«Niente più petrolio e soldi per Cuba» tuona il presidente su Truth, auspicando che Cuba sottoscriva un accordo «prima che sia troppo tardi»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump indica un nuovo obiettivo. Nella sua ansia a riorganizzare l’ordine globale, ha consigliato domenica a Cuba di concludere al più presto un accordo con Washington dopo che, a causa del suo intervento militare, non potrà più beneficiare del petrolio a basso costo fornito dal Venezuela.
Il post
«NON CI SARANNO PIÙ PETROLIO O SOLDI PER CUBA - ZERO! Raccomando vivamente di raggiungere un accordo PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI» ha scritto Trump sulla sua piattaforma di social network Truth Social. «Cuba ha vissuto per molti anni grazie agli ingenti quantitativi di PETROLIO e di DENARO provenienti dal Venezuela» ha continuato Trump.
Il presidente ha anche rilanciato una serie di post e fotomontaggi che lo mostrano a Cuba o auspicano che Trump e il suo segretario di Stato Marco Rubio risolvano la questione dell’isola.
«Marco Rubio sia il presidente di Cuba» auspica un utente, e il presidente replica «Mi sembra un’ottima idea». «Sarebbe una pazzesca serie di vittorie, se succede davvero: due decenni di comunismo venezuelano, cinquant’anni di mullah iraniani, quasi settanta della Cuba di Castro. Tutto questo potrebbe essere ribaltato nel 2026» scrive un’altra persona.
La replica
È arrivata a stretto giro la replica del ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez. «Il diritto e la giustizia sono dalla parte di Cuba. Gli Stati Uniti si comportano come un egemone criminale e fuori controllo che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo» ha scritto Rodríguez in un post su X.
«Cuba non riceve né ha mai ricevuto compensi monetari o materiali per i servizi di sicurezza prestati a qualunque paese. A differenza degli Stati Uniti, non abbiamo un governo che si presta al mercenarismo, al ricatto o alla coercizione militare contro altri Stati». E ancora: «Come ogni altro paese, Cuba ha il diritto assoluto di importare combustibile dai mercati disposti a esportarlo e che esercitano il proprio diritto di sviluppare le proprie relazioni commerciali senza interferenze o subordinazione alle misure coercitive unilaterali degli Stati Uniti».
Cuba si prepara alla difesa
Di fronte alle minacce statunitensi di un possibile intervento diretto contro Cuba, il governo guidato da Miguel Díaz-Canel ha risposto con un’ampia esercitazione militare su tutto il territorio nazionale, ribadendo che «prepararsi alla difesa è uno sforzo necessario».
È questo il messaggio al centro del reportage pubblicato da Granma, organo ufficiale del Partito comunista cubano e del governo, che ha raccontato le manovre svolte sabato in occasione della Giornata nazionale della Difesa. Secondo il quotidiano, «essere sistematicamente ben preparati ed essere disposti a morire, se necessario, è il miglior segnale da inviare a un nemico che ricorre a ogni tipo di stratagemma per sottometterti».
Il servizio descrive nel dettaglio le esercitazioni organizzate in diverse province dell’isola, tra cui Santiago, Matanzas, Sierra Maestra, Las Tunas, Cienfuegos e Camagüey, dove è stato simulato anche un attacco alle infrastrutture di comunicazione e il bombardamento di una fabbrica di rum.
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