Hamas ha confermato l’intesa annunciata dal presidente Usa, per la seconda fase della tregua, di cui si discuterà in Egitto, dove, secondo Al-Qahera News, «presto» verrà ospitato un vertice dei mediatori, compresi Stati Uniti, Qatar e Turchia
«Oggi il Board of Peace ha raggiunto un accordo storico per il disarmo completo di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati a Gaza. Si tratta di un passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature». È il messaggio scritto durante la notte dal presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth.
«Una volta completato il disarmo, le forze israeliane si ritireranno e la Forza Internazionale di Stabilizzazione collaborerà con una nuova forza di polizia palestinese per garantire la sicurezza di Gaza, a beneficio dei suoi residenti e dei Paesi vicini», ha aggiunto.
Hamas ha confermato l’accordo annunciato da Trump per la seconda fase della tregua. Secondo quanto riporta Al-Qahera News, sarà l’Egitto a ospitare un vertice dei mediatori per la tregua nella Striscia, «presto», a cui parteciperanno Stati Uniti, Qatar e Turchia.
Intanto Trump è intervenuto anche sul fronte iraniano, sostenendo – in un’intervista con il Financial Times – che la caduta di Teheran sia solo una questione di tempo: «Li stiamo massacrando», ha detto il presidente Usa.
A seguito della crisi nell’area del Golfo, dalla seconda metà di marzo, «la Difesa italiana ha schierato un dispositivo dell'Aeronautica Militare a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein». Lo ha rivelato giovedì il Giornale, poi confermato da una nota del ministero della Difesa che ha spiegato come la richiesta di supporto sia stata avanzata dai paesi partner.
PUNTI CHIAVE
07:47
Hamas conferma l'accordo con Israele: «Disarmo del movimento a Gaza»
07:00
Il Cairo ospiterà il vertice per la seconda fase della tregua a Gaza
06:00
Trump: «Accordo storico su disarmo completo di Hamas, Israele uscirà da Gaza»
Media, nell'accordo con Hamas tutela per lavoratori di Gaza
Una "fonte di alto livello" di Hamas ha dichiarato ad Al Jazeera che l'accordo include tutele per i dipendenti che perderanno il lavoro o andranno in pensione durante il periodo di transizione. Le persone interessate riceveranno i benefici a cui hanno diritto secondo la legge palestinese, ha affermato la fonte. La fonte ha aggiunto che il Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza effettuerà una verifica completa della situazione finanziaria e amministrativa del territorio e valuterà i debiti legittimi nei confronti di fornitori e appaltatori. Il comitato cercherà di affrontare tali passività - fino a un totale di 400 milioni di dollari - nell'arco di tre anni, ha concluso la fonte.
Media, ricostruzione di Gaza partirà da Rafah all'inizio del 2027
Un altro funzionario del Board of Peace ha dichiarato al Times of Israel che la ricostruzione di Gaza procederà nelle aree dismesse, con il primo progetto pilota di edilizia abitativa che dovrebbe iniziare sulle rovine della città di Rafah, nel sud della Striscia, all'inizio del 2027.
Il Board of Peace ha ottenuto promesse di donazioni per 16 miliardi di dollari, principalmente da paesi del Golfo, che si è astenuto dal riscuotere fino a quando Hamas non avesse accettato la sua proposta di disarmo, ha dichiarato un funzionario statunitense. Yakir Gabay, imprenditore immobiliare israeliano-cipriota e membro del Consiglio esecutivo di Gaza del Board of Peace, ha negoziato con appaltatori non specificati ed è riuscito a ridurre i costi dei progetti di ricostruzione, aggiunge il funzionario statunitense.
Funzionario Usa: «Israele scettica su Hamas, ma non deluda Trump»
Un alto funzionario statunitense ha affermato che il presidente Donald Trump sarebbe "molto deluso" se Israele non consentisse l'avanzamento del suo piano in 20 punti per la ricostruzione di Gaza. Lo scrive il Times of Israel. Il funzionario ha rilasciato queste dichiarazioni durante un briefing con i giornalisti in merito all'approvazione da parte di Hamas del piano di disarmo del Board of Peace, controllato dagli Stati Uniti. L'ufficio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu aveva dichiarato giovedì che la proposta non soddisfaceva le richieste israeliane, indicando che Gerusalemme non ne avrebbe consentito l'avanzamento.
