Putin ha concluso la lunghissima conferenza di fine anno dopo 4 ore e mezza. Unione europea, l’accordo c’è ma l’impiego degli asset russi congelati in maniera permanente salta. Alla fine si impone una linea più simile a quella proposta da Meloni al Consiglio europeo
Alla fine, si andrà col debito comune. Salta la possibilità di impiegare gli asset russi come avrebbero voluto Berlino e Parigi: dopo oltre 16 ore di negoziati, i 27 leader dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo nella notte per fornire all'Ucraina un prestito di 90 miliardi di euro a tasso zero per il biennio 2026 2027.
Volodymyr Zelensky ha ringraziato i leader europei. «Si tratta di un aiuto significativo, che rafforza realmente la nostra resilienza. È importante che i beni russi restino congelati e che all'Ucraina sia stata garantita una sicurezza finanziaria per i prossimi anni. Grazie per questo risultato e per l'unità dimostrata. Insieme difendiamo il futuro del nostro continente» ha scritto il presidente ucraino su X.
PUNTI CHIAVE
07:04
Von der Leyen: "Prestito per Kiev con il debito comune"
Putin: "Dovete trattarci con rispetto"
Il presidente russo Vladimir Putin - durante la conferenza stampa di fine anno durata circa 4 ore e mezza - ha dichiarato che non ci saranno altre guerre se la Russia verrà trattata "con rispetto". Sulla questione di un possibile attacco pianificato da Mosca contro Bruxelles, Putin ha detto che tale dichiarazioni sono "assurde". "Non ci saranno operazioni se ci tratterete con rispetto, se rispetterete i nostri interessi così come, a nostro avviso, abbiamo sempre cercato di rispettare i vostri", ha detto a Steve Rosenberg, corrispondente dell'emittente britannica Bbc.
Tajani: "Il Consiglio Ue ha fatto una scelta europeista"
Per il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, la scelta maturata ieri al termine del Consiglio europeo è stata "europeista". Il vicepremier italiano ha detto che la soluzione trovata (quella di stanziare 90 milioni e non utilizzare gli asset russi): "Soddisfa l'Europa, non si è fatta né una scelta sovranista né una scelta estremista, ha prevalso il buon senso con una scelta che aiuta l'Ucraina e che va sul debito pubblico europeo, quindi arrivare a degli Eurobond vuol dire perseguire un obiettivo che Forza Italia persegue da tempo", ha concluso Tajani.
Il segretario Usa, Marco Rubio: i colloqui non impongono accordo all'Ucraina
Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha detto - durante una conferenza stampa di fine anno al Dipartimento di Stato - che i colloqui in corso attualmente negli Stati Uniti non sono volti ad imporre un accordo all'Ucraina ma ha segnalato che le situazione si sta complicando e le questioni più difficili.
Serhiy Marchenko: "I rischi per l'Europa derivanti da una potenziale sconfitta dell'Ucraina superano di gran lunga i rischi legati all'introduzione del meccanismo di risarcimento"
Il ministro delle Finanze ucraino Marchenko ha parzialmente bocciato il prestito di 90 miliardi avallato dal Consiglio europeo a Kiev per il biennio 2026-2027. Una bocciatura nata per una valutazione "insufficiente" delle risorse stanziate che ammontano a 90 miliardi di euro, circa 105 miliardi di dollari. "Il prestito per le riparazioni è una soluzione sistemica a lungo termine. Garantirà capacità di difesa sostenibili e proteggerà l'Europa da futuri conflitti", ha detto il ministro ucraino. Che poi ha aggiunto: "I rischi per l'Europa derivanti da una potenziale sconfitta dell'Ucraina superano di gran lunga i rischi legati all'introduzione del meccanismo di risarcimento".
Portavoce Euroclear sulla decisione asset: "Accogliamo con favore la decisione del Consiglio europeo"
Un portavoce di Euroclear ha riferito all'Ansa che la decisione del Consiglio europeo sul non utilizzo degli asset russi è stata accolta con favore. "Accogliamo con favore la decisione del Consiglio europeo sull'opzione di finanziamento per l'Ucraina e rimaniamo impegnati a sostenere l'attuazione delle misure dell'Ue. Euroclear continuerà a collaborare in modo costruttivo con i responsabili politici sulle questioni relative alle sanzioni e garantirà che le nostre azioni siano in linea con gli obiettivi più ampi di stabilità finanziaria e Stato di diritto".
