«Era calma prima della tempesta». È il messaggio pubblicato dal presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth che accompagna un’immagine creata con l’intelligenza artificiale con l’obiettivo di minacciare l’Iran di un attacco imminente. Mentre il Pakistan sabato ha fatto un ultimo tentativo di mediazione a Teheran, Trump ha evocato la «tempesta» riaccendendo i timori di una nuova escalation militare

Secondo il New York Times, il Pentagono avrebbe già pronti i piani per riprendere i bombardamenti sull’Iran nel caso di un fallimento definitivo dei negoziati. Alla domanda sullo stato dei colloqui sul nucleare e sul cessate il fuoco, Trump – in un’intervista a Bfmtv – ha detto di non averne idea, «se non lo raggiungono passeranno dei brutti momenti. Hanno interesse a raggiungere l’accordo». Il presidente Usa, ha scritto il Nyt, dovrebbe decidere sulla ripresa o meno degli attacchi nelle prossime ore.  

PUNTI CHIAVE

13:24

Netanyahu: «Consapevoli della situazione in Iran, parlerò oggi con Trump»

13:15

Netanyahu: «A Gaza deteniamo già il 60 per cento del territorio»

12:25

Attacco con drone negli Emirati, incendio vicino a una centrale nucleare

13:24

Netanyahu: «Consapevoli della situazione in Iran, parlerò oggi con Trump»

"Siamo ben consapevoli della situazione in Iran. Parlerò oggi stesso con Trump". Lo afferma il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, riporta Haaretz. Netanyahu ha convocato questa sera i suoi principali collaboratori e ministri per una discussione sulla sicurezza nel suo ufficio a Gerusalemme, secondo quanto riferito al Times of Israel dall'ufficio di uno dei ministri presenti. Al "piccolo gabinetto di sicurezza" partecipano solitamente il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, il ministro della Difesa Israel Katz, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir. 

13:15

Netanyahu: «A Gaza deteniamo già il 60 per cento del territorio»

"Abbiamo eliminato il numero uno dell'ala militate di Hamas, Izz al-Din al-Haddad: tutti gli artefici del massacro del 7 ottobre saranno eliminati fino all'ultimo, e siamo molto vicini a portare a termine anche questa missione". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu nell'apertura della riunione di governo odierna. "A Gaza non controlliamo più il 50 per cento, ma già il 60 per cento del territorio. Stiamo stringendo Hamas nella morsa. La nostra missione è garantire che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele", ha detto Netanyahu, aggiungendo che sull'Iran Israele "rimane pronto per qualsiasi scenario", anticipando che oggi terrà un colloquio telefonico con il presidente Usa Donald Trump "per ascoltare le sue impressioni sul viaggio in Cina". 

12:25

Attacco con drone negli Emirati, incendio vicino a una centrale nucleare

Un attacco con drone ha causato un incendio a un generatore elettrico presso la centrale nucleare di Barakah, nella regione di al-Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. In un comunicato stampa diffuso su X, l'ufficio stampa di Abu Dhabi ha dichiarato che non si sono registrati feriti. La stessa fonte ha assicurato che l'incendio, divampato all'esterno del perimetro interno della centrale, non ha avuto ripercussioni sui livelli di sicurezza radiologica. 

12:12

Libano, Hezbollah: «I negoziati sono un vicolo cieco»

Nuova denuncia di Hezbollah contro i colloqui diretti tra Israele e il Libano, definiti "un vicolo cieco". La critica del gruppo armato pro-Iran giunge mentre le Idf stanno bombardando il Libano meridionale e orientale, nonostante la nuova proroga del cessate il fuoco.

"I negoziati diretti che le autorità libanesi hanno condotto con il nemico israeliano li hanno portati in un vicolo cieco che non porterà ad altro che a una concessione dopo l'altra", ha dichiarato il parlamentare di Hezbollah, Hussein Hajj Hassan. "Né loro né nessun altro sarà in grado di realizzare ciò che il nemico vuole, soprattutto per quanto riguarda il disarmo della resistenza", ha aggiunto, affermando che le autorità stanno portando il Paese in "situazioni molto difficili".

Intanto, due attacchi israeliani hanno colpito la città di Sohmor, nella valle della Bekaa, nel Libano orientale, ha riferito l'agenzia di stampa statale Nna, aggiungendo che altri attacchi hanno interessato il Libano meridionale. In raid sul villaggio di Zrariyé (Sidone) e Tayr Debba (Tiro), almeno tre persone sono rimaste ferite, di cui due soccorritori.

