La guerra con l’Iran sta esercitando una pressione senza precedenti sulle scorte di missili statunitensi, portandoli a livelli «pericolosamente bassi»: quasi l’80 per cento degli intercettori Thaad e circa metà dei Patriot rispetto alle scorte pre conflitto. È quanto scrive la Cnn, secondo cui le operazioni militari hanno portato all’uso di una parte considerevole degli intercettori per la difesa aerea più avanzati. Washington, continua l’emittente Usa, è stata così spinta a rivalutare i rischi di una campagna prolungata. L’esercito ha poi usato praticamente tutti i missili terra-terra a lungo raggio a guida di precisione a sua disposizione. Una notizia contestata dal segretario della Difesa statunitense Pete Hegseth: «Quel titolo non è vero, Cnn. Vergognatevi».

Sul fronte dei colloqui, il presidente Donald Trump ha fatto sapere che martedì si è tenuta una «negoziazione durata tutto il giorno» con l’Iran e si è detto convinto che un accordo potrebbe essere raggiunto «domani o dopodomani». 

PUNTI CHIAVE

14:17

Tajani sente Araghchi: "Bene dialogo. Hormuz sia libero"

09:10

Axios: «Gli Usa vogliono annunciare oggi l'intesa provvisoria su Hormuz»

07:42

Trump: «Possibile accordo con l'Iran domani o dopodomani»

14:29

Oltre 50.000 senz'acqua in Cisgiordania per malfunzionamento pozzo gestito da Israele

Una grave crisi idrica è in corso nella zona di Jenin, nella Cisgiordania settentrionale, dove diversi villaggi sono lasciati senz'acqua a causa di un malfunzionamento di un pozzo. Iman Mahmoud Ismail, vice capo del consiglio del villaggio di Beit Iba, ha dichiarato che "un guasto tecnico alla pompa principale ha causato un'interruzione dell'acqua che ha colpito circa il 90% del villaggio di Beit Iba e dei villaggi circostanti". Ha spiegato che il pozzo si trova su un terreno amministrato dall'Autorità Palestinese; tuttavia, la gestione del pozzo è affidata alla società israeliana Mekorot. "Ci è stato detto che la riparazione del guasto richiederà un mese", ha aggiunto.

Secondo l'attivista Abdul Rahman al-Banna, ci sono "oltre 50.000 cittadini che non riescono a trovare un bicchiere d'acqua da bere". Ha dichiarato al quotidiano Al-Arabi Al-Jadeed: "Abbiamo sete in ogni senso della parola. Abbiamo esaurito ogni mezzo senza successo, i pozzi domestici si sono prosciugati e le sorgenti d'acqua sono diventate rare, con i consumi che raddoppiano durante l'estate".

14:20

Pezeshkian conferma il supporto alla nuova leadership di Hamas

Teheran "sostiene ogni decisione, iniziativa o misura adottata dai leader palestinesi durante il processo negoziale in atto" tra Israele e Hamas. Lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, al nuovo leader dell'Ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya in una telefonata. Ribadito quinsi "il sostegno continuo al popolo palestinese". Irna, l'agenzia iraniana che ha dato la notizia, scrive che Pezeshkian ha confermato che "l'Iran non risparmierà sforzi nel sostegno ai palestinesi" e ha insistito per una "maggiore unità" tra i "Paesi islamici" anche per "rafforzare la cooperazione contro sfide comuni". Le parole del presidente iraniano arrivano dopo che la scorsa settimana Donald Trump ha annunciato un accordo raggiunto dal Board of Peace sul "disarmo completo di Hamas e di tutti i gruppi armati a Gaza".

14:17

Tajani sente Araghchi: "Bene dialogo. Hormuz sia libero"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi. Ha riferito Tajani su X: "Ho appena parlato con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Mi ha illustrato la trattativa che l'Iran sta avendo con l'Oman per riaprire lo stretto di Hormuz al traffico commerciale. Ho ribadito l'importanza di proseguire il dialogo per arrivare rapidamente a una soluzione politica della crisi anche con gli Stati Uniti ed evitare nuove escalation", ha spiegato. "È essenziale garantire la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o limitazioni, nell'interesse della stabilità regionale e dell'economia globale", ha insistito Tajani. "Abbiamo parlato anche del Libano: auspico che i negoziati in corso a Roma producano risultati concreti per consolidare il cessate il fuoco e arrivare a un accordo generale". "L'Italia continuerà a fare la propria parte per favorire dialogo, sicurezza e pace in Medio Oriente", ha assicurato.

