«Diamo il benvenuto a Trump, pronti a collaborare con gli Usa», ha detto il ministero degli Esteri cinese all’arrivo del presidente americano a Pechino. Ad accoglierlo, tappeto rosso e trecento bambini in uniforme che sventolavano bandiere americane e cinesi. Nell’incontro storico, la guerra in Iran si è presa la scena: secondo il resoconto della Casa Bianca dopo il vertice, Cina e Stati Uniti si sono dimostrati concordi sul fatto che l’Iran non debba mai disporre dell’arma atomica. Ma si è parlato anche della corsa per l'egemonia sull'Ia all'export di terre rare.  

L'incontro potrebbe indicare se la distensione emersa negli ultimi mesi tra Washington e Pechino potrà proseguire e quali concessioni le due parti siano disposte a fare. Prima dell’incontro, Xi ha affermato che i due paesi sono arrivati a «un bivio» nei loro rapporti e ha invitato le parti a lavorare insieme per la stabilità. «Dovremmo essere partner, non avversari» ha detto.

Anche perché, dal canto suo, la Cina sta “approfittando” della guerra in Iran per rafforzare la propria posizione strategica nei confronti degli Stati Uniti in ambito militare, economico e diplomatico. È quanto scrive il Washington Post, sulla base di un'inchiesta esclusiva che si basa su un rapporto dell'intelligence.

Il rapporto, che hanno potuto visionare funzionari statunitensi citati dal quotidiano, avverte che il conflitto in Medio Oriente sta consumando risorse militari statunitensi, in particolare munizioni e capacità operative, lasciando Washington più scoperta in un potenziale confronto con la Cina nell'Indo-Pacifico.

Nel frattempo, lo stallo con l’Iran prosegue, mentre Israele e Libano riprenderanno giovedì mattina a Washington i colloqui per raggiungere una tregua.

PUNTI CHIAVE

16:59

Il Pentagono sospende l'invio di 4mila soldati americani in Europa

16:29

Freedom Flotilla, parte dalla Turchia la nuova missione per Gaza

12:43

Media Iran, Teheran ha permesso a navi cinesi di transitare per Hormuz

19:11

Axios: Israele in stato di allerta sul ritorno della guerra

Secondo il sito statunitense Axios, Israele vuole farsi trovare pronto al possibile decadimento del cessate il fuoco in Medio Oriente. "Qualsiasi operazione di questo tipo avrebbe luogo in coordinamento con l'esercito israeliano", hanno detto fonti informate. 

18:08

L'apertura di Xi, Trump: "Si è offerto di aiutare sull'Iran, non darà armi a Teheran”

Dopo l'incontro con il presidente cinese, in un'intervista Fox News, Donald Trump ha dichiarato che il suo omologo di Pechino si è detto disponibile a fornire un aiuto sull'Iran: "ha detto che non fornirà equipaggiamento militare a Teheran" e che "vuole dare una mano per riaprire lo Stretto di Hormuz"  

16:59

Il Pentagono sospende l'invio di 4mila soldati americani in Europa

La brigata Black Jack non arriverà in Europa. Un funzionario della Difesa ha reso noto al sito Stars and Stripes che è stato sospeso l'invio di 4mila soldati americani in Polonia e in altre aree Nato dell'Europa orientale. L'armata era partita da Fort Hood, in Texas, una settimana fa, ma non proseguirà la missione, che sarebbe dovuta durare nove mesi.

16:29

Freedom Flotilla, parte dalla Turchia la nuova missione per Gaza

L'ong ha annunciato su Telegram il via libera alla nuova missione, salpata dal porto di Marmaris, in Turchia: si tratta di circa 50 imbarcazioni, con a bordo 500 attivisti da 45 paesi. Lo scopo della missione è lo stesso - l'entrata di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza - ma il valore simbolico del momento scelto non è secondario: domani è l'anniversario della nakba, l'esodo di palestinesi che seguì la nascita dello stato di Israele nel 1948.

