Dalla Cina, il presidente americano prova a sbloccare lo stallo iraniano. Tensioni tra Teheran e gli Emirati, un altro drone sulla base Unifil con i militari italiani in Libano, ma nessun ferito
«Diamo il benvenuto a Trump, pronti a collaborare con gli Usa», ha detto il ministero degli Esteri cinese all’arrivo del presidente americano a Pechino. Ad accoglierlo, tappeto rosso e trecento bambini in uniforme che sventolavano bandiere americane e cinesi. In cima all’agenda da discutere assieme a Xi Jinping in un incontro storico, la guerra in Iran, ma si è parlato anche della corsa per l'egemonia sull'Ia all'export di terre rare.
L'incontro potrebbe indicare se la distensione emersa negli ultimi mesi tra Washington e Pechino potrà proseguire e quali concessioni le due parti siano disposte a fare. Prima dell’incontro, Xi ha affermato che i due paesi sono arrivati a «un bivio» nei loro rapporti e ha invitato le parti a lavorare insieme per la stabilità. «Dovremmo essere partner, non avversari» ha detto.
Anche perché, dal canto suo, la Cina sta “approfittando” della guerra in Iran per rafforzare la propria posizione strategica nei confronti degli Stati Uniti in ambito militare, economico e diplomatico. È quanto scrive il Washington Post, sulla base di un'inchiesta esclusiva che si basa su un rapporto dell'intelligence.
Il rapporto, che hanno potuto visionare funzionari statunitensi citati dal quotidiano, avverte che il conflitto in Medio Oriente sta consumando risorse militari statunitensi, in particolare munizioni e capacità operative, lasciando Washington più scoperta in un potenziale confronto con la Cina nell'Indo-Pacifico.
Nel frattempo, lo stallo con l’Iran prosegue, mentre Israele e Libano riprenderanno giovedì mattina a Washington i colloqui per raggiungere una tregua.
L'Iran si aspetta entrate "enormi" da controllo di Hormuz
L'Iran prevede entrate finanziarie "enormi" dal pieno controllo del Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso il quale transita circa il 20 per cento del petrolio mondiale, mentre gli Stati Uniti continuano le operazioni di pressione nella regione. Il portavoce dell'Esercito iraniano, Mohammad Akraminia, ha dichiarato che le forze navali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) controllano la parte occidentale del braccio di mare, mentre l'Esercito iraniano supervisiona quella orientale. Secondo Akraminia, questo assetto "raddoppierà il reddito petrolifero del paese" grazie alle tasse imposte sulle navi in transito e al maggiore peso economico e geopolitico.
Araghchi: "Nessuna soluzione militare alle questioni che lo riguardano"
L'Iran ha ribadito che non esiste alcuna soluzione militare alle questioni che lo riguardano, sottolineando la propria determinazione a difendersi da qualsiasi aggressione pur restando aperto alla via diplomatica. A dirlo è il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi nel corso di un intervento all'incontro dei paesi Brics. "Deve essere chiaro a tutti che l'Iran non può essere sconfitto. Ogni volta che subisce pressioni, emerge più forte e più unito di prima", ha spiegato Araghchi. "Non esiste una soluzione militare per nessuna questione che riguarda l'Iran, e gli iraniani non si sottometteranno mai a nessuna pressione o minaccia".
Unicef: "Almeno 59 bambini uccisi o feriti negli ultimi otto giorni"
Unicef comunica che almeno 59 bambini sono stati uccisi o feriti in Libano negli ultimi otto giorni, nonostante il cessate il fuoco concordato il 17 aprile scorso. Secondo il ministero della Sanità pubblica libanese, dall'entrata in vigore della tregua almeno 23 bambini sono stati uccisi e altri 93 feriti. I numeri complessivi sono spaventosi: dal 2 marzo scorso, il bilancio complessivo ha raggiunto quota 200 minori morti e 806 feriti, pari a quasi 14 bambini colpiti ogni giorno tra vittime e ferimenti. Tra gli episodi più recenti figura l'uccisione di due bambini della stessa famiglia insieme alla madre, avvenuta ieri mattina in un attacco che ha colpito la loro automobile. Anche la situazione complessiva non migliora: secondo l'agenzia delle Nazioni Unite, oltre 770mila bambini in Libano soffrono di gravi conseguenze psicologiche legate all'esposizione ripetuta alla violenza, agli sfollamenti e alla perdita di familiari.
