La missione ha l’obiettivo di contribuire al transito delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz ed è di natura difensiva. Saranno impiegati oltre 15mila soldati, per Teheran ogni interferenza è una violazione del cessate il fuoco
Mille velivoli e quindicimila soldati. Questo è il supporto militare fornito dagli Stati Uniti per l’operazione Project Freedom annunciata dal presidente Donald Trump. La missione ha l’obiettivo di contribuire al transito delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz ed è di natura difensiva. Da parte sua Teheran ha già affermato che qualsiasi interferenza nel tratto marittimo viene considerata come una violazione del cessate il fuoco.
Intanto il ministro della Difesa degli Emirati Arabi Uniti denuncia attacchi da parte di droni e missili iraniani. Un attacco con un drone ha provocato un incendio in un impianto energetico nell'emirato di Fujairah, hanno dichiarato le autorità, dopo molteplici allarmi lanciati dal governo.
Sul lato negoziale il presidente Usa ha fatto sapere che i suoi rappresentanti «stanno conducendo colloqui molto positivi» con l'Iran e che «tali colloqui potrebbero portare a qualcosa di molto positivo per tutti». Lo ha scritto in un post sul suo social Truth.
Al momento Teheran sta valutando il piano di 14 punti proposto dalla Casa Bianca e consegnato dai mediatori pakistani. Questo si concentra maggiormente sulla fine del conflitto e rimanda a uno scenario post bellico tutta una serie di questioni ancora irrisolti tra le due delegazioni.
PUNTI CHIAVE
18:37
Usa, "eliminate 6 piccole barche Iran, interferivano con navigazione commerciale"
18:36
Usa, "aperto un corridoio a Hormuz per il transito libero"
18:17
Emirati, attacchi di droni e missili iraniani contro il paese
Usa, "aperto un corridoio a Hormuz per il transito libero"
Gli Stati Uniti riferiscono di aver aperto un passaggio nello Stretto di Hormuz per garantire il libero transito. Lo ha detto il capo dello Us Central Command Brad Cooper, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, parlando della creazione di un "corridoio" aperto e libero nello Stretto.
Il Brent corre sopra i 114 dollari al barile dopo l'allarme missili degli Emirati
L'allarme lanciato dagli Emirati Arabi di un attacco iraniano con missili e droni fa fare un balzo avanti alle quotazioni del greggio. I future sul Brent salgono del 5,3% oltre i 114 dollari al barile.
"Tre cittadini indiani feriti in un attacco di droni negli Emirati"
Secondo quanto riportato dall'ufficio stampa di Fujairah, negli Emirati Arabi, tre cittadini indiani sono rimasti feriti nell'attacco con droni contro il sito industriale petrolifero di Fujairah, attribuito all'Iran. I tre sono stati trasportati in ospedale e le loro ferite sono state definite "moderate".
Emirati, attacchi di droni e missili iraniani contro il paese
Il ministro della Difesa degli Emirati Arabi Uniti denuncia attacchi da parte di droni e missili iraniani. Un attacco con un drone ha provocato un incendio in un impianto energetico nell'emirato di Fujairah, hanno dichiarato le autorità, dopo molteplici allarmi lanciati dal governo. "Le squadre della Protezione Civile di Fujairah sono intervenute immediatamente e stanno continuando a lavorare per domare l'incendio", ha affermato l'ufficio stampa di Fujairah in un comunicato. Fujairah ospita un importante porto, un oleodotto e altri impianti petroliferi che aggirano lo stretto di Hormuz, soggetto a forti restrizioni.
Il segretario del Tesoro statunitense chiede alla Cina di aiutare
"Ora sarebbe un buon momento per i partner internazionali per farsi avanti ed esercitare pressione sull'Iran". Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent esortando la Cina ad aiutare gli sforzi americani per riaprire lo Stretto di Hormuz. "Vediamo se la Cina si farà avanti con la diplomazia, se riuscirà a convincere gli iraniani ad aprire lo Stretto", ha precisato. A chi gli chiedeva se l'Iran potesse complicare il viaggio di Donald Trump a Pechino, Bessent ha risposto: "Sarà l'occasione per il presidente Trump e Xi Jinping di scambiarsi il loro punto di vista di persona".
Tv Iran, "colpi di avvertimento contro cacciatorpediniere americane"
Secondo quanto riportato dalla tv di stato, la marina iraniana ha "sparato colpi di avvertimento con missili da crociera, razzi e droni da combattimento" vicino a cacciatorpediniere statunitensi che attraversavano lo Stretto di Hormuz. "A seguito del disprezzo mostrato dai cacciatorpediniere sionisti americani per un avvertimento iniziale, la marina ha lanciato colpi di avvertimento sparando missili da crociera, razzi e droni da combattimento intorno alle navi nemiche". Nel frattempo, l'esercito statunitense ha dichiarato che due cacciatorpediniere lanciamissili sono entrati nel Golfo.