16:25

L'Iran afferma che gli Stati Uniti non hanno ancora garantito alla nazionale i visti per i Mondiali 2026

Lo ha reso noto il presidente della federazione, Mehdi Taj: i visti necessari per l'arrivo dei calciatori iraniani negli Stati Uniti non sono ancora stati consegnati. "Domani o dopodomani avremo una riunione decisiva con la Fifa", ha aggiunto, dati i tempi stretti che separano l'inconveniente dall'inizio del torneo: meno di un mese.

16:20

Gerusalemme, tensioni in città vecchia per la "marcia delle bandiere"

È in corso la tradizionale "marcia delle bandiere", ovvero la ricorrenza annuale con cui in Israele celebra l’occupazione della parte orientale della città dopo la Guerra dei sei giorni del 1967, e la conseguente annessione della città di Gerusalemme. Una prova di forza che attira ogni anno violenze e aggressioni. Nel quartiere musulmano della città vecchia la polizia è intervenuta in seguito a scontri tra alcuni giovani sionisti per la marcia, residenti palestinesi e attivisti della Ong Standing Together.

14:55

Rubio non arretra: "La politica statunitense su Taiwan non cambia”

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha detto a Nbc News che le politiche degli States riguardanti Taiwan sono invariate, nonostante i segnali positivi del vertice in corso tra Xi Jinping e Donald Trump. Intanto, il presidente cinese ha avvertito il suo omologo che le divisioni su Taiwan - che la Cina rivendica come proprio territorio - potrebbero portare Pechino e Washington a un conflitto.

13:16

Reuters, Iran spacca il Brics con la richiesta di condannare Usa e Israele

L'appello del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ai partner dei Brics a condannare gli Stati Uniti e Israele per "l'aggressione illegale contro l'Iran" mette in luce le divisioni all'interno del blocco allargato, che include rivali regionali come l'Iran e gli Emirati Arabi, complicando la possibilità di trovare una posizione unitaria alla due giorni di lavori in corso a New Delhi.

Araqchi ha criticato Washington, definendo la guerra "espansionismo illegale e bellicismo", e ha affermato che l'Iran, pur restando aperto alla diplomazia, è pronto a difendersi "con tutti i mezzi a disposizione". Lo riporta Reuters.

12:52

Xi, "relazioni Usa-Cina sono le più importanti al mondo"

Il leader cinese Xi Jinping ha descritto le relazioni tra Stati Uniti e Cina come le più importanti al mondo, avvertendo entrambe le parti di non "rovinarle mai". Lo riporta la Cnn.

12:20

Il Papa, "sbagliato chiamare difesa un riarmo che impoverisce"

"Nell'ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami 'difesa' un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune. Occorre inoltre vigilare sullo sviluppo e l'applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile affinché non de-responsabilizzino le scelte umane". È la denuncia del Papa in visita pastorale alla Sapienza - Università di Roma, dove aggiunge: "Che mondo stiamo lasciando?" , "un mondo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra".

12:18

Oxfam, "depositata legge per stop al commercio con insediamenti illegali Israele"

"Arrivare ad un impegno dell'Italia, sull'esempio di altri paesi europei, per il divieto all'importazione di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nel Territorio palestinese occupato, impedendo una sistematica violazione di diritti e la distruzione dell'economia palestinese, tra espropri, sfollamenti e violenza". Con questo scopo è stata depositata una nuova proposta di legge che ha come primi firmatari Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein, un'iniziativa nata grazie all'impegno di una coalizione di 20 organizzazioni della società civile - tra cui Oxfam - che a settembre 2025 hanno lanciato la campagna Stop al commercio con gli insediamenti illegali.

La proposta di legge chiede in sintesi - riferisce una nota di Oxfam - di vietare l'importazione e la pubblicizzazione in Italia di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato; di definire l'applicazione del divieto attraverso un decreto del ministro degli Esteri che, in accordo con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, stabilisca i criteri e le modalità di verifica dell'origine dei prodotti importati da Israele per identificare quelli provenienti dagli insediamenti; di dare mandato all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di vigilare sul rispetto del divieto e di verificare l'origine delle merci; che siano gli esportatori israeliani a dimostrare che i loro beni non sono prodotti nel Territorio Palestinese Occupato, contrariamente a quanto avviene ora, prevedendo la possibilità di sequestrare e confiscare i beni in caso di false dichiarazioni.

