Sono 7 i cittadini italiani morti nello schianto di un piccolo aereo turistico precipitato sabato 1° agosto nel sud del Perù. Le vittime complessive sono 13: oltre agli italiani, a bordo si trovavano due turisti tedeschi, due spagnoli e due membri peruviani dell’equipaggio. Non ci sono stati sopravvissuti.

Il velivolo, appartenente alla compagnia Aerodiana, era decollato dall’aeroporto María Reiche di Pisco ed era diretto verso l’area archeologica di Nazca. Il programma prevedeva un volo panoramico sopra le celebri “Linee di Nazca”, una delle principali attrazioni turistiche del paese. Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media locali, l’aereo avrebbe perso i contatti con il controllo del traffico pochi minuti dopo il decollo.

L’incidente è avvenuto poco prima delle 13 locali di sabato, quando in Italia erano circa le 20. L’impatto al suolo è stato molto violento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e le autorità peruviane. César Martínez Elías, membro dei vigili del fuoco di Nazca, ha riferito che il velivolo coinvolto era un Cessna Caravan.

Le autorità hanno identificato i sette turisti italiani. Si tratta di Elena Sala, 58 anni; Matteo Gianturco, 24 anni; Lorenzo Angelucci, 24 anni; Massimo Angelucci, 58 anni; Cristina Maria Bianco, 57 anni; Paolo Gianturco, 59 anni; e Pietro Gianturco, 18 anni. L’ambasciata italiana a Lima è in contatto con le autorità peruviane. Le salme saranno trasferite all’obitorio per le procedure di identificazione e per la successiva restituzione ai familiari, in coordinamento con l’Istituto di medicina legale.

Gli altri turisti morti sono i cittadini tedeschi Andreas Hofmann, 78 anni, e Gertrud Maria Hofmann, 77 anni, e gli spagnoli Alfredo Aviles Muñoyerro, 52 anni, e Ana Isabel Sánchez Muñoz, 52 anni. I due membri peruviani dell’equipaggio sono stati identificati come Americo Alejandro Salazar Cuellar e Irenka Del Carpio Guanilo.

La Procura peruviana ha aperto un fascicolo sull’incidente. Il procuratore provinciale Hugo Umiña si è recato sul luogo dello schianto e ha disposto la rimozione dei corpi. Anche la Direzione generale dell’aviazione civile del Perù ha avviato gli accertamenti: specialisti provenienti da Lima sono attesi nell’area per esaminare i resti del velivolo e ricostruire la dinamica dell’incidente.

Al momento non sono state accertate le cause della tragedia. Tra le ipotesi prese in considerazione c’è quella delle condizioni meteorologiche. Nelle ore precedenti, la regione era stata interessata da forti venti e raffiche che avevano provocato la caduta di alberi, danni alle infrastrutture, incidenti stradali e sospensioni temporanee delle attività aeree in diverse province. Saranno le indagini tecniche a stabilire se il vento abbia avuto un ruolo nello schianto.

Non si tratta del primo incidente che coinvolge i piccoli aerei utilizzati per i voli panoramici sopra le Linee di Nazca. Nel 2022, in un altro schianto, morirono sette persone, tra cui due cittadini cileni e tre olandesi. Nell’ottobre del 2010 persero invece la vita quattro turisti britannici e due membri dell’equipaggio. Un’altra ricostruzione relativa al 2010 riferisce di sette vittime in un incidente avvenuto nel deserto poco dopo il decollo.

Che cosa sono le Linee di Nazca

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Le Linee e i geoglifi di Nazca e delle Pampas de Jumana si trovano nella pianura costiera del Perù meridionale, nella regione di Ica, circa 400 chilometri a sud di Lima. Il sito è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1994 e si estende su un’area desertica di oltre 75mila ettari.

I geoglifi furono realizzati rimuovendo lo strato superficiale di pietre scure, in modo da fare emergere il terreno più chiaro sottostante. Nell’area sono visibili migliaia di linee, figure geometriche e rappresentazioni di animali, piante, esseri umani e creature immaginarie. Tra le immagini più note ci sono il colibrì, il condor, la scimmia, il ragno, la balena, il pappagallo e una lucertola lunga più di 180 metri.

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Secondo l’Unesco, le figure furono tracciate in un periodo compreso tra il 500 avanti Cristo e il 500 dopo Cristo, anche se l’intero paesaggio culturale documenta attività protrattesi per quasi duemila anni. La funzione dei geoglifi non è stata stabilita con certezza. Tra le interpretazioni avanzate dagli studiosi ci sono possibili significati rituali, religiosi e astronomici.

Un contributo decisivo allo studio e alla conservazione delle Linee di Nazca fu dato dall’archeologa tedesca Maria Reiche, che dedicò gran parte della propria vita alla documentazione e al restauro dei geoglifi. Reiche individuò anche figure non ancora catalogate e sostenne l’ipotesi di un collegamento tra alcune immagini e le costellazioni. Ogni anno, secondo le stime, tra 80mila e 100mila turisti sorvolano l’area per osservare dall’alto le figure, difficilmente distinguibili nella loro interezza dal livello del terreno.

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