Hezbollah annuncia nuovi attacchi contro l'Idf nel sud del Libano
Il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah ha annunciato di aver preso di mira un assembramento di veicoli e militari delle Forze di difesa di Israele (Idf) nel sud del Libano. Secondo quanto si apprende da tre comunicati separati del gruppo, Hezbollah ha colpito le Idf nella città di Bayyada, un carro armato Merkava a Tel Nahas, alla periferia della città di Kfarkela, e una forza israeliana in movimento dalla città di Bayyada verso la citta' di Naqoura.
Riprendono i colloqui tra Israele e Libano
Riprendono i colloqui tra Libano e Israele a Washington. Oltre all'ambasciatrice libanese negli Stati Uniti Nada Hamadeh Moawad, farà parte della delegazione anche l'inviato speciale libanese Simon Karam. La delegazione israeliana comprenderà l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter, il vice consigliere per la Sicurezza nazionale Yossi Draznin e "alti rappresentanti militari". A rappresentare gli Stati Uniti ci saranno il consigliere del dipartimento di Stato Michael Needham, l'ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee e l'ambasciatore Usa in Libano Michel Issa. Il segretario di Stato Marco Rubio non parteciperà all'incontro poiché si trova a Pechino con il presidente Donald Trump.
Teheran contro Abu Dhabi: "Collaborare con Israele è imperdonabile"
Si alza la temperatura tra l'Iran e gli Emirati Arabi Uniti. Al centro della disputa vi sono le rivelazioni riguardanti presunti contatti riservati tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i vertici di Abu Dhabi, inseriti nel quadro della più ampia campagna strategica israelo-americana che ha lo scopo di arginare l'influenza di Teheran. A dare prova tangibile delle tensioni una nota del ministro degli Esteri Abbas Araghchi diffusa su X. Secondo lui, i servizi segreti iraniani sapevano bene di quegli incontri: gli analisti internazionali s'interrogano ora sul motivo per cui Teheran abbia scelto proprio questo momento politico per rendere note tali informazioni di intelligence. Nello specifico, Araghchi ha dichiarato: "Netanyahu ha ora rivelato pubblicamente ciò che i servizi di sicurezza iraniani avevano comunicato tempo fa alla nostra leadership".
Araghchi ha poi aggiunto che "inimicarsi il grande popolo iraniano è una scommessa folle". Insomma, la scelta di collaborare attivamente con le autorità israeliane rappresenta per Teheran un atto politico di estrema gravità. Nelle parole del diplomatico iraniano, "collaborare con Israele in tal senso è imperdonabile. Coloro che collaborano con Israele per seminare divisione saranno chiamati a risponderne".
Araghchi a Nuova Delhi per la riunione dei ministri degli Esteri dei Brics
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è volato a Nuova Delhi per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri dei Brics in programma giovedì e venerdì. L'incontro rappresenta una tappa preparatoria al vertice dei Brics che si terrà sempre in India il prossimo settembre. Secondo osservatori diplomatici, la presenza di Araghchi è anche prova del tentativo dell'Iran di rafforzare il coordinamento con i paesi membri del gruppo mentre la guerra contro Stati Uniti e Israele è in stallo.
Una seconda petroliera legata al Giappone attraversa lo stretto
Una petroliera battente bandiera panamense e gestita dal gruppo giapponese di raffinazione Eneos ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Si tratta della seconda nave legata al Giappone e diretta nel paese asiatico a transitare ad attraversare lo stretto nonostante il blocco parziale legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Stando ai dati di monitoraggio navale, la nave trasporta circa 1,9 milioni di barili di greggio provenienti da Kuwait ed Emirati Arabi Uniti e dovrebbe arrivare in Giappone il 3 giugno. Nonostante il blocco, qualche movimento continua ad esserci: mercoledì anche una superpetroliera cinese con due milioni di barili di greggio iracheno aveva attraversato lo stretto dopo essere rimasta bloccata nel Golfo per oltre due mesi.
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