Lanciato l’attacco più grande degli ultimi due anni contro la capitale russa: aeroporti chiusi e pioggia di petrolio sulla metropoli. L’ira del Cremlino, che promette rappresaglie «sistematiche». Zelensky: «Se l’Ucraina brucia, deve bruciare anche la Russia»
Enormi colonne di fumo nero hanno oscurato il cielo sopra Mosca nella mattinata di giovedì 18 giugno, mentre per tutto il giorno gli abitanti della periferia meridionale della capitale hanno denunciato una pioggia nera e oleosa che ha coperto strade e automobili. È il risultato di un attacco di droni ucraini che hanno colpito per la seconda volta in tre giorni la raffineria nel quartiere di Kapotnya, la più importante di tutta la regione. «Se l’Ucraina brucia, brucerà anche Mosca», ha commentato

