Secondo un’indagine condotta dal Global Echo Litigation Center, c’è un sistema strutturato attraverso cui il cibo coltivato nei territori occupati palestinesi e siriani entrano nel mercato dell’Ue come se provenissero da Israele, ingannando i consumatori e accedendo a benefit a cui non avrebbero diritto
Non si tratta di un’eccezione, di una svista o di un errore. Secondo un’indagine durata oltre 4 anni, condotta dal Global Echo Litigation Center, ong specializzata nei contenziosi sui diritti umani, c’è un sistema strutturato attraverso cui i prodotti alimentari coltivati negli insediamenti illegali israeliani, nei territori occupati palestinesi e siriani, entrano nel mercato dell’Unione europea come se provenissero da Israele. «Questa falla sistemica compromette i sistemi giuridici e normativi