"Non stiamo chiedendo a Israele di fare nulla che non sia previsto nel piano in 20 punti che hanno concordato inizialmente, e quindi siamo molto fiduciosi che lo rispetteranno. Se non lo faranno, il presidente Trump sarebbe molto, molto deluso", ha avvertito l'alto funzionario statunitense. "Abbiamo solo bisogno che rispettino l'accordo originale che ha portato al rilascio degli ostaggi e alla fine della guerra. Gaza è stata la loro spina nel fianco per molti anni", ha concluso il funzionario. "Con tutti i problemi che stanno affrontando in questo momento, non vogliono che questa situazione si aggravi". "
Crediamo che continueranno a essere un buon partner e a rispettare gli accordi", aggiunge il funzionario statunitense. "Israele non credeva che saremmo riusciti a concludere l'accordo per la liberazione degli ostaggi. Non credevano che avremmo recuperato i corpi. Sono molto scettici sul fatto che Hamas si disarmerà... Ma Hamas ha raggiunto un accordo... e Hamas ha mantenuto la promessa recuperando i corpi e gli ostaggi, quindi la nostra intenzione è di far sì che anche Israele rispetti i suoi impegni e di assicurarci di poter essere un mediatore imparziale".
L'accordo per la seconda fase della tregua a Gaza
Hamas ha confernato di aver raggiunto un accordo per porre fine alla guerra con Israele, che include disposizioni relative al suo arsenale e al graduale ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. Il testo dell'accordo non è stato reso pubblico e non c'è stata alcuna dichiarazione immediata da parte di Israele.
L'intesa è stata annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha parlato di "disarmo completo" di Hamas, definendolo un passo fondamentale verso un nuovo governo palestinese a Gaza. Il capo della Casa Bianca ha affermato che le forze israeliane si ritireranno da Gaza "una volta completato il disarmo". Funzionari di Hamas hanno dichiarato che un comitato istituito dal Board of Peace di Trump per governare Gaza supervisionerà il processo di stoccaggio delle armi del movimento islamista.
Il gruppo ha affermato di aspettarsi che i mediatori e il Board of Peace garantiscano che Israele rispetti i termini dell'accordo, che includono il "graduale ritiro" dello Stato ebraico dalla Striscia. Ghazi Hamad, membro del team negoziale del gruppo, ha affermato che il movimento ha fatto "concessioni per il bene del popolo nella Striscia di Gaza, per salvarlo da uccisioni e sfollamenti". "L'accordo contiene una clausola chiara che stabilisce che Israele deve impegnarsi a rispettare e attuare i propri obblighi. Se Israele non attua l'accordo, non lo faremo nemmeno noi", ha dichiarato Hamad.
Una fonte diplomatica ha riferito prima dell'annuncio dell'accordo che il piano avrebbe creato "un processo per l'eliminazione di tutti i tunnel, i depositi di armi e qualsiasi impianto di produzione di armi". Il Board of Peace ha confermato in un post sui social che Hamas ha "accettato una tabella di marcia dettagliata per l'attuazione delle prossime fasi del cessate il fuoco a Gaza". "Ora ci concentriamo sull'attuazione", ha scritto l'organizzazione, aggiungendo che il Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza (Ncag), istituito dal Board of Peace di Trump, "avvierà presto una transizione graduale verso la piena autorità".
Hamas conferma l'accordo con Israele: «Disarmo del movimento a Gaza»
Hamas ha confermato l'accordo raggiunto con Israele per la seconda fase della tregua, che prevede il disarmo del movimento islamico che governa la Striscia di Gaza. Due responsabili hanno affermato all'Afp che è stato raggiunto l'accordo, confermando dunque le parole del presidente Usa Donald Trump.
Teheran: «Colpiti centri strategici Usa in Kuwait»
Le forze armate iraniane hanno rivendicato un attacco condotto con diversi droni contro quelli che hanno definito "centri strategici" statunitensi in Kuwait, quale rappresaglia per una precedente offensiva lanciata dagli Stati Uniti. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa iraniana Fars - accompagnata da un video che mostrava l'avvio dell'operazione, senza tuttavia specificarne l'orario esatto - le forze iraniane hanno affermato che i droni hanno preso di mira hangar per caccia, sistemi di comunicazione satellitare e depositi presso la base aerea di Ahmed Al-Jaber, nel Sud del Paese.
L'Iran sostiene che le strutture colpite abbiano svolto un "ruolo fondamentale" nelle operazioni aeree e di sorveglianza statunitensi durante il conflitto, considerandole un nodo vitale per il supporto aereo alle forze americane. Secondo la nota, l'attacco iraniano è stato una risposta a una precedente offensiva di Washington che aveva colpito un'abitazione sull'isola di Qeshm, situata nello Stretto di Hormuz, zona di forte tensione tra Iran e Stati Uniti e via di transito per circa un quinto del petrolio trasportato via mare a livello globale prima del conflitto.
