Il presidente Usa, parlando con i cronisti a bordo dell’Air Force One, sostiene ci sia un’intesa sullo Stretto di Hormuz e sulla denuclearizzazione. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano: «Finché continueranno le violazioni degli impegni per parte degli Stati Uniti, la situazione dello Stretto di Hormuz non cambierà»
Il presidente degli Stati Uniti ha affermato di aver annullato un imminente «attacco massiccio» per raggiungere un accordo che ponga fine al conflitto con l’Iran. Donald Trump ha fatto sapere ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, durante il suo viaggio verso il Cairo, che sarebbero stati Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar a chiedere di «annullare» l’attacco perché credono si possa raggiungere un accordo con l’Iran «sullo Stretto di Hormuz», alludendo anche a una possibile intesa sulla futura «denuclearizzazione» di Teheran.
Ma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha chiarito che «al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti» e, ha aggiunto, «finché continueranno le violazioni degli impegni per parte degli Usa, la situazione dello Stretto di Hormuz non cambierà».
PUNTI CHIAVE
09:35
Iran: «Al momento no trattative con gli Usa e Hormuz resta chiuso»
07:20
Gaza, sale ad almeno 13 morti il bilancio degli attacchi israeliani in 24 ore
07:00
Trump: «Lo stop ai raid dopo i colloqui con Arabia Saudita, Emirati, Qatar»
Comandante Pasdaran: «Forze di terra pronte a reagire alle minacce»
Mohammad Karami, comandante delle forze di terra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), afferma che nell'Iran nord-occidentale i combattenti sono pronti a reagire a qualsiasi "errore di valutazione da parte di nemici extraregionali o gruppi terroristici". La notizia è riportata da al Jazeera. In un post su X, il comandante ha dichiarato che i combattenti del quartier generale di Hamzeh Seyyed al-Shohada, supportati dall'intelligence, dalla "prontezza operativa e dall'impiego di fede, tecnologia e scienze moderne, sono pronti a dare una risposta decisiva a qualsiasi minaccia".
Trump: «Stiamo cercando soluzione ad un problema causato dall'Iran»
Meno di 24 ore dopo aver espresso ottimismo su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, il presidente statunitense, Donald Trump, è tornato ad attaccare il regime iraniano, mettendo in dubbio la sua capacità di raggiungere un accordo significativo per porre fine alla guerra. "La leadership iraniana è incredibilmente ipocrita!", ha scritto Trump su Truth. "Chiedono un incontro, alcuni direbbero 'supplicano', iniziano i colloqui, con altri in programma nell'immediato futuro, e poi dicono, apertamente e con orgoglio, che non stanno avendo alcuna discussione, che non si sta parlando di nulla e che stanno trattando solo con l'Oman". L'Iran sta "ripetendo le solite chiacchiere, affermando che lo Stretto di Hormuz sarà gestito da loro, quando è già completamente sotto il controllo della Marina degli Stati Uniti". Ha aggiunto che il blocco statunitense dei porti iraniani continuerà, "a meno che non si raggiunga un accordo o una resa totale". "Che l'Iran lo voglia ammettere o no, stiamo di fatto parlando di una soluzione a un problema causato da loro da decenni. È molto semplice: l'Iran non avrà mai un'arma nucleare!", ha scritto.
Media: «Mladenov incontra Netanyahu: fermare raid a Gaza»
L'alto rappresentante per Gaza del Board of Peace Nickolay Mladenov e il consigliere del Board of Peace Aryeh Lightstone, hanno incontrato oggi il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e gli hanno chiesto di fermare gli attacchi a Gaza, come Israele si era impegnato a fare quando ha accettato a ottobre il piano in 20 punti del presidente Trump. Lo riporta Channel 12 citando una fonte a conoscenza dei fatti.
Pezeshkian: «Non vogliamo alimentare tensioni ma ci difenderemo con fermezza»
"Non intendiamo alimentare le tensioni, ma agiremo con fermezza per difendere la nostra sicurezza, i nostri interessi e l'integrità del nostro territorio". Così, secondo quanto riportato da Al-Jazeera, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Pasdaran, abbattuto drone sullo Stretto di Hormuz
Il corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha annunciato di avere abbattuto un drone MQ-9 Reaper sopra lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia Sepah News, a quanto riporta Al Jazeera. Non è chiaro da dove sia partito il veicolo senza pilota, ma i droni Reaper sono gestiti principalmente dall'Aviazione americana e l'Iran ne ha intercettati più di 30 dall'inizio della guerra, il 28 febbraio.
Teheran: «La Cina non è un nuovo mediatore tra noi e gli Usa»
"Abbiamo relazioni amichevoli e una stretta cooperazione con la Cina in tutti i settori di interesse comune, ma non abbiamo incluso il Paese come nuovo mediatore nella controversia tra Iran e Stati Uniti". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. "Il mediatore nei colloqui relativi all'Iran e agli Stati Uniti è il Pakistan, e anche il Qatar fornisce aiuto quando necessario", ha proseguito. "La Cina è preoccupata per l'escalation del conflitto e dell'insicurezza nella regione e si impegna semplicemente a prevenire un'ulteriore escalation della tensione", ha aggiunto.
Teheran: «Bene Riad, la guerra Usa è contro l'intera regione»
L'Iran ha dato mostra di apprezzare l'intervento dell'Arabia Saudita per fermare una nuova offensiva Usa, nella telefonata del principe Mohammed bin Salman al presidente Donald Trump.
