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Spagna, il risiko di Sánchez tra l’urlo delle piazze e l’opzione delle urne

Quella che inizia è una settimana cruciale: tra proteste di massa e forti pressioni del partito, il premier deciderà di convocare le urne e sfidare i sondaggi che danno la destra ampiamente in vantaggio in quello che era finora l'ultimo bastione del progressismo europeo. L’inquilino della Moncloa ha passato gli ultimi due giorni ad ascoltare i suoi, a consultare i sondaggi. Molti credono che questa sia l'unica finestra di opportunità che resta per tentare di ribaltare le previsioni

Esto se parece a Italia, sembra l'Italia. Era la frase che molti ripetevano in Spagna dieci anni fa, quando il paese, che aveva da sempre vissuto in un bipartitismo quasi perfetto, scopriva le insidie delle negoziazioni parlamentari. Da allora, Pedro Sánchez ha saputo come nessun altro navigare nell'incertezza, facendo scommesse rischiose anche quando l'aritmetica parlamentare era un rompicapo impossibile. Ma dopo la bocciatura dei decreti sulla crisi abitativa, grazie al voto coalizzato delle d