A conclusione dell’incontro, Marchese assicurava la propria disponibilità e quella di Dammone per qualsivoglia esigenza e Cuffaro coglieva immediatamente l’occasione presentatagli per veicolare la richiesta di modificare le condizioni contrattuali in favore di due lavoratori
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’iDea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci dell’informativa relativa al procedimento penale della procura di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per corruzione
Dalla disamina delle conversazioni captate all’interno della predetta abitazione, si registrava la presenza (Prog. 1403855), tra le ore 10:27:52 e le ore 10:36:22, di Marchese Mauro e Dammone Marco che venivano ricevuti da Cuffaro Salvatore.
Dopo i convenevoli, a specifica richiesta di Cuffaro, Marchese forniva rassicurazioni sul buon andamento delle procedure di gara a Siracusa: “…a Siracusa e andata molto bene…”.
Successivamente, Marchese spiegava che l’ulteriore argomento d’interesse era la definizione del ruolo svolto nella vicenda da Aiello Ferdinando.
A detta di Cuffaro, che confermava di aver incontrato Aiello, questi si sarebbe presentato come un dirigente di livello superiore rispetto agli interlocutori e lo aveva invitato a rivolgersi direttamente a lui, senza alcuna preoccupazione (“…anzi lui diceva che era il capo e voi stavate di sotto…” - “…mi ha detto <parla con me non ti preoccupare>…”).
Marchese spiegava che Aiello era stato presentato dal Ceo della Dussmann, dott. Spotti, come “…consulente…” al quale affidarsi per la risoluzione di particolari criticita. Cuffaro asseriva di aver conosciuto Aiello tramite il suo “…amico fraterno...” Saverio Romano, il quale gli aveva chiesto di ascoltarlo curandone le richieste (“…io ad Aiello lo conosco perché Saverio Romano, che e mio amico fraterno… mi chiama e mi dice… ascolti per favore ad Aiello?... e l’ho ascoltato…”).
Nel prosieguo, Cuffaro raccontava a Marchese e Dammone:
- di aver accolto l’invito di Romano ad incontrare Aiello dopo aver conosciuto gli stessi (a febbraio 2024, ndr) e dopo l’incontro fissato, in loro favore, con Caltagirone Alessandro (“…dopo che io avevo conosciuto voi e ti avevo mandato da…”);
- di avere suggerito ad Aiello di parlare con Romano, nel timore che quest’ultimo avesse dato a Caltagirone indicazioni diverse da quelle da lui gia impartite in favore della Dussmann: “…gli ho detto ad Aiello… non vorrei che mentre io parlo con Caltagirone… Saverio… che non sa nulla da indicazioni diverse… quindi parla con Saverio e digli la stessa cosa!...” - “…io avevo una preoccupazione legittima che essendo amico ed amico suo nella stessa [incompr.] non vorrei magari Saverio… senza che sapeva nulla… si chiama a questo e gli da un’altra cosa…”;
- di stare operando per assecondare le loro richieste: “…io sto facendo la mia parte…”;
- di avere incontrato personalmente Saverio Romano e di avergli raccontato la questione, precisando che Aiello ne fosse già a conoscenza “…poi Saverio l’ho visto anche io e gli ho detto… guarda che sto instaurando alcune cose e in qualche modo Aiello ne e al corrente dico…”;
- che “…le cose stanno andando avanti!...”;
- che Romano Francesco Saverio aveva incontrato Aiello il quale, pur avendo avuto il benestare da questi per seguire la vicenda Dussmann, lamentava che Caltagirone stesse sostenendo di essersi mosso a favore della multinazionale su indicazioni di Cuffaro: “…e gli ho detto hai parlato con Aiello? ...si… m’ha detto a Palermo e gli ho detto ad Aiello questa questione Dussmann tu seguila… si la seguo pero ora lui dice… Caltagirone dice questa cosa la sta seguendo Toto… credo che lui l’abbia fatto!...”;
- che avrebbe verificato con Caltagirone Alessandro se, effettivamente, avesse ricevuto un’attivazione a favore della Dussmann anche da Saverio Romano su input di Aiello Ferdinando “…poi vedo… se non l’ha fatto lo verifico con Caltagirone va bene?...”;
- che se anche fosse stato Saverio ad intercedere con Caltagirone, nulla sarebbe cambiato: “… Saverio… ma lo stesso e… va bene…”.
D’altro canto Marchese Mauro:
- confermava l’avvenuto incontro chiarificatore tra Romano Francesco Saverio e Aiello Ferdinando (“…perché lui poi e passato da Saverio… ci ha parlato in pratica…”);
- mostrava ottimismo per l’ausilio fornitogli da Romano e Aiello (“…credo che la cosa andrà avanti cosi come deve andare avanti quindi ci stanno dando una mano …”);
- confermava di aver chiesto a Cuffaro di parlare con Romano proprio per il timore che questi avesse dato indicazioni diverse a Caltagirone (“…e per questo ti ho detto di intervenire…”);
- chiedeva a Cuffaro di avere, tramite Caltagirone, la conferma che Romano avesse dato indicazioni ad Aiello che loro stessi (Romano/Aiello, ndr) avrebbero seguito direttamente la questione Dussmann in virtù del buon rapporto intercorrente tra il parlamentare e Caltagirone Alessandro (“…ok… verifica con Caltagirone perché… il feedback che mi ha dato questo Aiello e stato… <guarda io ho parlato con Saverio in pratica… e meglio che la segue lui su questa cosa perché comunque in pratica ha un rapporto anche molto... diciamo buono con Caltagirone…>” - “…Saverio…”).
