L’esercito russo ha colpito quindici città ucraine con oltre cento droni. La maggior parte sono stati intercettati. Zelensky: «Non esiste un accordo con Mosca sulla tregua energetica»
La tregua in Ucraina annunciata da Donald Trump non è durata neanche una notte. Secondo quanto dichiarato dall’esercito di Kiev «Mosca ha lanciato un missile balistico Iskander-M e 111 droni d'attacco». Gli attacchi hanno preso di mira 15 diverse località, ha specificato e 80 droni sarebbero stati abbattuti.
Il presidente Usa aveva annunciato di aver chiesto «personalmente» a Vladimir Putin di cessare i bombardamenti sull’Ucraina «per una settimana» e aveva anche affermato che dal Cremlino il leader russo aveva accettato.
Da parte sua il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che non ci sono stati accordi diretti con la Russia su una possibile tregua energetica, precisando che il tema è stato sollevato dalla parte statunitense durante i negoziati di Abu Dhabi del 23 e 24 gennaio.
«Non c'è stato alcun dialogo diretto, nessun accordo diretto su questo tema tra noi e la Russia», ha dichiarato Zelensky rispondendo ai giornalisti. Il capo dello Stato ha sottolineato che l'idea di una tregua energetica è un'iniziativa della parte statunitense e del presidente degli Stati Uniti e che può essere considerata «una possibilità, non un accordo». «Non abbiamo un cessate il fuoco. Non abbiamo un accordo ufficiale su un cessate il fuoco». Zelensky ha assicurato che «se la Russia non attacca il nostro settore energetico, sia esso di produzione o altro, noi non attaccheremo il loro settore energetico».
Il leader ucraino ha anche ribadito che vuole la fine della guerra ed è pronto ad adottare misure di de-escalation. Per quanto riguarda le trattative in corso Zelensky ha detto che manca ancora un compromesso sul Donbass e di non accettare accordi che violino l’integrità territoriale dell’Ucraina.
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