11:11

Egitto, ritiro israeliano condizione necessaria per piano Trump per Gaza

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty è ad Amman per una riunione dei ministri della regione su Gerusalemme, che inevitabilmente verterà in generale sulla crisi in atto nella regione. Abdelatty ne ha parlato prima dell'inizio dell'incontro con il suo omologo tunisino Mohamed Ali Nafti, esortando alla "piena attuazione del piano di pace del Presidente degli Stati Uniti per Gaza, compreso il completamento della prima fase, la garanzia di un accesso completo, sicuro e sostenibile per gli aiuti umanitari" ma soprattutto il "ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza", giudicato "condizione necessaria per la rapida attuazione dei programmi di ripresa e ricostruzione".

10:09

Teheran: «Da Trump approccio contradditorio e inaffidabile»

Un membro della commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano ha definito l'approccio di Donald Trump ai negoziati "contraddittorio e inaffidabile". Secondo Al Jazeera, Esmail Kowsari ha ricordato all'emittente iraniana Irib che Trump ha affermato per "75 volte" che lo Stretto di Hormuz era aperto, quando in realtà non lo era. Kowsari ha anche affermato che Trump ha parlato di "sconfitta dell'Iran" 106 volte e ha parlato di un "accordo imminente" con Teheran 88 volte.

09:27

Houthi: «Colpita una petroliera saudita nel Mar Rosso»

Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver attaccato una petroliera saudita al largo di Yanbu, nel Mar Rosso, mentre i ribelli continuano il loro dichiarato blocco marittimo dell'Arabia Saudita. Il gruppo "ha colpito con successo la petroliera saudita Wafa nel Mar Rosso settentrionale, al largo della costa di Yanbu, con diversi missili balistici", ha affermato il loro portavoce militare Yahya Saree in una dichiarazione video, aggiungendo che si tratta dell'ottava nave presa di mira dall'inizio del blocco il 22 luglio.

09:10

Axios: «Gli Usa vogliono annunciare oggi l'intesa provvisoria su Hormuz»

Stati Uniti, Iran e Oman sono vicini a un accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz che Washington vorrebbe annunciare oggi, mercoledì 5 agosto. Lo riporta il sito Axios citando due fonti regionali e un funzionario Usa. Stando a quanto riferito dalle fonti regionali, l'accordo in discussione riguarda un'intesa di 60 giorni tra Oman e Iran, prorogabile, secondo cui il traffico marittimo in entrata nello Stretto di Hormuz passerebbe attraverso un corridoio settentrionale, in acque territoriali iraniane, mentre il traffico in uscita passerebbe attraverso un corridoio meridionale, in acque territoriali dell'Oman, in coordinamento con l'Iran. In questa fase non verrebbero applicati pedaggi o tasse. L'intesa prevede inoltre che le parti si impegnino a bonificare entro 30 giorni il corridoio centrale dello stretto dalle mine. Una volta bonificato, il corridoio centrale verrebbe usato per il traffico in entrata e in uscita, secondo i termini di un accordo permanente da negoziare tra Oman e Iran. 

08:00

Teheran: «Sono gli Usa a rallentare l'accordo con l'Oman su Hormuz»

"La ragione principale del ritardo nell'accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz è l'ingerenza degli Stati Uniti e le minacce del presidente Donald Trump". Lo ha dichiarato un funzionario informato, citato da Sepah News, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. "Finché continueranno queste manovre da parte degli Stati Uniti, l'accordo subirà dei ritardi", ha aggiunto, sottolineando che "Teheran non concluderà alcun accordo sotto la minaccia di tali azioni". Nel frattempo, secondo PressTV, un "alto funzionario iraniano" ha affermato che "i colloqui tra Teheran e Muscat sono entrati in una nuova fase, grazie a una reciproca intesa". L'obiettivo dei colloqui è quello di istituire un corridoio intermedio attraverso lo Stretto di Hormuz per garantire la navigazione sicura, tutelando al contempo i diritti dell'Iran in quanto Stato costiero. Il corridoio dovrebbe sostituire le attuali rotte settentrionali e meridionali, ha aggiunto. 

07:42

Trump: «Possibile accordo con l'Iran domani o dopodomani»

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che ieri si è tenuta una "negoziazione durata tutto il giorno" con l'Iran, descrivendo i colloqui in termini positivi, ma minacciando al contempo di colpire duramente l'Iran se non si raggiungerà un accordo. "Stiamo avendo ottime discussioni", ha affermato, insistendo sul fatto che l'Iran è desideroso di trovare una soluzione al conflitto. "L'unica cosa che conta è agire. E loro vogliono raggiungere un accordo. Vedremo cosa succederà", ha detto Trump ai giornalisti prima di imbarcarsi sull'Air Force One a Los Angeles in California.

"Ho tutto il tempo necessario", ha aggiunto. Trump si è detto convinto che un accordo potrebbe essere raggiunto "domani o dopodomani". Axios ha affermato che l'accordo sul tavolo prevederebbe un'intesa di 60 giorni per il passaggio sicuro nello stretto tra Iran e Oman. Tale accordo, che non prevederebbe il pagamento di pedaggi, potrebbe poi essere prorogato, secondo quanto riportato.

