La missione ha l’obiettivo di contribuire al transito delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz ed è di natura difensiva. Saranno impiegati oltre 15mila soldati, per Teheran ogni interferenza è una violazione del cessate il fuoco
Mille velivoli e quindicimila soldati. Questo è il supporto militare fornito dagli Stati Uniti per l’operazione Project Freedom annunciata dal presidente Donald Trump. La missione ha l’obiettivo di contribuire al transito delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz ed è di natura difensiva.
Da parte sua Teheran ha già affermato che qualsiasi interferenza nel tratto marittimo viene considerata come una violazione del cessate il fuoco. Se da una parte crescono le tensioni, sul lato negoziale il presidente Usa ha fatto sapere che i suoi rappresentanti «stanno conducendo colloqui molto positivi» con l'Iran e che «tali colloqui potrebbero portare a qualcosa di molto positivo per tutti». Lo ha scritto in un post sul suo social Truth.
Al momento Teheran sta valutando il piano di 14 punti proposto dalla Casa Bianca e consegnato dai mediatori pakistani. Questo si concentra maggiormente sulla fine del conflitto e rimanda a uno scenario post bellico tutta una serie di questioni ancora irrisolti tra le due delegazioni.
PUNTI CHIAVE
10:24
Iran: Teheran, nostre forze armate sanno come rispondere a minacce Usa
08:54
Iran: Teheran, forze Usa saranno attaccate se si avvicinano a Stretto Hormuz
07:55
Oltre mille velivoli e 15mila militari per liberare Hormuz
Hezbollah, "contrari a negoziati diretti con Israele, sarebbero una vittoria per Netanyahu"
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato in una tv libanese, al-Manar, la sua opposizione a negoziati diretti con Israele. Secondo il leader "porterebbero alla vittoria di Netanyahu, e sarebbero soddisfacenti per Trump".
Media Iran, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie pubblica una nuova mappa dello Stretto di Hormuz sotto il suo controllo
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha pubblicato una nuova mappa delle aree dello Stretto di Hormuz sotto il controllo della sua marina, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars. L'area inizia a ovest con una linea che va dalla punta più occidentale dell'isola iraniana di Qeshm all'emirato di Umm al-Quwain negli Emirati Arabi Uniti. A est, l'area si ferma in corrispondenza della linea che congiunge il monte Mobarak in Iran con l'emirato di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti. Non è ancora chiaro in che misura sia cambiata l'area di controllo rivendicata.
Iran: Teheran, nostre forze armate sanno come rispondere a minacce Usa
Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che le forze armate del Paese sanno come rispondere alle minacce degli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato il "Project Freedom" per aiutare le navi in difficoltà nello Stretto di Hormuz. "La Repubblica islamica ha dimostrato di considerarsi la custode e la protettrice dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, aggiungendo che gli Stati Uniti continuano a fare richieste eccessive e illimitate nei rapporti con Teheran. "L'abitudine degli Stati Uniti a avanzare richieste eccessive e illimitate non accenna a finire", ha detto. Lo riporta Iran International.
Teheran: "Gli Usa proseguono con richieste massimaliste"
Gli Stati Uniti continuano a perseguire richieste "massimaliste" e sono responsabili della lentezza degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.
Nato: Rutte, Stati europei hanno recepito messaggio di Trump su basi Usa
"Sì, c'è stata una certa delusione da parte degli Stati Uniti, ma gli europei hanno ascoltato". Così il segretario generale della Nato, Mark Rutte, arrivando al vertice della Cpe di Erevan, sul mancato impegno, secondo il presidente Usa Donald Trump, degli stati europei nell'intervento americano in Iran. I paesi europei hanno "recepito il messaggio" di Trump, ha aggiunto Rutte, e “stanno assicurandosi che gli accordi sull’utilizzo delle basi militari Usa siano rispettati”. Rutte ha anche affermato che “sempre più” nazioni europee stanno pre-posizionando mezzi quali cacciamine e dragamine vicino al Golfo per essere pronte per una “fase successiva”.