"La guerra degli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell'Iran non è soltanto una guerra contro il nostro Paese: è una guerra contro l'intera regione e contro la sicurezza di tutti i Paesi della regione", ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei.
"Negli ultimi cinque mesi abbiamo constatato direttamente che la presenza militare statunitense nella regione e l'utilizzo del territorio e delle infrastrutture dei Paesi della sponda meridionale del Golfo Persico hanno contribuito ad accrescere l'insicurezza e l'instabilità per tutti gli Stati della regione. È quindi naturale che i Paesi dell'area cerchino di impedire un ulteriore aggravamento della situazione", ha aggiunto.
"Il fuoco che è stato acceso contro l'Iran è un fuoco che può propagarsi e coinvolgere altri", ha avvertito, e se accadesse sarebbe "esclusivamente responsabilità degli Stati Uniti". In ogni caso, "apprezziamo questi sforzi, ma l'esperienza ci ha dimostrato che ciò che, in ultima analisi, può impedire al nemico di intensificare le proprie azioni ostili contro l'Iran non sono altro che la nostra forza e capacità di deterrenza", ha assicurato Baqaei.
Iran: «Al momento no trattative con gli Usa e Hormuz resta chiuso»
Per ora, Iran e Stati Uniti non stanno trattando. A chiarirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri, iraniano, Esmaeil Baqaei, a quanto riportano i media iraniani. "Al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti", ha detto, e "finché continueranno le violazioni degli impegni per parte degli Usa, la situazione dello Stretto di Hormuz non cambierà". Teheran ha annunciato nei giorni scorsi la chiusura dello Stretto.
Ministero degli Esteri iraniano: «Progressi nei colloqui con l'Oman»
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che Teheran sta conducendo colloqui con l'Oman "da 7-8 giorni". "Sono stati compiuti alcuni progressi", ha affermato, aggiungendo che sono in corso colloqui anche con funzionari della regione e di altri Paesi, stando a quanto riferisce Al Jazeera.
Hamas: «L'escalation di Israele a Gaza mira a ostacolare gli accordi»
Hamas ha affermato che la "deliberata escalation" di Israele a Gaza mira a "ostacolare gli accordi raggiunti con i mediatori, inclusa l'amministrazione statunitense, per completare l'attuazione dell'intesa sul cessate il fuoco". Il gruppo, secondo quanto riporta Al Jazeera, ha affermato che i "bombardamenti criminali e frenetici della Striscia di Gaza" da parte di Israele hanno spazzato via "intere famiglie" e ha chiesto ai mediatori di "intraprendere azioni immediate per fare pressione" su Tel Aviv affinché cessi i suoi crimini. Le forze israeliane nelle scorse ore hanno bombardato Gaza, uccidendo almeno 19 palestinesi, secondo le autorità locali.
Esplosione vicino a una petroliera al largo dell'Oman
Un'esplosione si è verificata nei pressi di una petroliera nello Stretto di Hormuz, secondo quanto segnalato dall'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO nella notte tra domenica e lunedì, precisando che non ci sono state vittime. L'equipaggio ha riferito di "aver udito un'esplosione nelle immediate vicinanze della nave. La nave e l'equipaggio sono stati dichiarati tutti sani e salvi", ha scritto l'agenzia britannica su X, senza specificare l'origine dell'esplosione, avvenuta a 20 miglia nautiche (37 chilometri) a nord-est della città omanita di Khasab.
Gaza, sale ad almeno 13 morti il bilancio degli attacchi israeliani in 24 ore
Gli attacchi israeliani su Gaza hanno colpito diversi edifici residenziali causando la morte di almeno 13 persone in 24 ore, secondo quanto riferito dalle autorità, nonostante Hamas avesse dichiarato di aver accettato l'ultima fase di un accordo per porre fine alla guerra. Venerdì Hamas aveva annunciato di aver aderito a un piano promosso dal presidente statunitense Donald Trump, che prevede disposizioni per la consegna delle armi e il graduale ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza.
Israele non ha ancora commentato ufficialmente l'accordo, ma una fonte politica ha riferito all'Afp che "non ci sarà alcun ritiro" senza un "effettivo disarmo" di Hamas. Il servizio di soccorso della protezione civile di Gaza, che opera sotto l'autorità di Hamas, ha reso noto che otto persone sono state uccise negli attacchi avvenuti nella notte fra sabato e domenica contro diversi edifici residenziali, mentre altre cinque persone sono state uccise nel corso della giornata di domenica.
Il petrolio cede il 4% in Asia con l'annuncio di Trump sulla ripresa dei negoziati con l'Iran
Il petrolio è in brusca correzione in Asia con l'annuncio del presidente americano Donald Trump sulla ripresa dei negoziati tra Usa e Iran: il Wti, il riferimento statunitense, cede il 4,10% a 81,20 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna un tonfo del 3,93%, a quota 84,47 dollari.
Trump: «Lo stop ai raid dopo i colloqui con Arabia Saudita, Emirati, Qatar»
Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che le conversazioni avute con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran lo hanno spinto a revocare venerdì quello che sarebbe stato un "attacco massiccio" contro Teheran. Parlando sull'Air Force One, il tycoon ha detto che Teheran sapeva che l'attacco degli Stati Uniti in cantiere "sarebbe stato il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale; sarebbe stato disastroso. Credo il Paese non sarebbe stato nemmeno ricostruibile". Lo scopo "non è uccidere, ma avere un accordo".
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