L'assalto della Russia segna la fine di una breve tregua annunciata dal presidente Usa Donald Trump lo scorso 29 gennaio, in base alla quale Mosca aveva accettato di sospendere temporaneamente gli attacchi alle infrastrutture energetiche critiche dell'Ucraina. Il Financial Times rivela il meccanismo di deterrenza dopo che sarà raggiunto il cessate il fuoco
Nuovo attacco russo in Ucraina. Le forze russe hanno preso di mira Kiev e le città più vicine alla linea del fronte. Nella capitale, le difese aeree sono state attivate dopo la mezzanotte, ora locale, quando alcuni droni russi si sono avvicinati alla città. Poco dopo sono state segnalate delle esplosioni che si sono susseguite per circa un'ora, secondo quanto riportato dal quotidiano Kyiv Independent. Segnalati anche missili balistici provenienti dalla regione di Bryansk.
L'assalto della Russia sembra segnare la fine di una breve tregua annunciata dal presidente Usa Donald TRump lo scorso 29 gennaio, in base alla quale Mosca aveva accettato di sospendere temporaneamente gli attacchi alle infrastrutture energetiche critiche dell'Ucraina.
Il sindaco Vitali Klitschko ha reso noto che sono stati registrati danni a un «edificio non residenziale» nel distretto di Darnytskyi e a un edificio che ospita un asilo nel distretto di Dniprovskyi. L'entità dei danni causati non è chiara e non sono disponibili informazioni su eventuali vittime.
Più vicino alla linea del fronte, secondo i media locali e i funzionari, sono stati segnalati attacchi a Kharkiv, Dnipro e Zaporizhzhia, con esplosioni udite anche a Sumy.
A Kharkiv, i funzionari locali hanno segnalato un attacco con missili balistici nel quartiere di Slobidskyi. Due persone sono rimaste ferite, ha riferito il governatore Oleh Synehubov, aggiungendo che il personale medico stava prestando soccorso ai feriti sul posto.
Le trattative
Secondo il Financial Times l'Ucraina ha concordato con i partner europei e statunitensi un piano a più livelli per monitorare e far rispettare un eventuale cessate il fuoco con la Russia, che prevede un coinvolgimento progressivo delle forze europee e, in caso di violazioni ripetute, anche il sostegno militare diretto degli Usa. Il piano partirebbe con il dispiegamento di una forza di deterrenza a guida europea, supportata da logistica e intelligence Usa. In caso di escalation, scatterebbe una seconda fase con l'impiego dei Volenterosi e, in ultima battuta, una risposta militare con il coinvolgimento diretto degli Usa.
Regno Unito e Francia hanno già messo sul tavolo l'impegno a dispiegare truppe e armamenti in Ucraina, secondo il pacchetto di garanzie di sicurezza elaborato con Washington. Il fulcro resta però la tenuta dell'eventuale tregua. Dopo il cessate il fuoco, una forza di deterrenza a guida europea dovrebbe assicurare «misure di rassicurazione in aria, mare e terra». Washington, dal canto suo, si è detta pronta a mettere a disposizione capacità avanzate di monitoraggio tecnologico lungo l'intera linea del fronte.
Una violazione del cessate il fuoco da parte di Mosca farebbe scattare una risposta entro 24 ore, prima con un avvertimento diplomatico ed eventuali interventi mirati dell'esercito ucraino. Se le ostilità dovessero proseguire oltre, verrebbe attivata una seconda soglia: l'impiego delle forze della coalizione dei Volenterosi. Il livello più alto di risposta è invece riservato allo scenario peggiore: qualora la violazione si trasformasse in un attacco su larga scala, trascorse 72 ore dalla prima rottura del cessate il fuoco, verrebbe attivata «una risposta militare coordinata, sostenuta dall'Occidente e con il coinvolgimento diretto delle forze armate statunitensi».
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