11:06

Casa Bianca, Cina e Usa condividono che l'Iran non abbia mai l'atomica

Cina e Usa "hanno convenuto che l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari". Lo afferma la Casa Bianca nel resoconto dell'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino, secondo quanto riportato dal Guardian.

"Il Presidente Trump ha avuto un incontro positivo con il Presidente cinese Xi. Le due parti hanno discusso di come rafforzare la cooperazione economica tra i due Paesi, tra cui l'ampliamento dell'accesso al mercato cinese per le imprese americane e l'aumento degli investimenti cinesi nelle nostre industrie. I vertici di molte delle più grandi aziende statunitensi hanno partecipato a una parte dell'incontro", recita la dichiarazione.

"Le due parti hanno concordato sulla necessità che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto per garantire il libero flusso energetico. Il Presidente Xi ha inoltre ribadito l'opposizione della Cina alla militarizzazione dello Stretto e a qualsiasi tentativo di imporre un pedaggio per il suo utilizzo, esprimendo interesse ad acquistare maggiori quantità di petrolio americano per ridurre la dipendenza della Cina dallo Stretto in futuro. Entrambi i Paesi hanno convenuto che l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari", prosegue il testo.

La Casa Bianca ha inoltre affermato che Trump e Xi "hanno sottolineato la necessità di consolidare i progressi compiuti per porre fine al flusso di precursori del fentanyl negli Stati Uniti, nonché di incrementare gli acquisti cinesi di prodotti agricoli americani".

10:32

L'allarme dell'Unicef: 770mila bambini libanesi rischiano danni psicologici cronici

L'ente dell'Onu mette in allerta sui rischi psicologici dello stato di guerra prolungato in Libano, sotto il fuoco israeliano. Secondo l'agenzia, circa 770mila bambini libanesi sono a rischio di "problemi di salute mentali cronici". «Senza un sostegno urgente, le ferite psicologiche causate da questa crisi aggravata potrebbero accompagnarli per anni, compromettendo non solo il loro benessere, ma anche il loro futuro e quello del loro paese», ha affermato Edouard Beigbeder, direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa.

10:27

Taiwan accusa il "bullismo" di Pechino: "Unico rischio per la pace e la stabilità nella regione"

In una nota del ministero degli Esteri, Taipei accusa Pechino durante il giorno dell'atteso vertice tra il presidente Usa e l'omologo cinese: "In questo momento le autorità di Pechino costituiscono l'unico rischio per la pace e la stabilità nella regione".

09:58

Cnr libanese: "L'Idf ha distrutto più di 5mila abitazioni"

Israele continua a lavorare per creare una zona cuscinetto nella parte meridionale del libano: l'Idf sta demolendo in modo sistematico abitazioni e infrastrutture pubbliche nel sud del Libano nonostante i contatti diplomatici in corso tra Beirut e Stato ebraico sotto mediazione americana. Lo rivelano i dati diffusi dal Consiglio nazionale libanese per la ricerca scientifica (Cnr), nelle tre settimane successive all'entrata formale in vigore della tregua del 16 aprile sono state distrutte più di 5mila abitazioni e altre 5mila danneggiate lungo la fascia di confine con Israele. Per Israele si tratta di operazioni siano dirette contro infrastrutture e attività militari di Hezbollah. L'area interessata comprende 66 villaggi del Libano meridionale.

