Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato per lunedì in Oman un incontro tra Iran e Paesi del Golfo per la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz. L’obiettivo sarebbe di costruire una soluzione regionale: secondo Al Jazeera, Iran e Oman avrebbero già raggiunto un’intesa di massima su una rotta temporanea per le navi commerciali e sulla bonifica delle mine, in attesa di definire un meccanismo più stabile per il traffico marittimo.

Pezeshkian è intanto a Nuova Delhi per il vertice dei Brics, dove la guerra con Stati Uniti e Israele è uno dei principali dossier. Secondo Reuters, i Paesi del blocco hanno concordato una dichiarazione che dovrebbe condannare le guerre unilaterali. «La solidarietà tra i Paesi musulmani è essenziale nelle circostanze attuali», ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian durante un incontro con il premier malese a margine del vertice: «Non abbiamo bisogno di un gendarme per la regione. L'integrità territoriale e la sicurezza della regione possono essere garantite soltanto dai suoi principali attori e dai Paesi della regione». Nei colloqui, anche il premier indiano Narendra Modi ha insistito sulla libertà di navigazione, sulla sicurezza del commercio marittimo e sulla tutela degli equipaggi.

Sul terreno, però, la pressione cresce. L’Arabia Saudita ha sospeso per precauzione l’oleodotto “Est-Ovest”, che collega i giacimenti orientali al Mar Rosso e nelle ultime settimane trasportava tra 4 e 5 milioni di barili al giorno, dopo un attacco con droni partito dall’Iraq.  L’Iraq ha chiuso temporaneamente due valichi con l’Iran. Riad, per ora, ha evitato una rappresaglia immediata.

A complicare ulteriormente il quadro c’è l’avanzata degli Houthi in Yemen. Il gruppo alleato dell’Iran ha esteso il proprio controllo lungo la costa yemenita sul Mar Rosso e ha preso l’isola strategica di Perim, all’imbocco dello stretto di Bab el-Mandeb. La combinazione tra le difficoltà di transito a Hormuz, la vulnerabilità dell’oleodotto saudita e il rafforzamento degli Houthi sul Mar Rosso restringe le alternative per le esportazioni energetiche della regione e alimenta i timori di nuove interruzioni dell’offerta. Una tensione che si è già riflessa sui mercati: venerdì il Brent ha chiuso a 104,61 dollari al barile, con un rialzo di oltre l’8 per cento nell’arco della settimana, dopo aver superato nei giorni precedenti la soglia dei 100 dollari.

Trump dall’Irlanda
 

Dall’Irlanda, dove Donald Trump si trova per una visita che combina appuntamenti istituzionali e il torneo di golf Irish Open, il presidente Usa ha detto di ritenere «probabile» una responsabilità iraniana nell’attacco con droni all’oleodotto saudita Est-Ovest, anche se non ha indicato prove. Dopo aver rifiutato la richiesta saudita di attacchi americani diretti contro gli Houthi in seguito alla loro avanzata verso Bab el-Mandeb, Trump ha detto che il gruppo filoiraniano avrebbe contattato la sua amministrazione facendo sapere di non volere un intervento diretto americano. Sulla situazione saudita e sullo Stretto di Hormuz si è mostrato rassicurante, sostenendo che «si sistemerà tutto». Sul fronte europeo, ha poi detto che «adorerebbe» vedere un’Irlanda unita e che, a suo giudizio, la riunificazione con l’Irlanda del Nord «succederà prima o poi».

In Libano

Il presidente libanese Joseph Aoun ha visitato a sorpresa la città di Nabatieh, nel sud del Libano, vicino alla dorsale strategica di Ali al-Taher, dove Israele afferma di aver distrutto infrastrutture sotterranee di Hezbollah. L’Agenzia nazionale di stampa libanese (NNA) e i media locali riferiscono dell’arrivo di Aoun a Nabatieh, accompagnato da responsabili della sicurezza, tra cui il comandante dell’esercito, il generale Rodolphe Haykal. Arrivato senza preavviso, il presidente libanese ha espresso la sua solidarietà ai residenti che lo hanno accolto, secondo le immagini trasmesse dai media locali.

Negli ultimi giorni Israele ha intensificato i suoi attacchi nella regione di Nabatieh, che hanno causato almeno 29 morti in meno di una settimana, secondo le autorità libanesi e i media ufficiali.

Da Nabatieh il presidente libanese, secondo quanto riferiscono i media locali, ha anche confermato che «al momento non ci sono nuovi colloqui con Israele», dopo che un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha reso noto che il prossimo ciclo di negoziati mediati dagli Stati Uniti, previsto inizialmente a Roma per la prossima settimana, è stato rinviato a ottobre.

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