La Corea del Nord è ormai diventata il principale fornitore di armi della Russia e secondo gli analisti l’attuale offensiva in corso in Ucraina non sarebbe possibile senza le munizioni di artiglieria fornite al Cremlino dal regime dei Kim. Per celebrare il suo nuovo alleato, il presidente russo Vladimir Putin sta preparando un viaggio nel paese governato da Kim Jong Un. L’annuncio è arrivato questa settimana dal ministero degli Esteri nordcoreano, che ha assicurato che la visita avverrà «molto presto».

Per Putin sarà il secondo incontro con il leader nordcoreano, dopo il meeting avvenuto lo scorso settembre e la prima visita nel paese da oltre vent’anni – Putin aveva visitato la Corea del Nord per la prima volta nel luglio del 2000, quando il paese era governato dal padre di Kim, Kim Jong Il.

L’incontro

Anche se non ci sono state comunicazioni ufficiali, ci sono pochi dubbi su quale sarà l’agenda dell’incontro tra i due leader. Al centro della discussione ci saranno le forniture di armi e munizioni e lo scambio di tecnologie. Le intelligence occidentali ritengono che la Corea del Nord abbia inviato migliaia di tonnellate di equipaggiamenti militari in Russia. Lo scorso autunno, i satelliti hanno fotografato un insolito traffico ferroviario al confine tra i due paesi, mentre questa settimana il Regno Unito ha fornito alla commissione delle Nazioni Unite incaricata di vigilare sull’embargo militare alla Corea del Nord fotografie che mostrano navi da carico russe nei porti della Corea del Nord.

Non è chiaro che cosa il regime di Kim abbia ricevuto in cambio dalla Russia. Durante l’incontro con Kim avvenuto lo scorso settembre, avvenuto nel cosmodromo di Vostochny, nella Russia orientale, Putin aveva promesso che la Russia avrebbe aiutato i nordcoreani nello sviluppo del loro programma satellitare. Secondo l’intelligence nordcoreana, scienziati russi satarebbero cooperando con i loro colleghi nordcoreani al lancio di un satellite spia. La Corea del Nord ha già tentato due volte di mandare in orbita un satellite, fallendo in entrambi i casi. I nordcoreani sarebbero anche interessati ad ottenere un supporto per modernizzare la loro aviazione militare, la cui tecnologia è rimasta ferma a circa 50 anni fa.

L’arsenale di riserva

È apparentemente paradossale che un paese vasto e ricco di risorse come la Russia sia arrivato a dipendere così tanto dalla Corea del Nord, una delle nazioni più povere al mondo. Ma la guerra in Ucraina ha creato strani compagni di letto. Il regime di Kin non dispone di tecnologie avanzate, né di risorse alimentari sufficienti a sfamare la sua popolazione, ma negli ultimi decenni ha accumulato enormi arsenali di armi e munizioni che ora fanno molto comodo allo sforzo bellico russo.

Da quando i due leader si sono incontrati lo scorso settembre, la Corea del Nord avrebbe fornito alla Russia circa un milione di proiettili di artiglieria, sostiene l’intelligence sudcoreana. Si tratta di una quantità pari all’intera produzione di munizioni annuale delle industrie russe e più del triplo della quantità di munizioni che l’Unione Europea ha fornito all’Ucraina nel corso del 2023.

Le munizioni nordcoreane sono di qualità scadente e hanno un’elevate probabilità di restare inesplose, ma – quando si parla di artiglieria è il caso di dirlo – la quantità è di per sé una qualità. Secondo numerosi analisti, se dallo scorso ottobre le forze armate russe sul fronte ucraino sono riuscite a passare all’attacco, lo devono soprattutto all’arrivo delle munizioni nordcoreane. Secondo i calcoli del centro studi britannico Rusi, al momento la Russia utilizza oltre diecimila proiettili di artiglieria al giorno, contro i duemila degli ucraini. Una netta inversione rispetto a questa estate, quando gli ucraini erano in grado di sparare oltre 7mila proiettili al giorno contro i 5mila dei russi.

L’embargo

Mosca e Pyongyang hanno negato tutte le accuse di traffico d’armi, arrivate da Stati Uniti, Regno Unito, Corea del Sud e Giappone. La Russia è uno dei paesi che aderiscono alle sanzioni imposte alla Corea del Nord in risposta allo sviluppo del suo programma nucleare e che vietano il commercio di armi con il paese. Ma sono in pochi a credere alle giustificazioni del Cremlino.

Secondo la Casa Bianca, nelle ultime settimane, la Russia ha iniziato ad utilizzare in Ucraina anche un altro tipo di arma di origine nordcoreana: missili balistici a corto raggio, utilizzati in diverse occasioni per colpire le città ucraine e le batterie antiaeree che le difendono. Grazie a questi lanci, i nordcoreani possono ottenere preziosi informazioni sulle performance dei loro missili contro i sistemi antiaerei occidentali. Le città ucraine, infatti, sono difese dalle stesse armi che proteggono la Corea del Sud e il Giappone.

A Kiev si guardano con molto interesse gli sviluppi della cooperazione tra Russia e Corea del Nord. Da un lato, le forniture nordcoreane hanno permesso alle truppe del Cremlino di riprendere l’offensiva. Dall’altro, la fornitura di tecnologie militari russe al regime dei Kim potrebbe finalmente rompere la resistenza sudcoreana all’invio di armi in Ucraina. Seoul, infatti, possiede una delle principali industrie militari al mondo, ma fino ad ora ha acconsentito a inviare armi in Ucraina solo in modo indiretto, tramite una triangolazione con gli Stati Uniti. 

 

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