09:44

Araghchi: "Porre fine al senso di superiorità dell'America"

"Nel corso dell'ultimo anno, ho avuto l'onore di partecipare a due vertici Brics per esprimere la convinzione del governo iraniano che questo organismo simboleggi l'emergere di un nuovo ordine mondiale; un ordine in cui il Sud del mondo è uno dei principali artefici del futuro del mondo. Quello che un tempo era un ideale ambizioso è oggi diventato realtà". Lo scrive su Telegram il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Le potenze imperialiste in declino vogliono tornare indietro nel tempo e, sulla strada della loro caduta, reagiscono aggressivamente per disperazione". Araghchi è a Nuova Delhi per la ministeriale esteri dei paesi Brics". "L'Iran si è schierato in difesa di tutti i membri e in difesa del nuovo mondo che stiamo costruendo. I nostri coraggiosi soldati hanno sacrificato la propria vita per contrastare l'egemonia occidentale e l'immunità di cui l'America crede di godere. Sebbene l'Iran sia grato per il sostegno e la solidarietà dei paesi Brics, è imperativo che tutti noi intensifichiamo gli sforzi per porre fine a questo senso di superiorità e impunità che ha l'America, un sentimento che non ha posto nel mondo di oggi".

09:31

Due droni iraniani su Erbil in Iraq

Due droni dell'Iran hanno preso di mira un "sito residenziale" situato a nord di Erbil, destinato alle famiglie del Partito democratico del Kurdistan (Pdk), principale forza politica della regione autonoma dell'Iraq. Gli attacchi sarebbero avvenuti ieri sera e non hanno causato vittime. Teheran ha lanciato più di 126 attacchi con droni e missili contro le sue strutture civili da quando è scoppiato il conflitto.

09:27

L'Iran si aspetta entrate "enormi" da controllo di Hormuz

L'Iran prevede entrate finanziarie "enormi" dal pieno controllo del Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso il quale transita circa il 20 per cento del petrolio mondiale, mentre gli Stati Uniti continuano le operazioni di pressione nella regione. Il portavoce dell'Esercito iraniano, Mohammad Akraminia, ha dichiarato che le forze navali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) controllano la parte occidentale del braccio di mare, mentre l'Esercito iraniano supervisiona quella orientale. Secondo Akraminia, questo assetto "raddoppierà il reddito petrolifero del paese" grazie alle tasse imposte sulle navi in transito e al maggiore peso economico e geopolitico.

09:19

Araghchi: "Nessuna soluzione militare alle questioni che lo riguardano"

L'Iran ha ribadito che non esiste alcuna soluzione militare alle questioni che lo riguardano, sottolineando la propria determinazione a difendersi da qualsiasi aggressione pur restando aperto alla via diplomatica. A dirlo è il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi nel corso di un intervento all'incontro dei paesi Brics. "Deve essere chiaro a tutti che l'Iran non può essere sconfitto. Ogni volta che subisce pressioni, emerge più forte e più unito di prima", ha spiegato Araghchi. "Non esiste una soluzione militare per nessuna questione che riguarda l'Iran, e gli iraniani non si sottometteranno mai a nessuna pressione o minaccia".

08:53

Unicef: "Almeno 59 bambini uccisi o feriti negli ultimi otto giorni"

Unicef comunica che almeno 59 bambini sono stati uccisi o feriti in Libano negli ultimi otto giorni, nonostante il cessate il fuoco concordato il 17 aprile scorso. Secondo il ministero della Sanità pubblica libanese, dall'entrata in vigore della tregua almeno 23 bambini sono stati uccisi e altri 93 feriti. I numeri complessivi sono spaventosi: dal 2 marzo scorso, il bilancio complessivo ha raggiunto quota 200 minori morti e 806 feriti, pari a quasi 14 bambini colpiti ogni giorno tra vittime e ferimenti. Tra gli episodi più recenti figura l'uccisione di due bambini della stessa famiglia insieme alla madre, avvenuta ieri mattina in un attacco che ha colpito la loro automobile. Anche la situazione complessiva non migliora: secondo l'agenzia delle Nazioni Unite, oltre 770mila bambini in Libano soffrono di gravi conseguenze psicologiche legate all'esposizione ripetuta alla violenza, agli sfollamenti e alla perdita di familiari.

