Voleva vincere pure un premio Nobel, dice di non conoscere limiti oltre a quelli che si impone. E va a finire che Donald Trump batte il record di disapprovazione, rivelandosi miglior nemico di se stesso.

Già da settimane, di pari passo con la guerra sferrata all’Iran, i sondaggi sono tutt’altro che esaltanti per il presidente. Ma più l’impatto del conflitto sull’economia e sul potere di acquisto diventa evidente, più la disapprovazione appare smaccata. «La disapprovazione raggiunge livelli record»: è l’ultima sentenza delle ricerche di opinione.

I nuovi dati

La rilevazione da record è coprodotta da Washington Post, ABC News e Ipsos. «Approvi o disapprovi il modo in cui Donald Trump sta gestendo i seguenti temi?». La prima domanda riguarda la gestione del mandato presidenziale in quanto tale e a bocciare Trump è il 62 per cento degli intervistati (approva il 37 per cento).

Più si scorrono le domande, più si capisce quanto la guerra dichiarata da Trump all’Iran, con la valanga su economia e prezzi, stia influenzando la percezione degli americani.

Approvi il modo in cui sta gestendo il costo della vita negli Usa? Risponde di no il 76 per cento (sì il 23). L’Inflazione? Disapprova il 72 per cento, si accontenta il 27. Alla domanda sulla situazione con l’Iran, si dichiara insoddisfatto il 66 per cento, mentre approva il corso trumpiano il 33. Una delle domande riguarda indirettamente noi europei, perché gli intervistati rispondono sulle relazioni con gli alleati degli Usa. Il 65 per cento disapprova Trump, il 33 approva. 

Ulteriore indicazione che la guerra non stia aiutando il presidente è il fatto che il tasso di gradimento sia leggermente migliore sugli altri versanti. Ad esempio il 45 per cento ne approva la gestione del confine col Messico, il 40 per cento gradisce sull’immigrazione. L’economia fa da cerniera, con il 38 per cento che approva il modo in cui il tycoon maneggia tasse e fisco, e il 34 per cento che abbozza un “mi piace” sull’economia, mentre il 65 per cento non gradisce affatto.

Il costo dell’Iran

Comparando questi dati con le rilevazioni precedenti, il Washington Post commenta con cognizione di causa che «il gradimento per Trump sui temi economici, così cruciale per il suo ritorno al potere nel 2024, è in calo sin da quando ha lanciato l’attacco all’Iran a fine febbraio». Non solo il 66 per cento di americani disapprova il modo in cui il tycoon gestisce il dossier iraniano, ma «anche il suo indice di gradimento sull’economia è calato di sette punti percentuali – fino al 34 per cento – di pari passo con l’aumento dei prezzi del gas».

Proprio questa settimana i prezzi del gas hanno raggiunto livelli record, così alti come non si vedevano dal 2022.

Anche il gradimento verso Trump in relazione all’inflazione «è decresciuto di cinque punti» e «il suo punteggio più basso riguarda il modo in cui sta gestendo il caro vita, con soltanto il 23 per cento di approvazione e il 76 che disapprova».

Insomma gli americani stanno pagando il costo della guerra e in termini di gradimento, anche a Donald Trump – con il midterm di novembre in vista – la guerra costa.

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