Iran: Teheran, forze Usa saranno attaccate se si avvicinano a Stretto Hormuz
Il comando militare congiunto iraniano ha avvertito che le forze armate statunitensi verrebbero attaccate se tentassero di avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz. "Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l'aggressiva forza militare statunitense, sarà presa di mira se intende avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz", ha affermato il comando militare congiunto Khatam al-Anbiya. Lo riporta Iran International. Secondo la dichiarazione, qualsiasi tentativo da parte degli Stati Uniti di modificare la situazione attuale non farebbe altro che complicare ulteriormente le cose e mettere in pericolo le imbarcazioni presenti nell'area. Ha inoltre aggiunto che il passaggio sicuro attraverso lo stretto deve essere coordinato con le forze armate iraniane.
Macron invita Washington e Teheran ad apertura condivisa di Hormuz
Il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato a una "riapertura concertata tra l'Iran e gli Stati Uniti" dello stretto di Hormuz. In visita a Yerevan, in Armenia, per il vertice della Comunità politica europea, Macron ha invitato a una "riapertura concertata tra l'Iran e gli Stati Uniti" dello stretto di Hormuz. Il presidente francese esclude tuttavia qualsiasi partecipazione della Francia alle operazioni promosse dal presidente statunitense Donald Trump per ristabilire la navigazione nello Stretto. "Non parteciperemo a qualcosa che non è chiaro", ha precisato il leader francese.
Macron: "Sulla sicurezza gli europei prendono in mano il loro destino"
"Gli europei stanno prendendo in mano il proprio destino, aumentando la spesa per la difesa e la sicurezza e costruendo soluzioni comuni". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al summit della Epc, ricordando la coalizione di paesi volontari per fornire garanzie di sicurezza all'Ucraina e la missione per la liberazione dello stretto di Hormuz, che non sono "reazioni" nei confronti di qualcuno.
Oltre mille velivoli e 15mila militari per liberare Hormuz
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato su X che le sue forze parteciperanno all'Operazione Project Freedom, annunciata dal presidente statunitense Donald Trump, per contribuire al rilascio delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Ha dichiarato inoltre che "il supporto militare all'operazione includerà cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 velivoli terrestri e navali, piattaforme senza pilota multidominio e 15.000 militari". Un funzionario statunitense ha inoltre dichiarato alla Cnn che l'operazione non prevederà scorte nello Stretto di Hormuz.
L'Iran studia la proposta di pace Usa di 14 punti
L'Iran sta esaminando la risposta americana al proprio piano di pace composto da 14 punti, trasmesso tramite mediatori pakistani nei giorni scorsi. Lo ha confermato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in un'intervista al canale televisivo di Stato. Baghaei ha sottolineato che il documento iraniano si concentra principalmente sull'"interruzione della guerra" e che "al momento non ci sono negoziati sul nucleare", confermando la posizione di Teheran di rinviare le discussioni sul programma atomico a dopo la fine del conflitto, legata anche alla richiesta di revoca dell'embargo sui porti iraniani e alla piena riapertura dello Stretto di Hormuz. Da parte sua, il presidente statunitense Donald Trump ha parlato di "discussioni estremamente positive" tra funzionari americani e iraniani per possibili passi verso la conclusione della guerra. Trump ha aggiunto che a partire da lunedì gli Stati Uniti accompagneranno le navi rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz. L'amministrazione Trump insiste affinché Teheran accetti limiti rigorosi al proprio programma nucleare prima della fine delle ostilità, oltre alla completa apertura dello Stretto di Hormuz, alla cessazione del sostegno ai proxy nella regione e a una forte limitazione del programma missilistico. In particolare, Washington chiede a Teheran di rinunciare al proprio stock di oltre 400 kg di uranio altamente arricchito.
Iran, colloquio tra Araghchi e ministro Esteri Pakistan
Il ministro degli Esteri pachistano e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi hanno avuto un colloquio telefonico sulla situazione regionale e sugli sforzi diplomatici in corso. Lo ha riferito il ministero degli Esteri del Pakistan. Il colloquio si inserisce nel quadro dei tentativi di mediazione di Islamabad per evitare una nuova escalation dopo il cessate il fuoco tra Stati uniti e Iran e le tensioni ancora aperte nello Stretto di Hormuz.
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