Zelensky a Varsavia: "Ciò che fa più paura alla Russia è la nostra unità"
Volodymyr Zelensky - in visita a Varsavia da Donald Tusk - ha detto che: "Ciò che fa più paura alla Russia è se noi siamo uniti. Perché di sicuro loro non possono sconfiggere sia noi sia voi".
Putin si è detto pronto a fermare gli attacchi in profondità se l'Ucraina terrà elezioni
Il presidente russo Vladimir Putin ha detto durante la conferenza stampa di fine anno che è pronto a non attaccare in profondità e a garantire la sicurezza in caso di elezioni in Ucraina.
Macron: "Se salta accordo Usa, gli europei dovranno dialogare con Putin"
Il presidente russo Vladimir Putin ha rilasciato delle dichiarazioni importanti riguardo l'andamento dei negoziati e il ruolo di Bruxelles. "O si raggiunge una pace solida e duratura, con le necessarie garanzie - ha detto Macron - oppure nelle prossime settimane dovremo trovare il modo per consentire agli europei di riprendere un dialogo completo con la Russia, in totale trasparenza".
Lavrov: "Europei vogliono fare dell'Ucraina un trampolino per minacciarci"
Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov - in visita istituzionale al Cairo - ha detto che: "Non si tratta tanto di sicurezza quanto di un nuovo tentativo sfacciato, direi insolente, di attuare un controllo militare sul territorio ucraino al fine di trasformarlo in un trampolino di lancio per minacciare la Russia". Lavrov si è espresso criticamente sulla possibilità che una forza multinazionale venga schierata sul suolo ucraino.
Orban: "Siamo riusciti a scongiurare il rischio immediato di una guerra con la Russia"
Il primo ministro magiaro ha detto - a proposito della decisione del Consiglio europeo di non utilizzare gli asset congelati russi - che: "Siamo riusciti a scongiurare il rischio immediato di una guerra. Non abbiamo permesso all'Europa di dichiarare guerra alla Russia utilizzando asset russi. Questo piano avrebbe trascinato l'Europa in guerra e imposto un onere finanziario di 1000 miliardi di fiorini all'Ungheria. Siamo riusciti a proteggere le famiglie ungheresi da questo. Allo stesso tempo, 24 Stati membri hanno deciso di concedere un prestito di guerra all'Ucraina per i prossimi due anni. Se l'Ucraina non sarà in grado di rimborsare il prestito, quei Paesi europei dovranno provvedere al rimborso". Poi - su X - Orban ha ribadito la bontà della decisione dell'Ungheria di smarcarsi, insieme a Repubblica Ceca e Slovacchia, dallo stanziamento di 90 miliardi di euro per Kiev. "Per fortuna, la cooperazione V3 è di nuovo attiva: Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno deciso di non salire su quel treno. Così facendo, abbiamo risparmiato ai nostri figli e nipoti il peso di questo ingente prestito di 90 miliardi di euro. La quota ungherese del prestito di guerra sarebbe stata di oltre 400 miliardi di fiorini. La cattiva notizia è che i preparativi per la guerra continuano chiaramente a Bruxelles. L'Ungheria rimane la voce della pace in Europa e non permetterà che il denaro dei contribuenti ungheresi venga utilizzato per finanziare l'Ucraina. Solo un governo di patrioti può garantire la pace e assicurare che i fondi ungheresi non vengano inviati all'Ucraina. Se ci fosse un governo di Bruxelles in Ungheria, spingerebbe l'Ungheria in guerra e spenderebbe fino all'ultimo centesimo per sostenere l'Ucraina. Non possiamo e non permetteremo che ciò accada", ha concluso Orban.
Putin: "Ora la palla è nel campo dell'Occidente e dell'Ucraina"
Il presidente russo Vladimir Putin ha detto - rispetto all'attuale situazione dei negoziati in corso per trovare un accordo di pace - che: "La palla è interamente nel campo dei nostri avversari occidentali, i leader del regime di Kiev e i loro sponsor europei in primo luogo". Putin - durante la conferenza stampa di fine anno - si è smarcato dalla accuse nei confronti delle centinaia di migliaia di morti dall'inizio del conflitto con l'Ucraina quattro anni fa: "Non ci riteniamo responsabili della morte di queste persone, perché non siamo stati noi a iniziare questa guerra".