Il Cairo ospiterà il vertice per la seconda fase della tregua a Gaza
Il Cairo ospiterà "presto" un vertice dei mediatori per la tregua a Gaza, compresi Stati Uniti, Qatar e Turchia. Lo riporta Al-Qahera News. L'emittente, considerata vicina ai servizi d'intelligence che gestiscono i negoziati per Gaza, non ha specificato quando si terrà l'incontro, ma ha affermato che si discuterà della seconda fase del piano per il cessate il fuoco a Gaza, una tabella di marcia concordata tra Hamas e le fazioni palestinesi.
Trump: «Accordo storico su disarmo completo di Hamas, Israele uscirà da Gaza»
"Oggi il Board of Peace ha raggiunto un accordo storico per il disarmo completo di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati a Gaza. Si tratta di un passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature". Lo scrive Donald Trump su Truth.
L'accordo, scrive ancora Trump, "rappresenta un passaggio fondamentale affinché Gaza sia finalmente governata da un nuovo governo palestinese, che collaborerà strettamente con il Board of Peace per sostenere il popolo palestinese. Allo stesso tempo, Israele otterrà la sicurezza che merita, dato che Gaza non sarà più utilizzata come base per attacchi terroristici". Una "pietra miliare nell'attuazione del Piano in 20 punti di Trump. L'accordo sarà realizzato attraverso fasi attentamente pianificate. Una volta ultimato il disarmo, le forze israeliane si ritireranno e la Forza Internazionale di Stabilizzazione collaborerà con la nuova forza di polizia palestinese per garantire la sicurezza di Gaza, a beneficio dei suoi residenti e dei paesi vicini", continua il tycoon.
Un anno fa, inoltre, "eravamo nel pieno di una guerra violenta e devastante, di una crisi umanitaria e della detenzione di ostaggi in condizioni brutali. Abbiamo compiuto progressi storici, ma c'è ancora molto lavoro da fare". A tal proposito, "desidero ringraziare i mediatori - Egitto, Qatar e Turchia - per il loro importante impegno e, in particolare, il mio eccezionale team, il cui lavoro instancabile ha reso possibile questa svolta storica. Non permetteremo che la minaccia emersa da Gaza il 7 ottobre possa ricostituirsi! Grazie a questo accordo, Gaza sarà finalmente affidata a un nuovo governo palestinese al servizio del suo popolo". Infine, "congratulazioni a tutti per questo straordinario traguardo che tutti ritenevamo impossibile da raggiungere!", conclude il presidente Usa.
Militari italiani nel Golfo a supporto della difesa aerea
"Dalla seconda metà di marzo 2026, a seguito della crisi nell'area del Golfo e della richiesta di supporto avanzata dai Paesi partner, la Difesa italiana ha schierato un dispositivo dell'Aeronautica Militare a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force Air-Arabia concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonché alla protezione delle forze e degli interessi nazionali presenti nell'area. È quanto si legge sul sito web della Difesa, e anticipato dal Giornale, che annuncia di fatto l'esistenza della Task Force Arabia.
Il contingente nazionale, viene spiegato, è costituito da circa 400 militari dell'Aeronautica Militare, schierati in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force Air-Arabia è comandata dal Colonnello Michele Schiavi e comprende: "la Task Group Argo, equipaggiato con velivolo E-550A CAEW, sistema multi-sensore per l'allarme precoce, la sorveglianza aerea e le funzioni di comando, controllo e comunicazione. L'assetto consente di rilevare, identificare e tracciare potenziali minacce aeree.
La Task Group Typhoon, composto da quattro velivoli Eurofighter F-2000A, impiegati per concorrere alla difesa dello spazio aereo assegnato. La Task Group Medal, equipaggiato con velivolo da trasporto C-130J/KC-130J. La Task Group Kuwait, che assicura capacità di sorveglianza aerea attraverso un radar per la difesa aerea AN/TPS-77 e fornisce supporto tecnico specialistico a favore dei velivoli della Kuwait Air Force. Ed infine la Task Group C-UAS, dotato di sistema anti-drone ACUS-E, impiegato per il contrasto ai sistemi aerei senza equipaggio di piccole dimensioni". Ma non ci sarebbe solo la task force Air, secondo quanto scrive Rid, la rivista specializzata di settore, citando un articolo di di Fausto Biloslavo su Il Giornale, nella penisola arabica "è schierato anche un contingente terrestre dell'Esercito Italiano (circa 300 militari, di cui la metà in Arabia Saudita), la Task Force Land - Arabia, la cui esistenza è possibile confermare tramite il sito della Difesa. Come riportato da Biloslavo, la Task Force Land schiererebbe pure una batteria SAMP-T per la difesa anti-aerea e anti-missile, 1 radar KRONOS (non è specificato il modello) in Arabia Saudita e uno in Bahrein, e una batteria di artiglieria contraerea SKYNEX negli Emirati Arabi Uniti".
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