Ad aumentare il numero delle sparizioni è anche una pratica sempre più comune negli scontri tra bande, che per rimanere anonimi e agire in silenzio, tendono a nascondere i corpi dei rivali uccisi
Negli ultimi dieci anni, in Messico, le persone scomparse sono aumentate del 200 per cento. Lo rende noto il Guardian, facendo riferimento all’ultimo rapporto della società di analisi delle politiche pubbliche México Evalúa.
«È un problema che è diventato incontrollabile a livello nazionale», ha affermato Armando Vargas, analista della sicurezza presso México Evalúa. Le sparizioni «rappresentano la violenza letale» che il Messico sta vivendo.
La causa dell’aumento delle sparizioni sarebbe legata, aggiunge Vargas, all’espansione delle bande criminali in più vaste aree del paese e, al contempo, alla diversificazione delle loro attività. Dai rapimenti per chiedere riscatti a quelli per vendere gli organi, la violenza è dilagante. A questo si somma una pratica che sta diventando sempre più comune negli scontri tra bande, ovvero quella di nascondere i corpi dei “rivali” uccisi, creando così sempre più casi di sparizioni anziché di omicidi. L’obiettivo è cercare di far sparire i cadaveri senza attirare l’attenzione mediatica e delle forze di polizia. «Rendono invisibile la violenza, perché in questo modo passano inosservati», ha aggiunto Vargas.
La reazione
Interrogata sulla questione, la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha reagito screditando il rapporto e l’organizzazione. «Quella piattaforma ha molti problemi», ha detto e ha promesso che le autorità nazionali avrebbero pubblicato un nuovo rapporto definito più accurato sulla situazione delle persone scomparse.
Tuttavia, anche la comunità internazionale denuncia da anni la deriva criminale nel paese e l’incapacità delle autorità a farne fronte. Nel 2022, secondo un rapporto delle Nazioni unite , oltre il 96 per cento dei crimini commessi nel paese sono rimasti irrisolti.
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