Emirati diramano allerta per potenziale attacco missilistico
Gli Emirati Arabi Uniti hanno diramato un allarme tramite telefono cellulare per un potenziale attacco missilistico. "A causa della situazione attuale, sono possibili potenziali minacce missilistiche, cercate immediatamente un luogo sicuro nell'edificio protetto più vicino", si legge nel messaggio.
Il segretario del Tesoro statunitense: "Abbiamo il controllo di Hormuz, lo stiamo aprendo"
"Abbiamo il pieno controllo" dello Stretto di Hormuz: lo "stiamo aprendo". Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un'intervista a Fox, ribadendo che l'economia iraniana è in "caduta libera".
Al Jazeera, nuova mappa iraniana di Hormuz taglia definitivamente fuori gli Emirati
La nuova mappa dell'area dello stretto di Hormuz controllata e amministrata dalle forze di Teheran mostrata dalla marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane "elimina la possibilità per gli Emirati Arabi Uniti di aggirare lo Stretto di Hormuz per vendere il proprio petrolio, poiché la linea si estende ora oltre Fujairah, che gli Emirati Arabi Uniti utilizzavano come punto strategico per continuare a esportare petrolio sul mercato globale durante la guerra". Lo scrive Al Jazeera in un'analisi pubblicata sul suo sito.
Media, "esercito Usa autorizzato a colpire motoscafi e missili dei pasdaran"
Un alto funzionario americano ha dichiarato a Barak Ravid, analista di Axios, che "le regole d'ingaggio per le forze Usa in Medio Oriente sono state modificate ed è stato concesso loro di attaccare le minacce immediate contro le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz". Fra queste, sarebbero compresi anche "i motoscafi delle Guardie Rivoluzionarie o le postazioni missilistiche iraniane".
Emirati, "l'Iran ha lanciato droni contro una nostra petroliera"
Gli Emirati Arabi Uniti affermano che l'Iran ha lanciato droni contro una petroliera Adnoc (Abu Dhabi National Oil Company) nello stretto di Hormuz. "Prendere di mira il traffico marittimo commerciale e utilizzare lo Stretto di Hormuz come strumento di coercizione economica o ricatto rappresenta un atto di pirateria da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane", ha affermato il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi, aggiungendo che non ci sono stati feriti.
Hezbollah, "contrari a negoziati diretti con Israele, sarebbero una vittoria per Netanyahu"
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato in una tv libanese, al-Manar, la sua opposizione a negoziati diretti con Israele. Secondo il leader "porterebbero alla vittoria di Netanyahu, e sarebbero soddisfacenti per Trump".
Media Iran, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie pubblica una nuova mappa dello Stretto di Hormuz sotto il suo controllo
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha pubblicato una nuova mappa delle aree dello Stretto di Hormuz sotto il controllo della sua marina, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars. La zona sotto il comando dei pasdaran si estenderebbe, secondo la nuova mappa, tra Kuh-e Mobarak in Iran e a Fujairah negli Emirati Arabi Uniti e tra l'estremità dell'isola iraniana di Qeshm e Umm Al Quwain, sempre in territorio emiratino, di fatto ponendo l'intero stretto sotto il controllo dell'Iran
l'intero stretto.
Iran: Teheran, nostre forze armate sanno come rispondere a minacce Usa
Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che le forze armate del Paese sanno come rispondere alle minacce degli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato il "Project Freedom" per aiutare le navi in difficoltà nello Stretto di Hormuz. "La Repubblica islamica ha dimostrato di considerarsi la custode e la protettrice dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, aggiungendo che gli Stati Uniti continuano a fare richieste eccessive e illimitate nei rapporti con Teheran. "L'abitudine degli Stati Uniti a avanzare richieste eccessive e illimitate non accenna a finire", ha detto. Lo riporta Iran International.
Teheran: "Gli Usa proseguono con richieste massimaliste"
Gli Stati Uniti continuano a perseguire richieste "massimaliste" e sono responsabili della lentezza degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.
Nato: Rutte, Stati europei hanno recepito messaggio di Trump su basi Usa
"Sì, c'è stata una certa delusione da parte degli Stati Uniti, ma gli europei hanno ascoltato". Così il segretario generale della Nato, Mark Rutte, arrivando al vertice della Cpe di Erevan, sul mancato impegno, secondo il presidente Usa Donald Trump, degli stati europei nell'intervento americano in Iran. I paesi europei hanno "recepito il messaggio" di Trump, ha aggiunto Rutte, e “stanno assicurandosi che gli accordi sull’utilizzo delle basi militari Usa siano rispettati”. Rutte ha anche affermato che “sempre più” nazioni europee stanno pre-posizionando mezzi quali cacciamine e dragamine vicino al Golfo per essere pronte per una “fase successiva”.
