Si aggrava il bilancio delle inondazioni che hanno colpito il paese e il confine con il Tibet. «Stiamo affrontando un disastro naturale inimmaginabile e straziante» ha dichiarato il primo ministro Balendra Shah
È salito a 903 morti e 4.247 dispersi il bilancio delle inondazioni in Nepal causate dalla frana di un ghiacciaio a causa delle alte temperature. Secondo i media statali cinesi, a queste cifre si sommano le 16 vittime e i 546 dispersi sul fronte cinese della frana che portano il bilancio complessivo a 919 morti e 4.793 dispersi. L’agenzia nazionale nepalese per la gestione delle situazioni di emergenza ha affermato di aver tratto in salvo 10.451 persone con le squadre di soccorritori.
I dispersi
L’elenco dei dispersi in Nepal comprende 592 stranieri e 933 lavoratori impiegati in progetti idroelettrici lungo il fiume travolto dalla piena. Secondo la protezione civile nepalese, nel solo distretto di Nuwakot il numero dei dispersi è aumentato drasticamente a 1.158, rispetto ai 115 segnalati ieri, e altri 562 dispersi sono registrati nel distretto di Rasuwa.
Tra i dispersi figurano 45 soldati dell'esercito nepalese, 38 agenti di polizia e 19 funzionari doganali e dell'immigrazione. In India, le autorità dello stato dell'Uttar Pradesh hanno dichiarato di aver recuperato 17 corpi dai fiumi provenienti dal Nepal, presumibilmente vittime delle inondazioni non conteggiate nel bilancio complessivo.
La Cina «sta compiendo ogni sforzo per rintracciare le persone scomparse nel disastro» del valico di Gyirong ha fatto sapere il presidente cinese Xi Jinping. Il Nepal affronta un «disastro naturale inimmaginabile e straziante» ha dichiarato il primo ministro Balendra Shah, il quale ha sottolineato che le operazioni di soccorso e valutazione dei danni sono ostacolate dal maltempo, dal terreno impervio e dai rischi ancora presenti.
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