Una donna e un bambino di quattro anni sono stati uccisi questa mattina a Chernihiv in un attacco condotto con droni russi contro un edificio residenziale. Nel raid è rimasto ferito anche un ragazzo di 14 anni. La città era già stata colpita nella serata del 25 agosto, quando un drone aveva centrato un’abitazione privata provocando un incendio e diversi feriti, tra cui due bambini.

Mentre proseguono gli attacchi, a Kiev si apre anche un fronte politico sulla conduzione della guerra. L’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, intervistato da Reuters, è tornato a parlare pubblicamente sostenendo che l’Ucraina si trovi davanti a un passaggio decisivo e che stia «gradualmente, lentamente perdendo».

Secondo Fedorov, il paese avrebbe ancora alcuni mesi per adottare le decisioni necessarie a cambiare l’andamento del conflitto e avrebbe «ogni possibilità» di farlo, ma servirebbe una strategia complessiva. L’ex ministro ha criticato anche corruzione, reti clientelari e capacità di innovazione delle istituzioni. L’ufficio presidenziale di Zelensky ha replicato ricordando che, quando era al governo, Fedorov aveva espresso valutazioni positive sulla conduzione della guerra.

Intanto Kiev continua a portare gli attacchi in profondità nel territorio russo. Nella notte un drone ucraino ha colpito un centro logistico di Wildberries, il maggiore rivenditore online russo, a Kotovsk, nella regione di Tambov. Secondo il governatore Evgenij Pervysov, tutti i dipendenti sono stati evacuati e una persona è rimasta ferita. L’incendio ha interessato oltre 100 mila metri quadrati della struttura. Presa di mira anche la raffineria russa Norsi di Kstovo, nell'oblast di Nizhny Novgorod.

Le trattative

Sul piano umanitario si registra invece un possibile passo avanti. Russia e Ucraina stanno lavorando a un nuovo scambio di prigionieri di guerra definito «abbastanza ampio» dalla commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova. Le liste dei detenuti da scambiare sarebbero ancora in fase di definizione.

Resta invece distante la prospettiva di una riapertura del dialogo tra Mosca e le capitali europee. Il diplomatico russo Aleksandr Trofimov ha affermato che, finché i paesi europei continueranno a sostenere militarmente Kiev, per la Russia non vi saranno le condizioni per negoziati «su qualsiasi questione costruttiva». Per fare più pressioni sul Cremlino e arrivare a un piano di pace, il presidente ucraino ha chiesto nel suo ultimo messaggio l’intervento della Cina.

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