«Volevamo far ripartire il processo negoziale, e penso che ci siamo riusciti». È la Casa Bianca stessa a consegnare note di ottimismo sui negoziati per Gaza e per il complesso equilibrio nella regione mediorientale. Fa riferimento anche al ruolo svolto da Egitto e Qatar. 

L’ottimismo smorzato

«Nelle ultime 48 ore penso che abbiamo raggiunto il consenso di tutte le parti sul fatto che ci sia uno spirito nuovo». Mentre la presidenza Biden riferisce dello «spirito» costruttivo però, continuano le tensioni tra Hamas e Israele. La Casa Bianca lo sa e dice pure: «Bisogna essere chiari, questo è un accordo difficile e complesso». Hamas fa sapere che la chiusura di un accordo «è un’illusione»: «Nell’ultimo round negoziale non c’è stata intesa su nessuno dei punti dirimenti».

La missione di Blinken

«Ovviamente il segretario Blinken viaggerà nella regione, penso già da domenica, cominciando con gli incontri in Israele. E saremo impegnati su questo per tutta la settimana», assicura la Casa Bianca. «Sono ottimista, ma l’accordo non è ancora chiuso», fa il punto Biden; allo stato attuale dei lavori, non c’è una data presunta per l’inizio di un cessate il fuoco. Esiste una proposta di Doha che è stata avanzata dagli Stati Uniti e sulla quale è stato raccolto il sostegno di Qatar ed Egitto (i due co-mediatori), ma i lavori per una stretta di mano non sono finiti. Le squadre negoziali rimarranno sul posto e poi entro la fine della prossima settimana gli alti funzionari torneranno a riunirsi al Cairo.

«Nessuno mini i negoziati»

Mentre la Casa Bianca constata che «non si è mai stati così vicini a un accordo», intanto Hamas respinge «le nuove condizioni poste da Israele». Joe Biden, che mostra compattezza con gli altri co-mediatori del processo negoziale, deve però anzitutto assicurarsi che il governo Netanyahu sia allineato negli intenti di rappacificazione. Non a caso Biden, oltre a spedire Blinken sul posto, lancia anche un monito: «Nessuno mini il processo negoziale».

I raid

Intanto continuano i raid delle forze armate israeliane. Nelle ultime ore attacchi sia a Gaza che in Libano hanno ucciso almeno 25 persone. Oltre al bombardamento che nella striscia ha ucciso almeno una dozzina di persone, colpendo gli sfollati, va segnalato l’ulteriore ordine di evacuazione intimato da Israele alla popolazione di Gaza centrale, in un’area che era stata designata come umanitaria. L’Onu ha chiesto invano una tregua di una settimana per poter vaccinare gli abitanti di Gaza e adesso si ha notizia del primo caso di poliomielite, che ha colpito un neonato di neppure un anno. 

Confermato ufficialmente dall’Idf l’attacco aereo nel sud del Libano, motivato con la presa di mira di un deposito di armi di Hezbollah e che secondo i media libanesi ha ucciso dieci persone. 

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