La governance dello sport italiano garantisce la perpetuazione di sé stessa. Un contesto di assoluta conservazione, la radiografia nel nostro paese è fatta da un’incontestabile questione numerica. Le donne rappresentano appena il 13,7 per cento dei dirigenti federali. Dati Istat/Coni attestano al 3,1 per cento le allenatrici tra i tecnici di club, nei quadri federali questo dato non c’è. Numeri che smascherano l’ipocrisia delle riforme di facciata
Non è una questione personale. E chi prova a ridurla a questo livello dimostra di non cogliere la crisi che attraversa la governance dello sport italiano. La vicenda che coinvolge Giovanni Malagò, dal nodo del tesseramento alla sua ineleggibilità, non è una faida di palazzo: è il sintomo di un sistema al tramonto. Per un secolo l’ordinamento sportivo è stato chiuso all’interno di una bolla di auto-referenzialità, dove le consuetudini operative potevano sovrascrivere gli statuti. In questi giorni