La deflagrazione nel locale dove si trovavano molti giovani: esclusa le piste dolosa e terroristica, forse la causa sono i fuochi d’artificio. Almeno cento feriti, molti gravemente ustionati: «La terapia intensiva al completo, ci vorranno settimane per identificare i deceduti». La Farnesina: «Verifiche in corso sulla presenza di italiani»
«Una festa che si è trasformata in un incubo», per usare le parole del presidente del governo vallesano, Matthias Reynard. Almeno 40 persone sono morte e altre 100 sono rimaste ferite, molte delle quali con ustioni gravi, in un devastante incendio scoppiato nella notte in un bar affollato a Crans-Montana, lussuosa località sciistica alpina svizzera nel Canton Vallese, a due ore da Berna.
La causa dell'incendio, avvenuto dopo alcuni scoppi uditi nel seminterrato, resta ancora da accertare: tra le possibili cause, i fuochi d’artificio esplosi per festeggiare il Capodanno o alcune candeline posizionate dai camerieri sopra alcune bottiglie (come riferito da alcuni testimoni). Escluse le piste dolosa e terroristica. «La deflagrazione, secondo testimonianze, è stata conseguenza dell'incendio, del braciere che si è creato nell'insieme del locale», ha detto il consigliere di Stato Stéphane Ganzer, responsabile del Dipartimento delle istituzioni.
Un centinaio di persone erano sul posto al momento dell'incidente: nel noto bar Le Constellation, che può ospitare fino a 400 persone, era in corso una festa con «molti giovani», anche se questa circostanza è ancora da verificare. Le prime testimonianze parlano di una «carneficina», con «ragazzi che uscivano dal locale insanguinati».
Le operazioni di soccorso sono ancora in corso, ha annunciato la polizia cantonale. L'area è completamente chiusa al pubblico ed è stata imposta una no-fly zone su Crans-Montana. Nei soccorsi è coinvolta anche una squadra del soccorso alpino italiano. Da Aosta è partito all'alba un elicottero della Protezione civile regionale con a bordo i tecnici del soccorso alpino e un medico.
Il Consiglio di Stato del Vallese ha dichiarato lo stato di emergenza: «L'obiettivo è garantire che tutte le risorse necessarie possano essere mobilitate il più rapidamente e senza indugio possibile», è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa in mattinata. Il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin ha rinviato il suo discorso di Capodanno, previsto per mezzogiorno.
«Settimane per identificare i morti»
Le vittime non sono identificabili a causa delle gravi ustioni riportate. Le autorità hanno aggiunto che in questo momento non possono escludere la presenza di turisti stranieri tra le vittime e gli ustionati.
L'ambasciatore d'Italia a Berna, Gian Lorenzo Cornado, ha dichiarato che ci vorranno «settimane per identificare le vittime».
È stato allestito un punto di raccolta per i familiari presso il centro congressi, le Regent di Crans-Montana. È stata allestita una help line da parte della polizia cantonale che risponde al numero +41848112117 contattabile anche dall’Italia.
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha espresso la sua vicinanza all'omologo svizzero, Ignazio Cassis, per la tragedia: «Rimango in contatto con l'ambasciatore d'Italia che è in arrivo sul luogo dell'incidente con personale del consolato di Ginevra», ha annunciato Tajani. «Sono attualmente in corso verifiche per un eventuale coinvolgimento di nostri connazionali. Unità di crisi della Farnesina e sedi diplomatiche in Svizzera collaborano con la polizia elvetica», ha affermato il ministro.
La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha espresso, a titolo personale e a nome del governo, le più sentite condoglianze per il drammatico incendio, e «segue con attenzione l'evolversi della situazione».
La Radiotelevisione svizzera (Rts) ha riferito, inoltre, che gli ospedali della Svizzera romanda sono mobilitati per curare i grandi ustionati. La maggior parte dei feriti è stata trasferita all'ospedale del Vallese: il reparto di terapia intensiva è ora al completo, ha affermato Mathias Reynard, presidente del consiglio regionale.
Fonti mediche locali hanno anche lanciato un appello alla popolazione a non sovraccaricare il sistema sanitario: «Dimostrate solidarietà evitando questo 1° gennaio le attività che comportano dei rischi».
Le testimonianze
«Alcuni conoscenti mi hanno parlato di ragazzi usciti dal locale insanguinati, alcuni senza vestiti. Una vera carneficina», ha riferito ai media svizzeri Michela Ris, vicesindaca di Ascona e deputata in Gran Consiglio, che si trova a Crans-Montana. «È tutto nero. Ci sono amici che non rispondono ai messaggi. Magari stanno soltanto dormendo, ma non sappiamo se, dopo essere stati a casa nostra, siano rientrati direttamente a casa loro o si siano concessi un ultimo drink, magari proprio nel locale dove è successa la tragedia», prosegue. «Siamo molto preoccupati e stiamo cercando di sentirci tutti, uno a uno, per essere sicuri che stiano bene. Siamo sconvolti», ha raccontato la deputata al Corriere del Ticino spiegando che nella nota località turistica l'atmosfera è surreale: «La strada è chiusa al traffico, ci sono polizia e forze dell'ordine ovunque. A piedi si può ancora passare, ma l'atmosfera è pesantissima».
Un altro testimone, Jeoffroy D'Amecourt, ha raccontato alla Radiotelevisione svizzera di aver udito «una deflagrazione molto forte, verso le ore 1.30 della notte e non sembrava assolutamente provocata da un fuoco d'artificio, il rumore era davvero diverso».
testimoni, incendio causato da candeline su bottiglie champagne
Emma e Albane, due giovani francesi coinvolti nell’incendio, hanno raccontato a BfmTv che il rogo sarebbe partito da alcune candeline di compleanno accese dai camerieri su bottiglie di champagne, poco prima della mezzanotte. «Una è stata avvicinata troppo al soffitto, che ha preso fuoco. In pochi secondi era tutto in fiamme, il soffitto era in legno», hanno detto. «La porta d’uscita era troppo piccola per tutte le persone presenti. Qualcuno ha rotto una finestra per permettere alla gente di scappare», hanno aggiunto, spiegando che i soccorsi sono arrivati «in pochi minuti».
Cosa sappiamo finora
L'esplosione di origine sconosciuta è avvenuta intorno all'1:30 in un bar chiamato Le Constellation, molto frequentato dai turisti, mentre si svolgevano i festeggiamenti per l'arrivo del nuovo anno. Lo ha detto all'Afp Gaëtan Lathion, portavoce della polizia del Canton Vallese, nella Svizzera sudoccidentale. Le immagini pubblicate dai media svizzeri mostrano un edificio in fiamme e i soccorsi nelle vicinanze.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo non sarebbe di origine dolosa. La polizia ha anche confermato che l'incidente non viene trattato come un attentato terroristico. Al momento si sospetta che l'origine sia accidentale, forse legata ai fuochi di artificio esplosi per festeggiare lo scoccare della mezzanotte e l’ingresso nel 2026. Le fiamme si sono sviluppate nel seminterrato del locale, che si sviluppa su due piani ed è attivo da circa 40 anni, forse durante un concerto.
La polizia ha istituito un numero verde per le famiglie. Una fonte coinvolta nella gestione di questa tragedia, contattata dalla Rts, ha descritto l'incendio come «un grave disastro», potenzialmente paragonabile, in termini di vittime, all'incidente d'autobus di Sierre, che costò la vita a 28 persone nel 2012.
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