Continua a peggiorare il bilancio del devastante incendio scoppiato nella notte in un bar affollato a Crans-Montana, lussuosa località sciistica alpina svizzera nel Canton Vallese, a due ore da Berna. Gli ultimi aggiornamenti parlano di 47 morti e almeno 115 feriti, molti dei quali con ustioni gravi. 

Nel primo pomeriggio, dopo una mattinata di intensi contatti con i soccorsi, il consolato italiano e i familiari di alcune persone che risultavano irreperibili, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che «purtroppo ci sono italiani coinvolti» nel rogo. Si parlava inizialmente di «una dozzina di italiani ricoverati in diversi ospedali», forse quindici, e «una quindicina di dispersi». In serata, poi, l’ambasciatore Cornado ha dato l’ultimo aggiornamento: 6 dispersi e 13 feriti.

Il servizio nazionale della protezione civile si è attivato e ha messo a disposizione delle autorità elvetiche le sue competenze e risorse. «Dopo i primi esperti del Soccorso Alpino e personale sanitario inviati tempestivamente dalla Valle d'Aosta, il Dipartimento della Protezione civile - spiega una nota - ha immediatamente attivato fin da questa mattina la Cross - Centrale remota operazioni soccorso sanitario - per coordinare il trasferimento di feriti verso ospedali italiani». «Ringrazio - ha detto il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano - per la immediata disponibilità ed efficienza, anche in un giorno di festa, i presidenti e le autorità sanitarie e di protezione civile delle regioni Valle d'Aosta, Piemonte e Lombardia. Già adesso si sta provvedendo al trasferimento dei primi tre pazienti dall'ospedale di Sion verso l'ospedale Niguarda di Milano». Si tratta di una ragazza sotto i trent'anni e due ragazzi di 16 anni, «in condizioni gravi ma trasportabili», ha spiegato l'assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso.

Cosa sappiamo finora

«Una festa che si è trasformata in un incubo», ha detto il presidente del governo vallesano, Matthias Reynard. L'esplosione di origine sconosciuta è avvenuta intorno all'1:30 in un bar chiamato Le Constellation, molto frequentato dai turisti, mentre si svolgevano i festeggiamenti per l'arrivo del nuovo anno. 

La causa dell'incendio, avvenuto dopo alcuni scoppi uditi nel seminterrato, resta ancora da accertare: tra le possibili cause, i fuochi d’artificio esplosi per festeggiare il Capodanno o alcune candeline posizionate dai camerieri sopra alcune bottiglie (come riferito da alcuni testimoni). Escluse le piste dolosa e terroristica.

«La deflagrazione, secondo testimonianze, è stata conseguenza dell'incendio, del braciere che si è creato nell'insieme del locale», ha detto il consigliere di Stato Stéphane Ganzer, responsabile del Dipartimento delle istituzioni.

Un centinaio di persone erano sul posto al momento dell'incidente: nel noto bar Le Constellation, che può ospitare fino a 400 persone, era in corso una festa con «molti giovani», anche se questa circostanza è ancora da verificare. Le prime testimonianze parlano di una «carneficina», con «ragazzi che uscivano dal locale insanguinati». 

Il Consiglio di Stato del Vallese ha dichiarato lo stato di emergenza: «L'obiettivo è garantire che tutte le risorse necessarie possano essere mobilitate il più rapidamente e senza indugio possibile», è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa in mattinata. Il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin ha rinviato il suo discorso di Capodanno, previsto per mezzogiorno.

«Settimane per identificare i morti»

Le vittime non sono identificabili a causa delle gravi ustioni riportate. Le autorità hanno aggiunto che in questo momento non possono escludere la presenza di turisti stranieri tra le vittime e gli ustionati.

L'ambasciatore d'Italia a Berna, Gian Lorenzo Cornado, ha dichiarato che ci vorranno «settimane per identificare le vittime».

È stato allestito un punto di raccolta per i familiari presso il centro congressi, le Regent di Crans-Montana. È stata allestita una help line da parte della polizia cantonale che risponde al numero +41848112117 contattabile anche dall’Italia.

La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha espresso, a titolo personale e a nome del governo, le più sentite condoglianze per il drammatico incendio, e «segue con attenzione l'evolversi della situazione». Si è unito al cordoglio anche il capo dello stato, Sergio Mattarella.

La Radiotelevisione svizzera (Rts) ha riferito, inoltre, che gli ospedali della Svizzera romanda sono mobilitati per curare i grandi ustionati. La maggior parte dei feriti è stata trasferita all'ospedale del Vallese: il reparto di terapia intensiva è ora al completo, ha affermato Mathias Reynard, presidente del consiglio regionale.

Fonti mediche locali hanno anche lanciato un appello alla popolazione a non sovraccaricare il sistema sanitario: «Dimostrate solidarietà evitando questo 1° gennaio le attività che comportano dei rischi». 

Le testimonianze

«Alcuni conoscenti mi hanno parlato di ragazzi usciti dal locale insanguinati, alcuni senza vestiti. Una vera carneficina», ha riferito ai media svizzeri Michela Ris, vicesindaca di Ascona e deputata in Gran Consiglio, che si trova a Crans-Montana. «È tutto nero. Ci sono amici che non rispondono ai messaggi. Magari stanno soltanto dormendo, ma non sappiamo se, dopo essere stati a casa nostra, siano rientrati direttamente a casa loro o si siano concessi un ultimo drink, magari proprio nel locale dove è successa la tragedia», prosegue. «Siamo molto preoccupati e stiamo cercando di sentirci tutti, uno a uno, per essere sicuri che stiano bene. Siamo sconvolti», ha raccontato la deputata al Corriere del Ticino spiegando che nella nota località turistica l'atmosfera è surreale: «La strada è chiusa al traffico, ci sono polizia e forze dell'ordine ovunque. A piedi si può ancora passare, ma l'atmosfera è pesantissima».

Un altro testimone, Jeoffroy D'Amecourt, ha raccontato alla Radiotelevisione svizzera di aver udito «una deflagrazione molto forte, verso le ore 1.30 della notte e non sembrava assolutamente provocata da un fuoco d'artificio, il rumore era davvero diverso».

Emma e Albane, due giovani francesi coinvolti nell’incendio, hanno raccontato a BfmTv che il rogo sarebbe partito da alcune candeline di compleanno accese dai camerieri su bottiglie di champagne, poco prima della mezzanotte. «Una è stata avvicinata troppo al soffitto, che ha preso fuoco. In pochi secondi era tutto in fiamme, il soffitto era in legno», hanno detto. «La porta d’uscita era troppo piccola per tutte le persone presenti. Qualcuno ha rotto una finestra per permettere alla gente di scappare», hanno aggiunto, spiegando che i soccorsi sono arrivati «in pochi minuti».

Altri ragazzi presenti nel locale al momento dell’incendio «non si trovano», ha riferito una donna di Milano intervistata sul posto da Rai News 24. «Molti sono stati smistati nei vari ospedali, sia di Ginevra che di Losanna, perché ci sono 100 feriti. Però alcuni ragazzini non si trovano. La città è proprio sospesa, ho visto che camminava piangendo», ha raccontato.

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