08:25

Hezbollah annuncia nuovi attacchi contro l'Idf nel sud del Libano

Il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah ha annunciato di aver preso di mira un assembramento di veicoli e militari delle Forze di difesa di Israele (Idf) nel sud del Libano. Secondo quanto si apprende da tre comunicati separati del gruppo, Hezbollah ha colpito le Idf nella città di Bayyada, un carro armato Merkava a Tel Nahas, alla periferia della città di Kfarkela, e una forza israeliana in movimento dalla città di Bayyada verso la citta' di Naqoura.

07:40

Riprendono i colloqui tra Israele e Libano

Riprendono i colloqui tra Libano e Israele a Washington. Oltre all'ambasciatrice libanese negli Stati Uniti Nada Hamadeh Moawad, farà parte della delegazione anche l'inviato speciale libanese Simon Karam. La delegazione israeliana comprenderà l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter, il vice consigliere per la Sicurezza nazionale Yossi Draznin e "alti rappresentanti militari". A rappresentare gli Stati Uniti ci saranno il consigliere del dipartimento di Stato Michael Needham, l'ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee e l'ambasciatore Usa in Libano Michel Issa. Il segretario di Stato Marco Rubio non parteciperà all'incontro poiché si trova a Pechino con il presidente Donald Trump.

07:20

Teheran contro Abu Dhabi: "Collaborare con Israele è imperdonabile"

Si alza la temperatura tra l'Iran e gli Emirati Arabi Uniti. Al centro della disputa vi sono le rivelazioni riguardanti presunti contatti riservati tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i vertici di Abu Dhabi, inseriti nel quadro della più ampia campagna strategica israelo-americana che ha lo scopo di arginare l'influenza di Teheran. A dare prova tangibile delle tensioni una nota del ministro degli Esteri Abbas Araghchi diffusa su X. Secondo lui, i servizi segreti iraniani sapevano bene di quegli incontri: gli analisti internazionali s'interrogano ora sul motivo per cui Teheran abbia scelto proprio questo momento politico per rendere note tali informazioni di intelligence. Nello specifico, Araghchi ha dichiarato: "Netanyahu ha ora rivelato pubblicamente ciò che i servizi di sicurezza iraniani avevano comunicato tempo fa alla nostra leadership".

Araghchi ha poi aggiunto che "inimicarsi il grande popolo iraniano è una scommessa folle". Insomma, la scelta di collaborare attivamente con le autorità israeliane rappresenta per Teheran un atto politico di estrema gravità. Nelle parole del diplomatico iraniano, "collaborare con Israele in tal senso è imperdonabile. Coloro che collaborano con Israele per seminare divisione saranno chiamati a risponderne".

07:10

Araghchi a Nuova Delhi per la riunione dei ministri degli Esteri dei Brics

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è volato a Nuova Delhi per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri dei Brics in programma giovedì e venerdì. L'incontro rappresenta una tappa preparatoria al vertice dei Brics che si terrà sempre in India il prossimo settembre. Secondo osservatori diplomatici, la presenza di Araghchi è anche prova del tentativo dell'Iran di rafforzare il coordinamento con i paesi membri del gruppo mentre la guerra contro Stati Uniti e Israele è in stallo. 

07:00

Una seconda petroliera legata al Giappone attraversa lo stretto

Una petroliera battente bandiera panamense e gestita dal gruppo giapponese di raffinazione Eneos ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Si tratta della seconda nave legata al Giappone e diretta nel paese asiatico a transitare ad attraversare lo stretto nonostante il blocco parziale legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Stando ai dati di monitoraggio navale, la nave trasporta circa 1,9 milioni di barili di greggio provenienti da Kuwait ed Emirati Arabi Uniti e dovrebbe arrivare in Giappone il 3 giugno. Nonostante il blocco, qualche movimento continua ad esserci: mercoledì anche una superpetroliera cinese con due milioni di barili di greggio iracheno aveva attraversato lo stretto dopo essere rimasta bloccata nel Golfo per oltre due mesi.

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