11:30

Il presidente del Parlamento iraniano nominato inviato speciale in Cina

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, è stato nominato inviato speciale di Teheran in Cina. Lo riferisce l'agenzia di stampa Tasnim. Il presidente dell'Assemblea consultiva islamica, il Parlamento monocamerale di Teheran, ha rappresentato finora una figura chiave nel quadro dei negoziati di pace con gli Usa.

10:45

Gaza, raid israeliano a Khan Younis: un morto e diversi feriti

Almeno una persona è morta e diverse altre sono rimaste ferite a seguito di un attacco israeliano contro una postazione di polizia nell'area di Karaj Rafah, nella città di Khan Younis. Lo riferisce l'emittente Al Jazeera, citando fonti locali.

10:39

Telefonata dei ministri Esteri di Qatar e Arabia Saudita: focus sull'Iran

Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan Al Saud. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri di Doha, precisando che le parti hanno discusso i rapporti bilaterali e gli sviluppi regionali, tra cui il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e gli sforzi internazionali per la de-escalation.

09:29

Palestina, il figlio di Abbas eletto nel comitato centrale di Fatah

Yasser Abbas, il figlio maggiore del presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas, è stato eletto nel potente comitato centrale di Fatah, secondo i risultati preliminari del voto. La votazione si è svolta al termine dell'VIII Congresso Generale del movimento nazionalista, un evento tenutosi simultaneamente a Ramallah, Gaza, Il Cairo e Beirut.

Yasser Abbas, 64 anni, uomo d'affari che gestisce diverse aziende nei Territori Palestinesi, risiede per la maggior parte del tempo in Canada. Il suo ingresso sulla scena politica risale a cinque anni fa, quando fu nominato "rappresentante speciale" dal padre. Secondo i risultati preliminari pubblicati nella notte tra sabato e domenica, Marwan Barghouti, figura di spicco del movimento e detenuto in Israele dal 2002, non solo ha mantenuto il suo seggio nell'organo direttivo, ma ha anche ottenuto il maggior numero di voti.

Anche la vecchia guardia ha conservato i propri posti: è il caso di Hussein al-Sheikh, vicepresidente dell'Autorità Palestinese e dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp); Mahmoud al-Aloul, vicepresidente di Fatah; l'ex segretario generale Jibril Rajoub; e l'ex capo dei servizi segreti Tawfiq al-Tirawi.

Tra i nuovi membri eletti del comitato figura Majed Faraj, capo dei servizi segreti palestinesi. Al suo fianco c'è Zakaria Zubeidi, 50 anni, uno dei leader delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, il braccio armato di Fatah, nel campo profughi di Jenin. Zubeidi è stato rilasciato da una prigione israeliana nell'ambito di un accordo di scambio di prigionieri raggiunto lo scorso anno tra Israele e il movimento islamista palestinese Hamas. Inoltre, due donne ora siedono nel comitato direttivo: la governatrice di Ramallah, che partecipa per la prima volta, e un'altra che e' stata rieletta. La dirigenza del congresso ha riportato un'affluenza alle urne del 94,64%, con un totale di 2.507 votanti. 

08:21

Iran: «L'uccisione del capo delle Brigate Qassam da parte dell'Idf è terrorismo»

Il ministero degli Esteri iraniano, in una dichiarazione rilasciata sabato, ha condannato l'uccisione di Izz al-Din al-Haddad, capo delle Brigate Qassam, braccio armato di Hamas, avvenuta negli attacchi israeliani di venerdì. La dichiarazione ha descritto l'assassinio come parte del "piano criminale di Israele per la cancellazione coloniale della Palestina" e ha affermato: "Gli Stati Uniti, in quanto maggiori sostenitori militari, finanziari e politici del regime sionista di apartheid, sono complici in ciascuno di questi crimini". "L'eliminazione fisica dei comandanti della resistenza e delle élite palestinesi non riesce a interrompere il cammino della resistenza", ha aggiunto, secondo quanto riportato da Mehr. 

06:00

Trump pubblica una foto creata con l'Ia: «In Iran è calma prima della tempesta»

Donald Trump è tornato a minacciare l'Iran con una foto generata con l'intelligenza artificiale. Il presidente Usa ha postato su Truth un'immagine che avverte della "calma prima della tempesta" e lo ritrae mentre - con indosso ilcappello Maga - punta il dito verso la telecamera, circondato da navi da guerra in acque agitate. Su diverse imbarcazioni sventolano bandiere iraniane e sullo sfondo si addensano nuvole grigie.

 

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