Il primo ministro slovacco Fico: "Ci rifiutiamo di finanziare ulteriormente l'Ucraina"
Il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato ai giornalisti presenti a Bruxelles che: "La Slovacchia non prenderà parte ad alcun prestito militare a favore dell'Ucraina e rifiutiamo ulteriori finanziamenti, anche provenienti dalle risorse della Repubblica slovacca, per le esigenze militari, poiché non crediamo in una soluzione militare al conflitto".
Zelensky ringrazia i leader Ue: "Sostegno significativo che rafforza davvero la nostra resilienza"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato - tramite un messaggio sui social - i leader europei dopo il Consiglio europeo che ha decretato lo stanziamento di fondi per 90 miliardi a Kiev nel biennio 2026-2027. "Si tratta di un sostegno significativo che rafforza davvero la nostra resilienza", ha scritto Zelensky. Il leader ucraino ha poi commentato anche il mancato utilizzo degli asset russi congelati: "È importante che i beni russi rimangano congelati e che l'Ucraina abbia ricevuto una garanzia di sicurezza finanziaria per i prossimi anni", ha infine concluso.
Putin: "Conflitto iniziato con il golpe a Kiev"
Il presidente russo Vladimir Putin ha sostenuto - durante una sessione di domande e risposte durante la conferenza stampa di fine anno in diretta tv - che il conflitto in Ucraina è iniziato non il 24 febbraio del 2022 ma con quello che Putin definisce il "golpe a Kiev" nel 2014. "Vorrei ricordarvi come è iniziato tutto. È iniziato con il colpo di Stato in Ucraina nel 2014 e con l'inganno sulla possibilità di una risoluzione pacifica di tutti i problemi grazie agli accordi di Minsk", ha detto Putin.
Putin: "Il nemico si sta ritirando da tutti i settori"
"L'iniziativa strategica" in Ucraina è "passata completamente" nelle mani dei militari russi dopo la liberazione della regione di Kursk. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, che sta tenendo la sua "Linea diretta" di fine anno, trasmessa in diretta televisiva. Il leader del Cremlino ha riferito che "il nemico si sta ritirando in tutti i settori".
La Russia sarebbe pronta e disposta a porre fine al conflitto in Ucraina con la pace, ma sulla base dei principi che ho delineato nell'estate 2024" e che consentirebbero di "affrontare le cause profonde che hanno portato a questo conflitto" ha continuato il presidente. Si tratta di condizioni che all'epoca sono state liquidate come massimaliste e irrealistiche, e sostanzialmente pretendevano concessioni umilianti dall'Ucraina.
Conclusioni dei leader Ue a 25: "Per l'Ucraina avanti con cooperazione rafforzata"
L'Unione europea mette sul tavolo un prestito per l'Ucraina "di 90 miliardi di euro per gli anni 2026-2027, basato sull'indebitamento Ue sui mercati dei capitali e garantito dal margine disponibile del bilancio dell'Ue". "Mediante una cooperazione rafforzata", "qualsiasi mobilitazione di risorse del bilancio dell'Unione come garanzia per tale prestito non avrà alcun impatto sugli obblighi finanziari della Repubblica Ceca, dell'Ungheria e della Slovacchia". E' la svolta arrivata nella notte e formalmente adottata nelle conclusioni sull'Ucraina, adottate da 25 capi di Stato e di governo al Consiglio europeo di Bruxelles. Assenti, come ormai noto, Ungheria e Slovacchia. I 25 offrono dunque a Kiev la certezza di poter affrontare "le urgenti esigenze finanziarie dell'Ucraina per il periodo 2026-2027, comprese quelle relative agli sforzi militari e di difesa".
