I promotori del disegno di legge hanno accelerato l’iter legislativo sperando di arrivare al voto prima della pausa pasquale. Ben Gvir: «Questo è un momento storico di giustizia per Israele»
La Commissione per la sicurezza nazionale della Knesset ha approvato il disegno di legge che prevede la pena di morte per le persone condannate di terrorismo. Il testo sarà ora discusso in plenaria per le due letture finali necessarie alla sua approvazione definitiva. Esultano, per il momento, i leader dell’ultradestra.
«La legge invia un messaggio chiaro e inequivocabile: chi sceglie di uccidere gli ebrei perché sono ebrei perde il diritto alla vita», ha detto il promotore del testo, Limor Son Har-Melech, membro del partito di estrema destra Otzma-Yehudit del ministro per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir.
Secondo quanto riporta Haaretz, i promotori del disegno di legge hanno accelerato l’iter legislativo, sperando di arrivare al voto prima della pausa pasquale.
Durante le riunioni di commissione i parlamentari del partito Otzma Yehudit hanno indossato spille dorate a forma di cappio per inviare «un messaggio chiaro che i terroristi meritano di morire», avevano affermato.
«Questo è un momento storico di giustizia per lo Stato di Israele - ha commentato Ben Gvir, che ha partecipato ai lavori della Commissione - coloro che scelgono di uccidere gli ebrei solo perché sono ebrei hanno una sola condanna: la morte. Basta con il continuo alternarsi di attacchi, incarcerazioni e rilasci. Questa legge ripristina la deterrenza, ripristina la giustizia e invia un messaggio chiaro e inequivocabile ai nostri nemici: il sangue ebraico non è a buon mercato. Continueremo a perseguire una politica senza compromessi contro il terrorismo fino alla vittoria».
Cosa prevede il testo
Oltre ad aumentare i reati punibili con la pena di morte, le proposte di legge prevedono procedure speciali destinate a eliminare le garanzie del diritto internazionale dei diritti umani sul giusto processo. Tuttavia il testo originario della proposta è stato modificato in sede di commissione, con oltre mille revisioni proposte soprattutto dalle opposizioni.
Le modifiche – spiega il Times of Israel – hanno eliminato una clausola che imponeva la pena di morte senza discrezionalità giudiziaria. Ora, quindi, i giudici hanno la possibilità di scegliere tra la pena capitale e l'ergastolo. Un altro emendamento ha eliminato l'obbligo che i processi si svolgessero nei tribunali militari, consentendo che vengano celebrati nei tribunali civili. Infine i legislatori hanno eliminato la formulazione che definiva le vittime del terrorismo come «cittadini israeliani», la quale avrebbe applicato la pena di morte in modo diverso a seconda della cittadinanza delle vittime, escludendo così le vittime palestinesi del terrorismo ebraico.
In ogni caso, la proposta è stata fortemente criticata da Ong, istituzioni europee e diversi organi internazionali. Secondo Amnesty International se verranno approvate le proposte costituirebbero anche un passo indietro di 20 anni rispetto agli impegni assunti da Israele dal 2007 circa le risoluzioni dell’Onu che chiedono una moratoria sulle esecuzioni in vista dell’abolizione della pena di morte.
Israele ha abolito la pena di morte per i reati ordinari nel 1954 ma l’ha mantenuta per quelli commessi ai sensi della Legge sul genocidio e per il reato di tradimento previsto nel codice penale. L’ultima esecuzione ha avuto luogo nel 1962.
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