Piccoli club, grandi disuguaglianze

La Conference League allarga la mappa del calcio europeo. Ma la ricchezza resta ai vertici

Dai villaggi di pescatori ai microstati, la terza coppa Uefa porta alla ribalta squadre e federazioni escluse dai grandi palcoscenici. Se la geografia si allarga, i ricavi restano lontanissimi da quelli della Champions. Eppure, per le società più piccole, bastano poche partite per cambiare una stagione

Se provassimo a disegnare l’Europa del calcio guardando soltanto alla Champions League, verrebbe fuori una carta con poche capitali, autostrade larghe e immense periferie lasciate in bianco, nonostante l’allargamento degli ultimi anni da 32 a 36 squadre partecipanti. La Conference League fa il contrario: apre le pieghe della mappa. Dentro compaiono paesi di mille abitanti, microstati, città mai arrivate prima a una fase principale Uefa. È la coppa meno ricca del continente e forse, proprio per q