Orban: "L'utilizzo dei beni russi sarebbe stata una dichiarazione di guerra"
"Siamo riusciti a scongiurare il rischio immediato di guerra. Non abbiamo permesso all'Europa di emettere una dichiarazione di guerra alla Russia utilizzando i beni russi", ha scritto oggi sul proprio profilo X il primo ministro ungherese Viktor Orban, commentando la decisione del Consiglio europeo della scorsa notte. "Questo piano avrebbe trascinato l'Europa in guerra e imposto all'Ungheria un onere finanziario di 1.000 miliardi di fiorini. Siamo riusciti a proteggere le famiglie ungheresi da questo", ha affermato il leader ungherese. "Allo stesso tempo, 24 Stati membri hanno deciso di concedere un prestito di guerra all'Ucraina per i prossimi due anni. Se l'Ucraina non sarà in grado di rimborsare il prestito, quei Paesi europei dovranno coprirne il rimborso", ha spiegato
Meloni: "Ha prevalso il buonsenso"
"Sono contenta che abbia prevalso il buon senso, che si sia riusciti a garantire le risorse che sono necessarie ma a farlo con una soluzione che ha una base solida sul piano giuridico e finanziario". Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Bruxelles
Merz: "Un segnale chiaro"
L'Ue invia un chiaro segnale a Vladimir Putin con il prestito concesso all'Ucraina. Ad affermarlo, su X, è il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Il pacchetto finanziario per l'Ucraina è pronto: l'Ucraina riceverà un prestito senza interessi di 90 miliardi di euro, come avevo suggerito. Questo invia un chiaro segnale dall'Europa a Putin: questa guerra non vale il prezzo che costa. Manterremo congelati i beni russi fino a quando la Russia non avrà risarcito l'Ucraina".
Mosca: "Ha vinto il buonsenso"
“La legge e il buon senso hanno ottenuto una vittoria per il momento”. Lo scrive su Telegram Kirill Dmitriev, emissario del Cremlino per le questioni economiche, commentando l'accordo raggiunto nella notte a Bruxelles, che non prevede l'uso degli asset russi. È fallito, aggiunge, un “un uso illegittimo dei beni russi per finanziare l'Ucraina”.
Meloni: "Su asset russi seguiamo lo Stato di diritto"
"Il tema degli asset rimane nelle conclusioni. La decisione più importante l'abbiamo già presa qualche giorno fa, quando abbiamo immobilizzato gli asset, garantendo che non vengono restituiti. Nelle conclusioni si dice che l'Unione Europea seguendo quella che è la normativa, lo Stato di diritto, eccetera, si riserva anche di considerare l'uso di questi asset, soprattutto per ripagare il prestito che dovrà fare". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni
Mosca: "Nella notte abbattuti 94 droni di Kiev"
I sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 94 droni ucraini nelle regioni russe durante la notte. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Mosca, secondo quanto scrive la Tass. Fra i vari territori presi di mira, 36 droni sono stati abbattuti nei cieli sopra la regione di Rostov, 17 Uav sopra la regione di Belgorod, 15 droni sopra quella di Voronezh e sette droni sono stati distrutti sopra il Mar Caspio.
Zelensky: "Il sostegno dell'Ue rafforza la nostra resilienza"
"Sono grato a tutti i leader dell'Unione europea per la decisione del Consiglio europeo di stanziare 90 miliardi di euro di aiuti finanziari all'Ucraina nel periodo 2026-2027. Si tratta di un sostegno significativo che rafforza davvero la nostra resilienza". Lo scrive su X il presidente dell'Ucraina, Volodimir Zelensky, in merito al prestito concesso dall'Ue. "È importante che i beni russi rimangano immobilizzati - prosegue - e che l'Ucraina abbia ricevuto una garanzia di sicurezza finanziaria per i prossimi anni. Grazie per il risultato raggiunto e per l'unità dimostrata. Insieme stiamo difendendo il futuro del continente".
Von der Leyen: "Prestito per Kiev con il debito comune"
"Abbiamo raggiunto un accordo che ci consente di soddisfare il fabbisogno finanziario dell'Ucraina per i prossimi due anni. Gli Stati membri hanno concordato di finanziare l'Ucraina attraverso l'indebitamento dell'UE sui mercati dei capitali per un importo di 90 miliardi di euro per i prossimi due anni. Lo faremo attraverso una cooperazione rafforzata, sostenuta dal margine di bilancio dell'UE e basata su un accordo unanime per modificare il QFP, analogamente al prestito per le riparazioni. In questo caso, è molto importante che l'Ucraina rimborsi il prestito solo dopo aver ricevuto le riparazioni". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo.
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