IL CASO DI PASTROGOR

I migranti nella trappola del Patto Ue: un hub come laboratorio d’oppressione

Da quando le nuove regole europee sono diventate effettive, un centro bulgaro ha assunto un ruolo chiave. Dovrebbe essere luogo “di transito” ma diventa nei fatti una prigione. Le proteste vengono represse brutalmente

PASTROGOR – Scioperi della fame e una rivolta repressa con violenza. Sono i primissimi effetti del nuovo Patto europeo migrazione e asilo. Accade a Pastrogor, in Bulgaria, a pochi km dal confine con la Turchia, dove un “centro di transito” per migranti, costruito nel 2012 come struttura di accoglienza, è diventato oggi una prigione, passando in appena due mesi da 5 a circa 250 persone detenute. Il Patto, entrato nella sua fase operativa lo scorso 12 giugno, introduce le nuove procedure d'asilo a