Iran: Teheran, forze Usa saranno attaccate se si avvicinano a Stretto Hormuz
Il comando militare congiunto iraniano ha avvertito che le forze armate statunitensi verrebbero attaccate se tentassero di avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz. "Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l'aggressiva forza militare statunitense, sarà presa di mira se intende avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz", ha affermato il comando militare congiunto Khatam al-Anbiya. Lo riporta Iran International. Secondo la dichiarazione, qualsiasi tentativo da parte degli Stati Uniti di modificare la situazione attuale non farebbe altro che complicare ulteriormente le cose e mettere in pericolo le imbarcazioni presenti nell'area. Ha inoltre aggiunto che il passaggio sicuro attraverso lo stretto deve essere coordinato con le forze armate iraniane.
Macron invita Washington e Teheran ad apertura condivisa di Hormuz
Il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato a una "riapertura concertata tra l'Iran e gli Stati Uniti" dello stretto di Hormuz. In visita a Yerevan, in Armenia, per il vertice della Comunità politica europea, Macron ha invitato a una "riapertura concertata tra l'Iran e gli Stati Uniti" dello stretto di Hormuz. Il presidente francese esclude tuttavia qualsiasi partecipazione della Francia alle operazioni promosse dal presidente statunitense Donald Trump per ristabilire la navigazione nello Stretto. "Non parteciperemo a qualcosa che non è chiaro", ha precisato il leader francese.
Macron: "Sulla sicurezza gli europei prendono in mano il loro destino"
"Gli europei stanno prendendo in mano il proprio destino, aumentando la spesa per la difesa e la sicurezza e costruendo soluzioni comuni". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al summit della Epc, ricordando la coalizione di paesi volontari per fornire garanzie di sicurezza all'Ucraina e la missione per la liberazione dello stretto di Hormuz, che non sono "reazioni" nei confronti di qualcuno.
Oltre mille velivoli e 15mila militari per liberare Hormuz
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato su X che le sue forze parteciperanno all'Operazione Project Freedom, annunciata dal presidente statunitense Donald Trump, per contribuire al rilascio delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Ha dichiarato inoltre che "il supporto militare all'operazione includerà cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 velivoli terrestri e navali, piattaforme senza pilota multidominio e 15.000 militari". Un funzionario statunitense ha inoltre dichiarato alla Cnn che l'operazione non prevederà scorte nello Stretto di Hormuz.
L'Iran studia la proposta di pace Usa di 14 punti
L'Iran sta esaminando la risposta americana al proprio piano di pace composto da 14 punti, trasmesso tramite mediatori pakistani nei giorni scorsi. Lo ha confermato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in un'intervista al canale televisivo di Stato. Baghaei ha sottolineato che il documento iraniano si concentra principalmente sull'"interruzione della guerra" e che "al momento non ci sono negoziati sul nucleare", confermando la posizione di Teheran di rinviare le discussioni sul programma atomico a dopo la fine del conflitto, legata anche alla richiesta di revoca dell'embargo sui porti iraniani e alla piena riapertura dello Stretto di Hormuz. Da parte sua, il presidente statunitense Donald Trump ha parlato di "discussioni estremamente positive" tra funzionari americani e iraniani per possibili passi verso la conclusione della guerra. Trump ha aggiunto che a partire da lunedì gli Stati Uniti accompagneranno le navi rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz. L'amministrazione Trump insiste affinché Teheran accetti limiti rigorosi al proprio programma nucleare prima della fine delle ostilità, oltre alla completa apertura dello Stretto di Hormuz, alla cessazione del sostegno ai proxy nella regione e a una forte limitazione del programma missilistico. In particolare, Washington chiede a Teheran di rinunciare al proprio stock di oltre 400 kg di uranio altamente arricchito.
Iran, colloquio tra Araghchi e ministro Esteri Pakistan
Il ministro degli Esteri pachistano e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi hanno avuto un colloquio telefonico sulla situazione regionale e sugli sforzi diplomatici in corso. Lo ha riferito il ministero degli Esteri del Pakistan. Il colloquio si inserisce nel quadro dei tentativi di mediazione di Islamabad per evitare una nuova escalation dopo il cessate il fuoco tra Stati uniti e Iran e le tensioni ancora aperte nello Stretto di Hormuz.
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