Cuffaro, come del resto Marchese, avanzava seri dubbi sulle parole contraddittorie di Aiello, motivo per il quale avrebbe chiesto lumi a Romano (“...io ho detto però tu… intervieni per dire che la sto seguendo io… però questo me la vedo io con Saverio…” - “…va beh tanto io quando lo vedo gli dico: <guarda Aiello mi dice che la stai seguendo tu… per me va benissimo…>”) dal quale avrebbe avuto conferma di avere già detto a Caltagirone che a seguire la faccenda sarebbe stato lui (Cuffaro Salvatore, ndr), ritenendo che, in virtù del loro rapporto, nulla sarebbe cambiato: “…lui mi dirà «no ma io ho già detto a Caltagirone che la segui tu va bene lo stesso tanto»…”.
Cuffaro puntualizzava “…io e Saverio la stessa cosa siamo non c’è problema…” e ancora: “...a me Saverio mi ha chiamato m’ha detto «se questa cosa la stai seguendo tu seguila tanto e la stessa cosa… e inutile che facciamo due cose…»”.
L’intento degli interlocutori era fondamentalmente il medesimo: cioè comprendere se a Caltagirone fosse giunto lo stesso messaggio sia da Aiello/Romano che da Cuffaro e che la questione stesse andando comunque avanti: “…l’importante che la cosa poi vada avanti Toto… – “l’importante che Caltagirone… [Marchese Mauro]” - “…gli abbiamo mandato…e la stessa cosa…[Cuffaro Salvatore]”.
Nonostante ciò, Cuffaro ribadiva che i dubbi su Aiello gli erano venuti quando, nel prospettargli che la vicenda Dussmann l’avrebbero seguita insieme (Cuffaro/Aiello, ndr), questi aveva puntualizzato che se ne sarebbe occupato esclusivamente lui “…no a me il dubbio che è venuto qual è…” - “…perché quando io ho detto ad Aiello «la sto seguendo con te lui» mi ha detto…«no ci penso io» (ndr; breve pausa) ...[incompr.] ci pensa lui se no!?...”.
Marchese spiegava che le parole e l’atteggiamento di Aiello erano, in realtà, da ricondurre alla sua intenzione di accreditarsi con la Dussmann: “…ci pensa lui perché lui si vuole accreditare nei confronti dell’azienda…”.
Cuffaro e Marchese convenivano che l’importante fosse raggiungere “…l’obiettivo…”, tanto che l’ex governatore asseriva di avere invitato Aiello a rivolgersi esclusivamente a Saverio (“…gli ho detto… allora gli ho detto «parlane con Saverio e basta»…”) specificando agli interlocutori che poi lui avrebbe chiarito la questione direttamente con Romano (“…ora me la vedo io con Saverio…”) evidenziando, ancora una volta il ruolo secondario di Aiello il quale avrebbe avuto, soprattutto, l’intento di accreditarsi con Spotti, il Ceo della Dussmann.
Successivamente Marchese rappresentava un’ulteriore vicenda, di seguito illustrata nel dettaglio, per la cui risoluzione richiedeva l’intervento di Cuffaro che, in questo caso, liquidava la implicita richiesta di aiuto da parte di Marchese con un laconico rinvio alla decisione degli organi preposti.
Tale ultimo passaggio si riferiva, verosimilmente, alla revoca dell’appalto per le pulizie nelle ASP e negli ospedali siciliani assegnato all’esito di una gara da 227 milioni per 4 anni, oggetto dell’indagine c.d. “Sorella Sanità”.
A conclusione dell’incontro, Marchese assicurava la propria disponibilità e quella di Dammone per qualsivoglia esigenza e Cuffaro coglieva immediatamente l’occasione presentatagli per veicolare la richiesta di modificare le condizioni contrattuali in favore di due lavoratori (“…sono due le persone che hanno quattordici ore vorrebbero aumentare un po' di ore…” - “…va beh ma dagli due ore in più… quattro ore in più…”).
Uno dei due lavoratori indicati - asseritamente raccomandati da Mauro Panto, rappresentante legale della società “S.A.S. - veniva agevolmente identificata in Giglio Rosalia, dipendente part-time della “Dussmann Service s.r.l.”, coniugata con Mandala Pietro, dipendente della “Servizi Ausiliari Sicilia Societa Consortile per Azioni”. Effettivamente gli accertamenti effettuati consultando la Banca Dati Inps facevano emergere che da Luglio 2024 Giglio Rosalia risultava assunta con la qualifica di Operaio - Tempo parziale Orizzontale - Tempo Indeterminato -part-time al 50% con 92 ore lavorabili. Inoltre fino a Giugno 2024 la predetta possedeva contratto con la qualifica di Operaio - Tempo parziale Orizzontale - Tempo Indeterminato -part-time al 35% con 56 ore lavorabili. […].
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