07:20

Trump: «Con l'Iran ottime discussioni, speriamo di non usare un colpo più duro»

"Li abbiamo colpiti molto, molto duramente, ma il colpo più duro deve ancora arrivare, e spero che non dovremo usarlo. Spero che non ce ne sarà bisogno. Stiamo avendo ottime discussioni". È quanto ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox News, parlando - a suo dire - di negoziati piuttosto singolari. "Dici a persone come voi: 'Stiamo avendo discussioni meravigliose', e poi arriva qualcuno dal nulla e dice: 'Non ci siamo incontrati, non l'abbiamo fatto'. Succede tutto il giorno, capite? È semplicemente incredibile. Dicono: "Non abbiamo parlato, non abbiamo parlato di nucleare". E di cosa parliamo allora? Ce ne stiamo lì a girarci i pollici?", ha aggiunto Trump. "Sono solo parole. L'unica cosa che conta sono i fatti, e loro vogliono trovare un accordo. Vedremo cosa succederà. Se non trovano un accordo sarà un peccato", ha concluso.

07:15

Trump: «Lo Stretto di Hormuz aprirà molto presto, altrimenti colpi durissimi»

Lo Stretto di Hormuz "aprirà molto presto oppure subiranno un colpo durissimo, e allora lo Stretto si aprirà". Lo afferma il presidente Donald Trump in un'intervista a Fox News, assicurando che l'Iran "non avrà mai un'arma nucleare". 

06:31

Axios: «Usa vicini a un accordo provvisorio su Hormuz, atteso oggi l'annuncio»

Stati Uniti, Iran e Oman sono vicine all'accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz: Washington punta ad annunciare oggi l'intesa, secondo Axios, in base a due fonti regionali e a un funzionario Usa. L'accordo, oggetto di negoziati da diverse settimane, mira a ripristinare la tregua tra Usa e Iran e a far ripartire i negoziati per un accordo sul nucleare. L'intesa preliminare farebbe sue alcune richieste iraniane sui diritti di controllo del traffico nello stretto che non aveva prima della guerra. L'accordo in discussione consisterebbe in un meccanismo provvisorio di 60 giorni, potenzialmente prorogabile. 

Tutto il traffico navale in entrata attraverso lo stretto e diretto verso il Golfo transiterebbe su una corsia settentrionale, attraversando le acque iraniane. Tutto quello in uscita verso il Mar Arabico transiterebbe su una corsia meridionale, in acque dell'Oman e in coordinamento con l'Iran. Non sarebbero applicati pedaggi o tariffe nei 60 giorni. Le parti lavorerebbero alla rimozione delle mine dalla corsia centrale dello stretto entro 30 giorni: una volta sgomberata, sarebbe usata per il traffico in entrata e in uscita, nei termini di un accordo permanente da negoziare tra Oman e Iran.

Casa Bianca, Oman e mediatori regionali pensavano di aver raggiunto l'intesa con l'Iran tre settimane fa, salvo poi vedere il Paese riprendere gli attacchi alle navi. Ciò ha portato a due settimane di scontri e a una situazione che ha sfiorato una guerra su vasta scala, sostiene Axios, secondo cui oltre ai colloqui tra Oman e Iran, anche funzionari di Qatar, Pakistan e Arabia Saudita sono stati coinvolti nella mediazione.

La stessa Casa Bianca ha partecipato attivamente ai negoziati: nei giorni scorsi ci sono stati diversi contatti telefonici tra l'inviato di Trump, Steve Witkoff, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi. Araghchi ha dato l'assenso di massima nel fine settimana, pur restando in attesa del via libera della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, e del Consiglio Supremo per la Sicurezza nazionale: l'iter di approvazione è stato completato martedì, secondo un funzionario Usa e una fonte regionale.

06:00

Iran, media: «Il Pentagono nasconde vero numero delle perdite»

Alla guerra dei missili si aggiunge quella dei numeri. E secondo alcuni media americani, quello dei soldati Usa uccisi o feriti non torna. Il Pentagono starebbe usando un nuovo metodo per conteggiare le perdite nel conflitto con l'Iran che, secondo un funzionario del governo americano, è stato "progettato per nascondere il numero reale". Lo sostiene il sito investigativo online americano The Intercept, specializzato in Intelligence e Difesa. Dall'inizio del conflitto, spiega la testata, il dipartimento della Guerra ha pubblicato il conteggio ufficiale delle vittime sul sito del Defense Casualty Analysis System (Dcas), il sistema che monitora i militari "deceduti, feriti, malati o lesionati" per il Congresso e il presidente. Questo totale ufficiale di morti e feriti sarebbe il risultato di una clamorosa sottostima, dovuta a quello che lo stesso funzionario citato dal sito in forma anonima ha definito un "insabbiamento delle perdite".

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