultimo ha il vantaggio di essere un paese con arma nucl

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